EX ILVA, VIA LIBERA AL DECRETO SULLA CONTINUITÀ DEGLI IMPIANTI
Il governo approva la norma che mette al riparo lo stabilimento siderurgico dalla diffida del ministero dell’Ambiente sulla gestione dei rifiuti industriali
In continuità con tutti i governi di ogni colore e patria per l'impunità con gli inquinatori e per affossare cittadini e una intera comunità
Eppure la soluzione al dilemma costruito ad arte, salute o lavoro era stata risolto ben 25 anni fa. E la soluzione proposto su un piatto d'argendo Alla soluzione di svendita alla famiglia Riva( che poi ha saccheggiato città , lavoratori, ambiente e persino fatto beffe della giustizia che ne aveva sequestrato i beni rubati, per lil disinquinamento della città) fu proposto il piano per la chiusura dell'area a caldo la parte obsolete e responsabile dell'80% dell'inquinamento prodotto e l' utilizzo di bramme importate e in parte di acciaio prodotto con forni elettrici alimentato con rottami di ferro e da centrli eoliche ( che poi è stato realizzato con pali in mare) e centrali fotovoltaiche ( poi messo in progetto finanziato con fondi PNRR se non altrimenti dirottato) Il personale in esubero sarebbe stato impiegato per la bonifica realizzato anche con l'apporto della locale università in Scienze Ambientali.
Ma i Riva ebbero la meglio grazie al rapporto parentale con l'allora primo ministro Dini , i rapporti di affari con l'ex primo ministro Berlusconi allora ancora in sodalizio con Craxi ancora non ancora condannato e il beneplacito del partito di governo PDS di Massimo D'Alema.
Dopo 25 anni si rispolvera il vecchio progetto ormai vecchio appunto di 25 anni e quanta acqua di inquinamenti,, affari sporchi, ruberie è passata sotto i ponti a dimostrazione di quale e quanta fantasia abbia la classe politica del nostro povero paese, antico e obsoleto nelle idee e nella classe della partitocrazia , ceto dominante, allora come oggi
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