Non c'è pace per il Governo Meloni Dopo la batosta del referendum
Sono stati oltre 28 milioni gli italiani che si sono espressi, con una partecipazione fuori moda di questi tempi. Oltre 15 milioni gli Italiani che gli hanno detto NO a gran voce e 12 milioni il SI. Una batosta senza precedenti per affluenza al voto e per lo scarto fra i No e i SI. Inequivocabile la sconfitta.
Frettolosamente la Meloni sta cercando di cambiare passo con una serie di licenziamenti dei personaggi più compromessi sul piano etico e morale e politico.
Ora però si vede affannosamente impegnata a redigere la legge finanziaria per il 2026 in forma tale da compiacere non uno, non due, ma ben tre padroni. Quando si è a genuflessi ai padroni,, può anche succedere.
Gli Stati Uniti, che impongono a tutti i Paesi NATO un aumento delle spese militari per finanziare i loro rigurgiti coloniali, l’Unione europea, che pretende una rigida disciplina del bilancio pubblico da parte di tutti gli Stati membri, per forzarne la transizione verso lo stato minimo, e un minimo di welfare caricaturale e infine la borghesia industriale italiana, che cerca rifugio dalla sfrenata concorrenza internazionale elemosinando bonus statali, crediti fiscali e altre agevolazioni a tutela dei propri profitti. E per non finire una inflazione che arriva galoppante, aumenti delle tariffe energetiche che da almeno 50 anni non si vedeva e venti di guerra che soffiano per l'idea di grandezza di Trump e il tentativo di recuperare status e supremazia mondiale ormai Irrimediabilmente persa.
La Meloni ha tentato di non prendere decisioni rimanendo in bilico fra il fare, il promettere e il tergiversare. Ma non può durare ancora per molto.
Qui le chiacchiere e le promesse da politicante può reggere con gli italiani , ma di fronte a chi vuole la riscossione dei debiti si finisce a gambe levate. Ma saremo noi a pagare le conseguenze!
