22 febbraio 2018

solo i gonzi ci hanno creduto

Ci avevano detto che con il Job Act ci sarebbero stati più assunzioni a tempo indeterminato e che questo era uno strumento per combattere il precariato. Fior di "economisti" avvallavano questa enunciazione a partire da Ichino, da Cazzola etc etc.
Ora che fosse una "sola" l'ennesima lo si sapeva , ma dati alla mano si ha oggi a tre anni di distanza anche la conferma.
L'ISTAT presenta una rendicontazione dei contratti nel 2017 e ci dice che:
il saldo tra i flussi di assunzioni e cessazioni registrati nel 2017 pari a +488.000, superiore a quello corrispondente del 2016 (+326.000) e inferiore a quello del 2015 (+613.000).


Di cui -117.000 per i contratti a tempo indeterminato, a +58.000 per i contratti di apprendistato, a +10.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, a +537.000 per i contratti a tempo determinato.


E si rileva anche , dato anche questo che si sapeva già, che i contratti a tempi indeterminato ( a tutele crescenti ) sono passati al 23,2% nei dodici mesi del 2017 contro il 42% del 2015. A conferma che i contratti nel 2015 anno del Job Act erano fasulli effettuati solo per ricevere gli sgravi contributivi e 8000 mila euro per tre anni! Terminate i sussidi quei contratti si sono conclusi. !!!!


E i gonzi che ci hanno creduto!!!!!!