6 marzo 2015

“repressione finanziaria”


La chiamano cosi. Ma niente a che fare con quello che possiamo immaginare analizzando i termini.
Da ormai qualche decennio assistiamo a qualcosa che la logica e il buon senso annovera come assurda , ma che è invece reale e possibile per quel che viene annoverato come economia reale. Eppure i manuali e i fondamentali economici e finanziari concordano con la logica spicciola e con il buon senso. Ma la pratica e la realtà contraddicono anche i fondamentali economici. Risultato questo di un impazzimento collettivo, di una deriva e di una contraddizione fra teoria e pratica , fra logica e realtà. Ci si è infilati consapevolmente in un labirinto che ci conduce verso il baratro. Come i topolini della favola di Hamelin 
che seguono la musica e che consapevolmente sanno di essere condotti verso il burrone nell'oceano, ma non ne possono fare a meno! 



Come è possibile che gli operatori finanziari sono disposti a comprare  titoli di Stato emessi dalla Germania con rendimenti negativi fino a scadenze che si estendono fino ai 7 anni: ma non solo se è vero che circa un terzo di obbligazioni sovrane dell'area euro viaggia sottozero e anche l'Italia ha avuto per qualche settimana il suo nel segno “meno” di fronte ai BoT.? 
Come è possibile che operatori finanziari , abituati ad operare per fare reddito e guadagnare 
siano disposti addirittura investire in perdita e per non un periodo breve , amzi abbastanza lungo? 

Siamo arrivati ad un punto tale per cui banche, assicurazioni e fondi pensione rincorrono a  titoli di Stato nonostante i loro rendimenti negativi. Ma soprattutto le ricadute sulle famiglie nella vita quotidiana: dai mutui per le abitazioni sempre più a buon mercato agli investimenti che diventano invece ogni giorno meno remunerativi e spingono il risparmiatore ad assumersi maggiori rischi. Cioè la caduta del tasso di profitto porta il risparmiatore ad investire nella rendita finanziaria, 

Insomma quello che era la causa imputabile alla crisi del 2008 e che si pensava( pensavano) non più possibile perché ormai sgamati e avveduti, è oggi ridiventata realtà e pratica. E non solo non si fa nulla( non fanno ) per fermare questa "deriva", ma anzi con il QE si incentiva la corsa all'acquisto di titoli negativi.  E ancor più modestamente e non da meno è stato fatto con la Legge di Stabilità per il 2015 del governo Renzi. 

E' un esempio di "repressione finanziaria"  la cattura dei capitali e dei risparmi domestici in una sorta di recinto, nel tentativo di indirizzarli tutti sull'acquisto dei titoli del debito statale con restrizioni sul movimento dei capitali o particolari requisiti regolamentari per certe istituzioni finanziarie, ma anche attraverso la tassazione. In Italia le tasse su quasi tutte le attività finanziarie sono aumentate, ma l'unica aliquota a non essere cresciuta è quella del 12,5% sugli interessi che si ottengono dai titoli di Stato italiani. 
Qualcuno(ingenuamente) ha pensato alla TobinTax finalmente una "cosa di sinistra", avevano cantato alla Luna,. Peccato che per essere tale avrebbero dovuto tassare tutte le rendite finanziarie e dirottare il ricavato per investimenti in conto capitale e per incrementare la domanda aggregata. Non è stato così Ancora una volta si mistifica la realtà facendola apparire per il suo contrario.E gli ingenui guardano il dito che indicala Luna 

E questo non per miopia o per capriccio, ma quasi obbligati. Per risolvere le proprie contraddizioni si corre verso il suicidio collettivo. Per poter allontanare lo spettro della deflazione ( vera calamità per il profitto e rendita) e per finanziare banche e istituti finanziari ( attraverso gli interessi sul debito pubblico) ci si infila nella fogna del QE ( badate appena appena annunciato e dal peso esiguo se si pensa all'analoga operazione fatta qualche anno fa Federal Reserve o dal Giappone lNippon Ginkō ) o nella tassazione forzata per favorire l'acquisto di Titoli di Stato.

E gli investimenti e la crescita in tutto questo?