21 agosto 2016

Redistribuire la ricchezza si può!


Sembrerebbe fuori dal mondo, una eresia, e forse lo è. In Svezia sempre più aziende pubbliche e private , ma ormai da una decina d'anni, stanno sperimentando la riduzione a 6 ore di lavoro giornaliero a parità di salario, naturalmente. Si osserva statisticamente una maggiore produttività da parte dei lavoratori ( minore assenze -50% per malattia, e permessi -280% con un incremento della produttività del 64% e la soddisfazione del personale incrementato del 20%.) Naturalmente per coprire i posti di lavoro è necessario assumere .
Negli anni antichi si diceva lavorare meno lavorare tutti!
Naturalmente non è questa la ricetta per risalire la china della crisi, ma serve a redistribuire reddito e dignità , evitare ricatti e sottomissioni morali,e dare un po di speranza di futuro a milioni di lavoratori. Serve ad aumentare i consumi ( più reddito redistribuito significa maggiore potenzialità di spesa).
Il rilancio dei consumi interni non risolve la crisi che è crisi di tasso di profitto,non serve a creare nuove occasioni di offerta, ma serve redistribuire quel poco di ricchezza che si produce e a rompere la spirale incernierata sul  circolo vizioso di più esportazione e meno importazione a cui tutti i paesi sono chiamati e che alla fine è solo lotta a chi produce maggiore povertà all'interno.

Una ricetta della nonna che ha sempre funzionato e sempre funziona.
Altro che reddito di cittadinanza! Altro che prebende elettorali un tanto al kilo.