9 dicembre 2014

" le disparità di reddito frenano la crescita economica."



C'è un parametro che misura queste disparità ed è il coeficiente di Giugni. Ma nessuno lo ricorda, nessuno ne misura la sua variazione nel tempo e nello spazio.
Poi compare uno studio dell'OCSE che è l'organizzazione che riunisce i 30 paesi piu industrilizzati i cui studiosi fa l'affermazione di cui sopra e logica e sopratutto "consequentia rerum" che vorrebbe che quella organizzazione con tutti i suoi studiosi andassero in pensione o licenziati visto che furono proprio loro a predire negli anni passati esattamente il contrario e a farlo diventare il nuovo credo.
Ma cosa dice in concreto l'OCSE riguardo all'Italia?
Divario che mentre negli Anni 80 il 10% più ricco della popolazione dell'area guadagnava 7 volte più del 10% più povero, oggi la differenza arriva a 9,5 volte, il livello più alto da 30 anni. In Italia il divario è salito a 10,5 volte dalle 9 del 2007. Il 10% più ricco guadagna il 24,4% del reddito nazionale, il 10% più povero si ferma al 2,4%. E riforme fin qui fatte e quelle in essere, dalla riforma Fornero al Jobs Act , non faranno che aumentare tale divario. E' ideologismo? Manco per niente è logica.
Il taglio delle cosidette "pensioni d'oro" faranno risparmiare pochissimo perché è basso il numero di pensionati d'oro. Se si tagliano le pensioni minime invece si risparmierà moiltissimo perché molto alta la popolazione interessata!