Siamo ill paese col prezzo della benzina più alto e per scelta politica
Mi domando come sia stato possibile alla Spagna che non ha petrolio nel suo sottosuolo , ma benzina e diesel l'importano come l'Italia riesce ad avere prezzi alla pompa di imediamente
inferiore di circa 15-25 centesimi al litro. 1,77 €/litro
Gasolio (Diesel): ~1,77 €/litro
GPL: ~1,08 €/litro .
Ma cosa ha Sanchez che la Meloni non ha? Eppure è considerato da Trump come un nemico numero unoo in Europa. E allora ?
Allora partiamo da deficit strutturali che ha l'Italia e la Spagna non ha.
Accise e tasse: In Italia le imposte e le accise pesano molto di più sul costo al litro. In Italia le tasse arrivano a coprire circa il 55-60% del prezzo della benzina, con accise fisse superiori rispetto a quelle applicate in Spagna.
Ma questo non era dei punti forti del programma sia della Meloni che di Salvini, i quali, la prima fee uno spot propagandistico che ha fatto storia sulla sua pomessa di togliere le accise sui carburanti (governo dell'epoca ladro e criminale che speculava sulle tasche degli italiani, lavoratori e pendolari)
Il secondo si presento in TV promettendo che sarebbe stato al primo posto nel suo programma di governo accettando di essere spernacchaito se non lo lo avesse fatto.
Rete di distribuzione: La Spagna possiede una rete di oleodotti e stoccaggio più centralizzata e moderna. In Italia si sposta una maggiore quantità di carburante tramite le autobotti, il che aumenta i costi logistici.
E come mai in quattro anni nulla è stato fatto e nemmeno una razionalizzazione nelle pompe di benzina che sono tante , In Italia ci sono circa 22. 000 impianti, una rete molto frammentata che pesa sui costi di gestione una microrete di gestori o dipendenti che sono Gestori vincolati o mandatari: Operano su impianti di proprietà delle grandi compagnie petrolifere tramite contratti di comodato o gestione, in cui i prezzi spesso seguono le direttive della casa madre. a cui però tutti si adeguano immediatamente oppure
Soggetti o società che possiedono o affittano direttamente la struttura e acquistano il prodotto sul mercato libero (spesso definiti "pompe bianche"), gestendo in autonomia i margini e le politiche commerciali.
Più volte qualcuno a ventilato l'ipotesi di una ristrutturazione e razionalizzazione, ma si sono avute proteste e serrate da parte di confcommercio, confesercenti che sono le maggiori organizzzioni a cui fanno capo.
Questo sta a dimostrare che le politiche di impoverimento delle classe lavoratrici e dell'accentramento della gestione delle risorse in mano a gruppi padronali e finanziarie è alla base del ceto deigente del nostro paese e del suo braccio politico della partitocrazia
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