festival di Cannes : Un altro successo e una altra perla della politica della destra italiana

La stato di decadenza e di decadenza non solo economica, sociale ma anche culturale viene evidenziata anche da piccoli fatti, come il terzo anno di non qualificazione della Nazionale di calcio evento questo drammatico se si pensa che il calcio in Italia era riconosciuto come sport Nazionale e fatto culturale, più che sportivo, oltre che economico. A questo aggiungiamo che nessun fil italiano è stato selezionato al festival di Cannes, e come avrebbe potuto essere il contrario se "Buen Camino" con Checco Zalone, uscito a Natale 2025, sia diventato il film con il maggior incasso di sempre in Italia. È la sua comicità, sessista, e basata sui luoghi comuni più retrivi, e nazionalistici ad essere la più apprezzata sempre più dagli Italiani. Per trovare successi italiani recenti bisogna guardare al 2022-2023, con film come "Le otto montagne."
La crisi del cinema italiano è causata principalmente da un mix di instabilità normativa nei finanziamenti pubblici e dunque si riscontra una mancanza di investitori privati e una distribuzione poco incisiva che fa da contraltare una dinamici e una presenza sempre più massiccia di film stranieri e il boom dello streaming Se a questo si aggiunge che da qualche anno i ministri della cultura sono passati da Dario Franceschini Gennaro Sangiuliano Alessandro Giuli che hanno uno spessore culturale che è un tutto dire

In sintesi, la politica del governo Meloni sul cinema si concentra sulla riduzione della spesa pubblica, il taglio dei finanziamenti a produzioni ritenute improduttive e il tentativo di imporre regole più rigorose all'assegnazione dei contributi statali, all'interno di una più ampia battaglia politica sull'egemonia culturale. parlando di necessità di "riequilibrare" l'egemonia culturale e di porre fine a un sistema che avrebbe distribuito fondi in modo iniquo o poco trasparente.

E i risultati si vedono di giorno in giorno e sono , ampi e colpiscono tutti gli ambiti culturali .