ma qui c'è un aggressore e un aggredito? E chi l'uno e chi l'altro?


 Nella declinazione di aggressori e aggrediti, tanto cara ai difensori dell'Ucraina, meno per l'aggressione di Israele verso il popolo palestinese, Teheran si presenta come paese aggredito, non solo, ma anche come attore assediato, in guerra “forzata”, che difende sovranità e stabilità regionale contro il progetto israelo-americano di frammentazione del paese. E a dare maggiore forza a questa distinzione vi è su un elemento identitario: “non abbiamo iniziato noi la guerra”, al contrario di quel che , invece , è accaduto in Ucraina che come ormai è acclarato, ha iniziato la sua lotta contro le popolazione del sud russofone , di lingua russa, di tradizione e folclore russo di religione cristiano ortodosso e che si era rifiutato all’idea di entrare nella Nato che per decenni aveva combattuto facendo parte del Patto di Varsavia e che era ormai , con la fine dell’Unione Sovietica, smantellata. Dal 2014 che la regione del Donbass , della Crimea , e della città di Odessa fu sotto attacco da parte delle milizie di ispirazione naziste, il battaglione Azov assediando le città e uccidendo i rivoltosi che avevano indetto un referendum per la separazione dallo Stato Ucraino e dichiarandosi indipendente. Se c’è un paese non aggredito è proprio l’Ucraino , al contrario, invece, dell’Iran. Ma questo schema aggredito, aggressore non funziona, se non per immagini iconiche, Molteplice e complessa sono le forze e gli interessi geopolitiche in gioco. Resta il fatto che sono stati gli USA e Israele che hanno sferrato il primo colpo , ucciso il capo dello Stato indipendente dell’Iran pensando di cambiare il sistema politico di quel Paese.