9 marzo 2015

Incominciano a mettere le mani avanti



Unimpresa: grazie al Jobs Act 250 mila assunzioni nel 2015, ma solo in parte nuovi posti

Il Jobs Act ora viene visto per quel che realmente è. Ammesso che le 250 mila assunzioni non siano un altro bluff come quel famoso milione di posti di lavoro di berlusconiana memoria, si ammette che non sono vere assunzioni, ma solo tattiche e artifici per ottenere gli sgravi e agevolazioni fiscali e poi licenziare. Con il Jobs Act ora è possibile farlo ed è lo scopo dichiarato previsto dalla lettera di dieci punti del 2011 dell'allora non ancora presidente, ma già facente funzione, della BCE. Questo ormai, che la legge è fatta e il santo gabbato lo dicono le stesse organizzazioni industriali ai propri associati. Prendete e mangiate! Che i fessi pagano.   

Allora la domanda da porsi è 


  • Perché gli imprenditori dovrebbero assumere stabilmente in mancanza di commesse , e di fronte ad un calo dei consumi( e recessione e deflazione) ormai sistemico?
  • Perché dovrebbero rifiutare un regalo simile utile per tirar a campare come lo consente il Jobs Act? 



Il mestiere dell'imprenditore ( e stiamo parlando di quelli in buona fede e non dei truffatori, arraffoni,evasori fuorilegge e via di questo passo) è un mestiere che ha come presupposto due cose l'una conseguente all'altra: Fare profitto il che, come conseguenza,  porta ed essere pragmatico  e approfittare di tutte le occasioni e opportunità che si pongono davanti. 

L'imprenditore non tiene in piedi la sua impresa come finalità primaria, per il bene della società, né per dar da mangiare ai suoi dipendenti per fini caritatevoli. Se lo facesse non farebbe bene il suo mestiere e la sua impresa fallirebbe. La legge della concorrenza lo vieta perché i suoi concorrenti ne approfitterebbero e occuperebbero lo spazio da lui lasciato vuoto.
 Intraprende l'attività perché vede come risultato un profitto e quindi un guadagno. In certe situazioni e condizioni può anche investire in perdita, ma solo quando alla fine del suo arco temporale , che ha preventivato, pre-vede/spera in un ritorno economico aumentato di un plusvalore. 

Ora la situazione mondiale e in particolare italiana, da speranze ( al di là degli spot oggi renziani ma costanti nel passato da parte dei vari governanti) di un ritorno di investimenti produttivi anche nel breve medio periodo? Gli investimenti produttivi no. Quelli finanziari si, ma il rischio è alto per il piccolo medio investitore.  

Tutti gli studi e le proiezioni di tutti gli istituti economici indicano che almeno fino al 2019, questa possibilità non si intravede ( il limite temporale è solo dovuto al modello matematico di previsione che non arriva oltre)  e che se anche vi potrà essere un nonnulla di ripresina ( e questo nel mondo a cui non è detto che l'Italia possa agganciarsi)  questo non porterà a nuovi occupati , ma solo ad allungare il tempo di lavoro di coloro che già sono occupati e quindi per lì'Italia solo per le aziende dedite all'export 

Di fronte a questo quadro che è realistico e non idealistico o quel che vorremmo che fosse, come non approfittare dell'opportunità del portone che il Jobs Act a spalancato! E solo per coloro che al massimo ci guadagnerebbero intorno ai 24 mila euro in tre anni.