28 luglio 2017

Un continuo e ciclico alternarsi di emergenze

Il problema del referendum sull'acqua e che coloro che si erano fatti i promotori e attivisti , vinta la battaglia hanno pensato che si fosse vinta la guerra ed hanno smobilitato. Per coloro invece che all'interno del comitato ponevano dubbi e sollevavano rischi , è stata appiccicata l'etichetta dei soliti duri e puri e costretti a smobilitare!! La guerra però non era finita ancora!!!
Le battaglie referendarie come quelle all'interno delle istituzioni o si prendono per quelle che sono o poi arriva la delusione.
Inevitabile.
Sono solo passettini , piccoli trampolini da cui ripartire e capitalizzare la vittoria.

Che vi sia una reale condizione di siccità è indiscutibile, che le acque di Bracciano siano a secco, altrettanto, ma non è il destino cinico e baro ad aver prodotto la siccità, ma solo il profitto dei privati anche se fatto pubblico.
Sulla questione dei buchi nelle condutture dell'acquedotto ormai è come diventato una leggenda metropolitana. Come un fantasma che compare e scompare a comando. Ma non vi è solo questa, come questione.
Ora inevitabilmente arriveranno i temporali, le alluvioni, e i fiumi esonderanno. Tutta quell'acqua per esempio( che è la stessa acqua dei laghi che è evaporata) che fine farà? Perché non si creano condotte e canali per convogliare quelle acque in appositi bacini di raccolta? cosi da ottenere una riserva artificiale per le inevitabili siccità dei periodi estivi?
Opere queste che fin dai tempi romani era pratica praticata. Lungo le sponde del Tevere vi sono ancora resti dei canali che avevano il compito di recuperare le acque del Tevere nei periodi di esondazione, e di convogliarli in appositi piccoli bacini che servivano anche per irrorare i campi agricoli.
Poi la speculazione edilizia ha fatto alzare gli argini del Tevere ,alzare barriere di cemento, e l'acqua invece di essere recuperata la si butta in mare!!! in un continuo e ciclico alternarsi di emergenze!

Profitti, solo e soltanto logica capitalista. Altro che inevitabilità delle calamità naturali.