11 giugno 2014

Carta che vince e carta che perde!


I mass media non hanno dato importanza più di tanto. Un po’ d scandalismo moralistico , ma niente di più e senza tanta enfasi Di cosa sto parlando?. Ma del SEC 2010. Secondo le linee guida stabilite da Eurostat tutti i paesi inseriranno una stima nei conti (e quindi nel Pil) del traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol). Ma già questo basterebbe a far sorgere qualche perplessità. Trattandosi di attività che producono reddito ma non controllate legalmente e quindi statisticamente non rilevabili queste saranno affidate solo a stime e quindi poco scientifiche .
Per esempio la criminalità organizzata viene stimata  con un fatturato annuo di circa 60 miliardi di euro.  Stime più prudenti forniscono un ricavo complessivo nel 2010 pari a circa 24 miliardi di euro. Decisamente più contenute (11 miliardi nel 2008-2009) le cifre indicate dal Progetto Pon Sicurezza 2007-2013, che valuta il fatturato della prostituzione in 7,5 miliardi (2004-2009) e quello del contrabbando di sigarette in 841 milioni (2009-2011). Secondo Eurostat, per l’Italia le attività illegali valgono  tra l’1 e il 2 per cento del PIL dipendendo molto dalla metodologia di stima e applicando le stime di crescita di Eurostat ai dati del Pil italiano 2013, otteniamo risultati molto importanti per i rapporti debito/Pil e deficit/Pil nel 2013.
Il rapporto debito/Pil subirebbe una riduzione di 1,32 – 2,6: nell’ipotesi massima si raggiungerebbe senza alcuno sforzo economico e politico metà dell’obiettivo richiesto dal fiscal compact.
Il rapporto deficit/Pil, invece, diminuirebbe di 0,03 – 0,05 punti, con una maggiore disponibilità di risorse da spendere tra i 15 ed i 31 miliardi secondo i dati del 2013. Si tratta dunque di un’innovazione contabile con effetti reali rilevanti. Che potrebbero essere ancora maggiori se alcune di queste attività illegali, come la vendita di droghe leggere o la prostituzione, venissero legalizzate, grazie alle tasse incassate e alle minori spese da effettuare per il contrasto.
Renzi e il suo governo ne sta parlando di questo e il dubbio che più che una campagna di giustizia e di eticità sia invece mossa da motivazione prettamente economiche. Far cassa. 
Ora si capisce subito che già oggi il PIL misura ben poco della ricchezza di un paese o meglio la ricchezza da questo misurato lascia molto perplessi, domani con il SEC 2010 anche questo dato sarà aleatorio e in funzione di …..
Mi sembra molto questa vicenda, come colui che non riuscendo a vincere regolarmente,  modifica le regole del gioco in modo da rendergli la vita semplice. Ma , in questo caso, poiché il patto di stabilità e il fiscal compact rimarranno inalterati come numeri ciò che era prima fuori norma, improvvisamente sarà perfettamente legale.

Ma non è solo questo che mi lascia perplesso.
Secondo il SEC2010 non sono solo le attività illegali ad essere riconsiderati come ricchezza, ma per esempio le spese per gli armamenti sostenute dalle amministrazioni pubbliche non saranno più considerati consumi intermedi secondo la classificazione precedente ma investimenti. Ma in questo l’Italia già da tempo era avanti. Infatti molte delle spese per gli armamenti era a bilancio nel ministero delle Attività Produttive e non in quello della Difesa. Ma a spulciare i documenti di chicche come queste ve ne sono a josa.
Ma l’effetto più grave di questo modo a dir poco “disdicevole” nel misurare la ricchezza sarà che si annullerà quel poco di spinta morale a combattere la malavita e la illegalità Che beneficio si avrebbe combattere il lavoro nero, l’evasione o le attività criminose se queste portano ad aumentare la ricchezza statisticamente e questa volta riconosciuta anche a livello internazionale? Se prima l’emersione poteva significare poter contabilizzare quella ricchezza oggi lo stesso effetto lo si ottiene solo stimando l’ammontare di tale ricchezza!

E voilà , doppio salto mortale e i santi son gabbati!