20 settembre 2018

E' solo business e dunque perfettamente "legale"


Ora finalmente si parla dei veri scafisti. Di quelli che cioè con lance con motori da 400 cavalli solcano il mediterraneo portando a bordo bambine e bambini, prelevati direttamente dalle milizie libiche dei lager libici costruiti dall'Italia e comprate dai ricchi del Nord Europa per trapianto di organi o per i bordelli per pedofili. Allo sbarco li aspettano gli intermediari che pagano in moneta contante e provvedono loro poi a portali nelle cliniche o bordelli di destinazione, su ordinazione.
Una “tratta”che genera da 840 a 2,7 miliardi di dollari l’anno e in cui il coinvolgimento di “mediatori” ha prodotto un aumento anche del 500 per cento del prezzo di un trapianto illegale.
Sui social domanda e offerta si incontrano semplificando il lavoro di broker e intermediari: almeno dal 2010 il mercato dei reni online si tiene su Twitter e su Facebook ed espone ancora di più alla tratta soggetti già vulnerabili come profughi, migranti, famiglie povere. Ma anche molti giovani senza lavoro. Pagine dedicate ospitano annunci da miliziani libici o da semplici "donatori" dal Libano, Marocco Egitto, I compratori rispondo agli annunci e la trattativa ha inizio, con la consulenza di chi gestisce la pagina

Di questi scafisti però non se ne parla, perché non fanno paura, anzi servono alla alta borghesia per i propri desideri e bisogni.
A noi non interessa questo traffico ne questi taxi del mare. Non fa populismo e non interessa la "gente" A cui fa più paura donne e bambini che sfuggono dalla morte per affogamento e fame
Se è un furto, l’anima te la rubano. Se ti uccidono, l’anima te la strappano. Se è un contratto, l’anima la vendi e sei un “mangiatore di te stesso”!!!!