6 marzo 2015

Ma è vera gloria? O ci raccontano musse?


Hanno mobilitato le truppe d'assalto. Persino si è scomodato il re Marchionne che con una intervista ha decantato i parametri ( parziali e stagionali) di uno zeropuntoqualcosa  sia della disoccupazione in calo sia del PIL in salita. Naturalmente anche per merito suo, non ha lesinato dal farcelo sapere.
 Ma nessuno ha fatto un minimo cenno agli stessi parametri, ma questa volta dell'anno passato e su base annua , questa si che in statistica fa tendenza, che vede i dati negatici da tutti i punti di vista e si fa risalire al 1977 per poter avere un termine di paragone. 



Di queste inezie ci si deve accontentare e vedere il sole che esce dalle nuvole della tempesta ( per recitare come Renzi. Il tunnel ormai porta sfiga). A cosa attaccarsi altrimenti? 
Naturalmente lo lasciano intendere, ma nessun commentatore massmediatico si è azzardato a far risalire esplicitamente ai provvedimenti renziani questi zeropuntoqualcosa a meno di non essere paragonato ad allievo di Oscar Giannino o suo compagno di Università 

Hanno solo evitato di parlare della cause e lasciar solo intendere parlando a latere del Jobs Act, dell'aiutino che hanno dato alle imprese e imprenditori etc etc. 

Nessuno ha fatto cenno al 

  • QE della BCE che ha fatto deprezzare l'Euro e quindi aiutato l'export e che la percentuale zeropuntoqualcosa del PIL è dovuto proprio a questo comparto, 
  • che la deflazione è rimasta ferma ( e si sa che meno deflazione significa uno zeropuntoqualcosa di aumento dei profitti) 
  • che la discesa del rendimento dei BTP e il calo dello SPREAD è strettamente legato al QE , infatti i Bund sono di segno negativo, la Spagna è sotto i centopunti . A meno che non si voglia far risalire anche questi risultati al Jobs Act o a qualche altro provvedimento renziano. 
  • che le scorte dei magazzini si sono svuotati e che quindi l'aumento della produzione industriale è dovuta alla ricostruzione delle scorte e all'export. Infatti accanto a questo dato, per far si che la ripresa sia vera ripresa devono aumentare per prime le spese in conto capitale ( investimenti, ricostruzione dell'accumulazione) aumentare la produzione dei beni e risorse primari( macchinari e materie prime)  e poi quelli di consumo. 
  • che i dati della produzione industriale tedesca sono in netto calo( a febbraio gli ordinativi del settore manifatturiero sono scesi del 3,9% rispetto al mese precedente) questo è il paese che trainerà la ripresa a cui poi gli altri paesi europei si potranno agganciare. Ma se questa è in recessione, tutti gli altri lo saranno, a meno di qualche briciola legata all'export che questo paese lascerà per strada. 

Insomma si è trattato di una correzione tecnica stagionale e congiunturale più che uno spiraglio di sole e che rimane tutto il deterioramento dei fondamentali. 
Ma tutto fa brodo nella politica dello spettacolo!