di fronte agli effetti della guerra contro l'Iran che vede in Italia fino ad oggi l'aumento della benzina del 17% e del diesel del 34% ed è destinato ancora a crescere. Questo il quadro . Ora ci si aspetterebbe da chi è alla guida del paese interventi strutturali e interventi per porre fine agli effetti delle cause di questo balzo in avanti di crisi energetica. E il governo è prontamente intervenuto con decisioni forti, coraggiose e anche con decise. Sul prezzo dei carburanti è intervenuto su chi specula approfittando della situazione. Infatti il Mrs Prezzi del MIT dovrà sorvegliare il prezzo alla pompa obbligando i gestori ad esporre i prezzi medi degli altri gestori livello regionale , ma non sono previsti interventi per i trasgressori. Misura che era stata già previsto qualche mese fa avendo una risposta da parte dei gestori assolutamente assente. E nulla è stato fatto e nulla accadrà anche questa volta. Inoltre per tamponare e aiutare le famiglie , abbandonata l'ipotesi di un bonus di 100 euro una tantum ( ridicolo il solo pronunciare il provvedimento) si è ricorso per solo 20 giorni e per il tempo dello svolgimento del referendum alla riduzione di 25 centesimi, tagliando le accise . 25 centesimi a fronte di aumenti del 17% e 34% dei prezzi
Ora come si suol dire l'elefanti è andato ben al di là del partotire il topolini. Qui l'elefante ha partorito un pidocchio. E questo non solo dovuto all'inefficienza, alla incapacità alla deficienza dei singoli e del collettivo. Vi è anche una impossibilità ideologica e strutturale per interventi di portata a dir poco minima rispetto alla situazione attuale e di come andrà ad evolversi!
