3 novembre 2014

Il disperato tentativo di cambiare la verità!


Nei talk show televisivi e sui social si riapre il dibattito sulle manganellate ricevute dagli operai dell'AST di Terni. Disperato è il tentativo di mettere riparo alla riprovazione generale che ha suscitato questo che non è un episodio isolato, ma uno dei tanti, quasi costanti episodi. Lo spunto questa volta è dato da un video pubblicato dal Fatto quotidiano in cui si vedono i manifestanti che fronteggiano le forze di polizia , cercano di sfondare e quindi vengono caricati. Ecco la prova dell'innocenza delle forze dell'ordine e della colpevolezza dei manifestanti. E il respiro di sollievo dei partigiani renziani , e delle forze della repressione. E Mughini dalla zanzara sentenzia “le manganellate sono il sale della democrazia” che è meglio non commentare non solo per la frase in se, ma anche del personaggio che l’ha pronunciato.
Un paio di ciufoli! Dico io

Intanto il video dimostra l’assoluta incapacità del funzionario che era preposto all’ordine pubblico. Vi erano, ricordiamolo appena qualche centinaio di manifestanti non più di 200 contro un agguerrito manipolo di robokob appoggiati da gipponi .
In Parlamento Alfano ( per quel che vale di ufficialità ormai quel luogo) ha parlato di “equivoco” e che i manifestanti avevano intenzione di andare ad occupare la Stazione Termini. Ancora una volta questo dimostra che non stavano a capire nulla, che non avevano capito nulla anche a distanza di giorni e nonostante indagini conoscitive che il ministro aveva chiesto che ci fossero per poter rispondere in Parlamento. E l'assoluta incapacità di un ministro a cui vengono raccontate balle che lui riporta fedelmente. Invece di governare il suo dicastero e controllato e manovrato dai funzionari dello stesso. 

Ma veniamo alla dinamica dei fatti
Il presidio era presso l’ambasciata tedesca. Ad un certo punto la ministra Guidi convoca i rappresentanti sindacali per un incontro. Come sempre succede in questi casi insieme alla delegazione a presidio si recano anche i manifestanti. E infatti dopo un primo sbandamento i manifestanti si riuniscono dietro lo striscione per recarsi presso il ministero della sviluppo economico. I poliziotti si trovano spiazzati, non capiscono, non sono guidati, senza istruzioni precise , sbandano, poi riescono a formare il cordone e fronteggiano i manifestanti.
Come sempre succede in questi casi , quando il percorso non è autorizzato, ma la manifestazione e pacifica, non violenta, quando non si cerca lo scontro, il funzionario di polizia cerca la mediazione. Si cerca cioè di inquadrare la manifestazione, di calmare gli animi, di trovare un compromesso per il percorso per evitare disagi al traffico e al contempo dare soddisfazione agli animi esacerbati dei manifestanti. 
Tutto questo non avviene Nessuno cerca la mediazione, ma anzi si cerca lo scontro , la scintilla parte attraverso un cazzotto che un poliziotto sferra a freddo verso un manifestante, da qui parte la carica . Carica ingiustificata in quanto i manifestanti erano ormai stati contenuti, non vi erano mazze o caschi o petardi che potevano recare danni all’incolumità dei poliziotti . Ma solo animosità clima surriscaldato normale in situazione del genere. Da entrambe le parti. E’ questo è un male. Perché comprensibile per i manifestanti ma non lo può essere per i poliziotti che vengono pagati ed addestrati per mantenere la freddezza , gestire l’ansia e la calma. Cosa che non è stato.
Ora è difficile stabilire se questa inefficienza , incapacità assoluta impreparazione, mancanza di professionalità, dilettantismo  che si evince dalle immagini e soprattutto dal supposto “scoop “del Fatto Quotidiano sia voluta o reale. In entrambi i casi rimane la gravità del fatto che è avvento. E che ripeto non è solo un fatto isolato, ma quasi costante quando si vuole lo scontro.