28 novembre 2014

In attesa delle Idi di Marzo


Dapprima ero lo Spread che faceva paura ed era il mostro da sbattere in prima pagina. “Non si può. C’è lo Spread” ci raccontavano. Governi sono caduti e governanti han ceduto la mano. Molta acqua è passata sotto i ponti decine di miliardi di manovre, anzi dieri centinaia  e decine di controriforme da macelleria sociale son passate sotto la scure dello Spread e del debito pubblico. L’uno alimentava l’altro e insieme davano l'alibi al ceto dirigente(sic) diquesto paese, ma non solo) per massacrare i lavoratori e ceto medio e medio basso. Che insieme prima gli uni e poi gli altri hanno e stanno pagando la crisi.
Oggi lo spread tra Btp e Bund tedeschi, cioè il differenziale tra il rendimento dei due titoli decennali, è tornato a 133 punti base, livelli che si erano toccati nello scorso settembre.
Tutti contenti quindi!

Lo Spread è sceso, il mostro è stato sconfitto apparentemente dall’annuncio dato dalla BCE di intervenire a sostegno e acquistando Titoli di Stato e cosa è successo?  Il rendimento espresso dai decennali italiani sul mercato secondario  è al minimo storico del 2,03%. Anche i Bonos spagnoli sono interessati da questa corsa agli acquisti: ormai il loro rendimento è stabilmente sotto l'1,9%, anche in quel caso a livelli mai visti. Nessun merito della politica economica ( ma quale politica economica?) del nostro governo quindi. Ma solo l’effetto dell’annuncio e anche dell’intervento concreto sui mercati secondari di Euro freschi sfornati dalla BCE e che pagheremo salati perché sempre danaro degli stati nazionali sono!
Ieri, il Tesoro ha piazzato 2 miliardi di decennali al 2,08% di rendimento. Il paniere di titoli inclusi nell'indice del rendistato di Bankitalia ora è all'1,7%. La stessa via Nazionale stima che una riduzione di 100 punti base dei rendimenti corrisponda a un risparmio di circa 0,2 punti percentuali di Pil nel primo anno, di 0,4 nel secondo e di 0,5 nel terzo. Se l'anno prossimo si confermassero i livelli delle ultime aste, rispetto al 2013 si potrebbe incassare a spanne oltre sei miliardi di risparmi.

Se…si potrebbero… ecc. ecc.

C’è in questo speranzoso discorso una variabile che non si tiene( o non si vuol tener )  conto. Se i rendimenti dei titoli scendono il tasso di rendita diventa poco profittevole e quini poiché la logica che sotto intende il gioco finanziario ( ma non solo) è trarre il massimo profitto a lungo andare quei capitali andranno là dove li porta il maggior profitto. Cosa fa pensare che rimarranno nei mercati dei Titoli di Stato? I successi e i bassi rendimenti che ora sono venduti come "cosa buona", nel medio periodo diventeranno cosa brutta e cattiva. Si riuscirà a piazzare tutti i Titoli e i finanziamenti di cui gli Stati e soprattutto il nostro Paese ha bisogno? La Germania e gli stati germanofoni per quanto tempo consentiranno alla BCE di essere garante non solo a parole sul mercato secondario? I mass media parlano di un recupero di 0,2 punti sul PIL a fronte di un PIL vicino allo 0 e un risparmio di sei miliardi in tre anni a fronte di 80 miliardi di interessi passivi che oggi paghiamo. Ma non sarà questa ventilata vittoria una vittoria di Pirro! E' questo un segnale di inversione di rotta o solo uno sbandamento , un zigzag rispetto alla tendenza  pregressa? E in ogni caso ammesso che tutte le ipotesi speranzose si avverassero tutte siamo di fronte a risparmio non di tipo strutturale ma contingente e effetto di interventi estranei al debito strutturale. La famosa crescita non si può basare , ammesso che interventi di tipo monetario possano fare da elemento strutturale , su queste basi aleatorie ed effimere.


Ma quando si è con l’acqua alla gola ogni “Ogni pizzicu gnorica” (Letteralmente: ogni pizzico provoca annerimento della carne). E quindi farà campare per qualche altro tempo questa compagnia da avanspettacolo in attesa delle Idi di Marzo