Dunque democrazia o etnocrazia?
Sento spesso affermare da parte di personaggi che si autodefiniscono di cultura di destra che Israele è l'unica democrazia in Medio Oriente. Non c'è nulla da obbiettare , dunque , se questa affermazione viene espresso da tali personaggi visto il concetto di democrazia per questo pensiero. Ma la stessa affermazione viene ripetuta da personaggi che per la maggiore vengono definiti di Sinistra. E qui la cosa si complica. Perché o i suddetti personaggi che si definiscono di Sinistra hanno un concetto di Sinistra molto discutibile oppure è il loro concetto ad esserlo.
La democrazia praticata è un concetto molto complesso Intanto perché si distingue da quella affermata o auto-affermata. E' fatta da tanti piccoli indizi che non si limitano al fatto di essere espressa solo dal voto elettorale, o dalla separazione dei poteri, o dalla pratica di una possibilità della Stampa di poter essere libera e senza vincoli. Concetti e pratiche, sine qua non. Ossia se non ci fossero non ci potrebbe affermare quanto sopra. Ma non basta e non sono esaustivi.
Alla base intanto vi è l'idea L’idea, insomma, di dividere il mondo tra “Stati buoni” e “Stati cattivi” basandosi sulla presenza di un sistema democratico è pura semplificazione ideologica, e la politica internazionale spesso utilizza una falsa moralità per mascherare mere ambizioni politiche, come dimostrato dai colpi di stato sponsorizzati dall’Occidente contro governi democraticamente eletti, vedi l’Iran nel 1953, o dal sostegno a regimi tirannici in America Latina e Medio Oriente quando questi servivano esclusivamente i propri interessi politico-economici.
Israele, tuttavia, rappresenta qualcosa di differente in questo contesto: la discriminazione strutturale del suo “sistema paese” mette in discussione a priori qualsiasi tentativo di classificazione democratica. Nello Stato ebraico, infatti, esiste una netta distinzione tra 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, che porta a una discriminazione sistemica contro i non ebrei, sostenuta da leggi discriminatorie come la “𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨”, che garantisce il diritto di immigrare e ottenere la cittadinanza israeliana solo agli ebrei, o la “𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢”, che facilita la confisca delle proprietà palestinesi, creando disuguaglianze che persistono ancora oggi. Israele, tuttavia, rappresenta qualcosa di differente in questo contesto: la discriminazione strutturale del suo “sistema paese” mette in discussione a priori qualsiasi tentativo di classificazione democratica.
Oltre a queste discrepanze strutturale esiste poi una pratica della legalità che va contro ogni idea o concetto di democrazia.
Ossia , ad esempio, l'atto di vera e propria pirateria in acque internazionali come quelle perpetuata dalle forze armate e di polizia dello Stato di Israele contro pacifici e disarmati equipaggi della Flottiglia, sia nella sua prima missione che attualmente oggi
Si può dunque considerare Democratico uno Stato che calpesta ogni diritto internazionale o legge sul diritto alla navigazione in acque internazionali? E applica sequestri e mette in atto violenze fisiche arresti e tortura a quegli equipaggi?
E' sufficiente invocare la foglia di fico del diritto all'esistenza per uno Stato e un popolo pur portano come fardello come quello che ha subito quel popolo da parte di uno Stato occidentale, ma che non ha nulla a che fare con il popolo Palestinese che anzi all'epoca numerosi di loro si arruolarono volontari con l'esercito britannico (Alleati) contro il nazi-fascismo al fianco degli ebrei,
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