27 ottobre 2015

Riarmiamoci che la questione si surriscalda



Le manifestazioni e il malcontento andrà sempre più aumentando e sempre più difficile sarà per il potere gestirlo. E allora si ricorre ai ripari per cercare di tamponare attraverso sistemi hi tech per la repressione.
Si pensa di riarmare la polizia , naturalmente con sistemi democratici.
Occorre cioè non entrare in contatto con i manifestanti, perché troppe volte sono stati fotografati poliziotti in tanti contro uno a picchiare, malmenare, scalciare. Ed è questo uno dei motivi principe che i poliziotti ce l'hanno tanto a morte con i fotografi in generale.
E come si respingono allora i manifestanti?
Sparando proiettili di gomma, tonfa più efficienti, leggeri e spacca crani, scudi in kevlar e.... fucili marcatori.
Sono fucili che sparano proietti che all'impatto spargono vernice colorata in modo da rendere possibile l’identificazione dei facinorosi e dei violenti, anche una volta cessata "l’emergenza”.

Ora chi ha mai partecipato a manifestazioni sa cosa succede quando la polizia carica, C'è il fuggi fuggi e tutto si mescola, Spettatori, fotografi, video operatori spesso free lance o blogger.
In questo frangente se uno di costoro viene colpito da una palla colorata cosa succede?
Viene classificato come facinoroso e violento e quindi passibile di condanna per devastazione e saccheggio ( è il reato che ormai viene applicato ai manifestanti comunque e qualsiasi cosa abbiano fatto) E la prova provata sarà una macchia di vernice indelebile?