10 marzo 2015

Cosa c'è dietro l'export.


E' indubbio e tra l'altro apertamente dichiarato che una delle conseguenze del QE di concepimento Draghi porterà all'aumento dell'inflazione ( e pensare che anni fa ci hanno tolto la Scala Mobile affermando che l'inflazione era il male, ora ci dicono che il contrario dell'inflazione è il nuovo pericolo) al deprezzamento dell'Euro nei confronti del dollaro e quindi aiuterà le aziende ad esportare. Niente ci si aspetta per l'aumento dei salari e dei consumi. Non è nei loro piani. 

Poi diamo una occhiata al nostro export e troviamo che la filiera del commercio di armi, Stati Uniti e Russia si confermano tra i primi due paesi esportatori di materiale bellico. L'Italia si conferma tra i primi dieci paesi esportatori al mondo salendo al sesto posto dopo Francia, Regno Unito e Germania e seguita da Israele, Cina, Spagna e Canada. La Finmeccanica entra, al decimo posto, nella top-ten delle aziende esportatrici globali. ( E naturalmente poiché produce reddito e profitti, anche se sanguinanti, Renzi ha deciso di venderla ai privati) 

Ma chi è che compra le armi e il sistema di armamenti complessivamente definito? 

Sono i paesi del Medio Oriente, che contano attualmente il più elevato tasso di concentrazione di conflitti del pianeta, hanno speso lo scorso anno complessivamente 120 miliardi di dollari, ha calcolato il Paramount Group, il 12% in più rispetto l'anno precedente. E tra questi l'Arabia Saudita è diventata il primo importatore di armi al mondo con una spesa annuale di ben 6,5 miliardi. Rapporto sulla difesa globale, della società di consulenza Ihs. L'impennata degli investimenti militari sauditi é quantificata al 54%, percentuale destinata a rimanere pressoché stabile (52%) anche quest'anno, con una spesa di 9,8 miliardi di dollari. Il rapporto  conferma l’espansione militare di un paese che partendo sugli introiti derivanti dall’esportazione delle sue risorse naturali ha ingenti quantità di denaro da investire nella creazione di un esercito che è già tra i più potenti e miglior equipaggiati di tutto il Medio Oriente.Ma non da solo Gli Emirati Arabi uniti (Eau), secondo potenza economica dopo l'Arabia Saudita nell’area, seguono Riad nell’aumento della spesa militare. Complessivamente, i due paesi hanno investito nel 2014 la cifra di 8,7 miliardi in sistemi ed apparati di difesa, più di tutti i paesi dell'Europa dell'Est messi insieme. 
Ma non spiega tutto. 

Questi paesi rappresentano un ottimo viatico per sfuggire al pur debole embargo  imposto dall'ONU per la vendita delle armi ad alcuni paesi o regioni del mondo in maniera diretta. Questi paesi , si prestano facilmente alle triangolazioni. Hanno liquidità per comprare direttamente dai paesi produttori, per poi rivenderli a paesi terzi e ai teatri internazionali di guerra , guerriglia, sommosse e cosi via. Grazie anche all'opinione pubblica e alla stampa completamente asservita ai rais locali