14 gennaio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 04-13/01/09

04 gennaio 2009

LAVORATORI PRECARI IN AUMENTO http://www.ilmanifesto.it

In Italia il lavoro è sempre più precario e flessibile. A fotografare una realtà purtroppo ben nota è l'analisi della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, che ha monitorato il mercato del lavoro ponendo particolare attenzione proprio a quello atipico: dipendenti a tempo determinato, lavoratori assunti con collaborazioni coordinate e continuative a progetto, prestatori d'opera occasionali e ex lavoratori interinali. A settembre 2008 il numero dei precari nel nostro paese ha raggiunto quasi i 3 milioni, 2.812.700 ad essere proprio precisi. E la crescita è stata davvero notevole.Traducendo infatti il numero in percentuali, si nota che negli ultimi cinque anni il numero dei precari è aumentato del 16,9%, e ormai rappresentano il 12% del totale degli occupati. La loro crescita, in cinque anni, è più di cinque volte superiore all'incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (+3,1%). L'area dove si registra il maggior numero di contrattisti atipici è ovviamente il sud Italia, dice ancora la Cgia, dove sono più diffuse le attività stagionali (come l'agricoltura, il turismo, la ristorazione e gli alberghi) e di conseguenza i rapporti a tempo determinato: ben 940.400, pari al 33,4% del totale nazionale, contro i 692.600 nel Nord ovest (24,6% del totale), 606.000 al Centro (21,5%) e "solo" 573.700 nel Nordest (20,4%). L'indagine della Cgia analizza anche l'orario medio settimanale di alcune di queste figure. Si scopre così che se un cocoprò lavora in media 31 ore alla settimana, un prestatore d'opera occasionale è impiegato per 23, contro le 37 ore di media settimanale di un operaio o le 35 di un impiegato assunti invece a tempo indeterminato.

FORESTALI: SCIOPERO IN CALABRIA (Apcom)

Ottomila forestali calabresi dipendenti dell'Afor, inizieranno uno sciopero ad oltranza il prossimo 8 gennaio per chiedere alla Regione Calabria che vengano liquidati gli stipendi di novembre e dicembre. Lo rende noto il Cosnil che ha indetto la protesta e spiega che lo sciopero Cosnil, terminerà "non appena sarà stato ottenuto lo sblocco delle quote dal fondo di busta paga da parte della Regione. Ogni due mesi i lavoratori dell'Afor sono costretti a scendere in piazza per vedersi liquidare il corrispettivo contrattuale per aver svolto il loro lavoro. I lavoratori sono ogni volta costretti alla protesta per il comportamento superficiale e irresponsabile del governo regionale e farebbero molto volentieri a meno di dover protestare tutte le volte per avere lo stipendio, sottolinea in una nota il segretario della Confederazione Sindacati Italiani Lavoratori.

 

07 gennaio 2009

EUTELIA: DISMESSE ALCUNE ATTIVITA' http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

Lavoratori in fibrillazione nelle 17 sedi della Eunics (presente anche in Puglia, nel Barese, con lo stabilimento di Bitritto, in zona Contrada La Marchesa). Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Eutelia (Eunics è il marchio Eutelia per le soluzioni e servizi di Information and Communication Technology; ndr), di mercoledì scorso ha annunciato di aver deliberato la dismissione delle attività IT del gruppo e di aver dato mandato all’Amministratore Delegato, di procedere agli adempimenti necessari, individuando, ove possibile, acquirenti che garantiscano gli elevati standard di servizio e di assistenza ai numerosi e prestigiosi clienti, ai quali Eutelia continuerà a garantire l’erogazione dei servizi e l’assistenza tecnica per tutto il tempo necessario alla conclusione dell’operazione. I lavoratori sono preoccupati per le ripercussioni che queste decisioni avranno sul loro posto di lavoro ed hanno invitato "i rappresentanti delle Regioni ove sono ubicate le sedi Eunics (Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Puglia)» ad intervenire ad un «incontro che si terrà presso il Ministero per lo Sviluppo Economico il prossimo 12 gennaio". Nella sede barese della società Eunics (ex Getronics) che opera nel settore della tecnologia informatica, fino all'anno scorso erano impiegati 130 lavoratori.

09 gennaio 2009

EMC: ARRIVANO I LICENZIAMENTI http://www.datamanager.it/c

I risultati preliminari annunciati da Emc per il quarto trimestre fiscale dovrebbero infondere un certo cauto ottimismo. Chiusura prevista a 4 miliardi di dollari, 8 per cento in più rispetto al terzo trimestre e 4 per cento rispetto al corrispondente trimestre 2007. Continua a esservi necessità di trovare nuova efficienza e produttività, in altre parole la ristrutturazione continua. 248 milioni di dollari sono già stati allocati per riuscire a cogliere questi obiettivi ed altri 125 milioni sono in lista di attesa. Inevitabile il taglio di personale. Previsti 2.400 licenziamenti, pari al 7% della dimensione occupazionale di Emc, attualmente di 34.300 dipendenti. La riduzione di personale, secondo quanto affermato dai vertici della società, permetterà un risparmio di 350 milioni di dollari nel 2009 e ulteriori 500 milioni nel corso del 2010. La ristrutturazione non interesserà la controllata Vmware, ma sarà tutta interna a Emc, ovvero il business dell’Information Infrastructure attualmente organizzato in tre divisioni: storage, security e content management.

IRIS CERAMICHE http://www.quotidianodelnord.it/i

"La decisione da parte della proprietà di chiudere un'industria ceramica come l'Iris dove lavorano oltre 780 dipendenti e che si calcola coinvolga un indotto occupazionale di circa 1000 altri lavoratori, è una scelta assolutamente incomprensibile e che va stigmatizzata non solo per il fatto economico in sé, ma anche per come è sviluppata. Una scelta che avviene, tra l'altro, nello stesso momento in cui la Fiera di Bologna annuncia in accordo con Confindustria Ceramica, che la più grande manifestazione fieristica del settore ceramico Cersaie resterà a Bologna almeno fino al 2012. Un segnale questo, che ha significato che dalla crisi del settore ci potranno essere le condizioni per poterne uscire attraverso il contributo di tutti. Del resto, nessun segnale di particolare crisi era arrivato, da parte di Iris, alle rappresentanze dei lavoratori, nè tanto meno alle istituzioni locali alle quali anzi, erano arrivati segnali di nuovi investimenti negli stabilimenti del nostro Distretto". La Giunta comunale di Formigine esprime piena solidarietà ai lavoratori degli stabilimenti ceramici Iris e si mette a disposizione in collegamento con i Sindaci di Sassuolo, Fiorano e Viano, per svolgere un ruolo attivo e solidale teso a scongiurare una chiusura che avrebbe effetti disastrosi su tutto il territorio distrettuale e che rappresenterebbe un segnale drammatico per l'intera società modenese.

 

11 gennaio 2009

TERZIARIO: IN FRIULI CIG ANCHE PER LE COMMESSE http://carta.ilgazzettino.it/

Il governo regionale lancia un salvagente alle imprese del terziario in difficoltà, estendendo a tutto il Friuli e non solo alle zone considerate più a rischio, la possibilità di ottenere la cassa integrazione per i dipendenti, per un periodo massimo di 6 mesi, beneficiando dell'80% dello stipendio. In sintesi la parte del fondo nazionale di 15 milioni di euro, creato per fare fronte all’emergenza, destinata al Friuli Venezia Giulia sarà messa a disposizione di tutti, cercando di arginare le chiusure delle aziende di servizio e dei negozi. Sicchè dal 1. gennaio le imprese del terziario con meno di 50 dipendenti potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali, in caso sia di chiusura che di ristrutturazione. Sia però chiaro - tiene a precisare il vice dell’associazione dei commercianti - che beneficeranno degli aiuti, i quali, complessivamente sono di circa 300 mila euro, soltanto le imprese che si trovano effettivamente in un condizione di crisi, previa visura dei bilanci e di accordo con i sindacati.

SETTORE DEL MOBILE IN SCODOSIA: 150 IN CIG http://carta.ilgazzettino.it/

Per il mobile della Scodosia, la crisi congiunturale da anni esistente, si sta trasformando in crisi strutturale. In pratica, più che crisi è vera recessione. La Scodosia, area da sempre conosciuta come la patria del mobile in stile padovano non riesce più a trovare le energie per rialzarsi. Dopo il drastico ridimensionamento del comparto tessile (praticamente scomparso), avvenuto tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, dal 2000 a tirare ulteriormente il freno dell'economia locale è il settore del mobile classico. Erano ben 150 i lavoratori del mobile di Casale in cassa integrazione a fine 2008. In pratica le piccole aziende sono in via di scomparsa ed adesso i problemi incominciano ad everli quelle medio-grandi. Ma esistono possibili soluzioni? La via da percorrere da subito è quella di aprire un tavolo di crisi con la presenza di tutti gli attori sociali, comprese le amministrazioni comunali, in particolare di Montagnana, Casale e Megliadino San Fidenzio, le quali speriamo che prendano l'esempio del Comune di Este, di farsi carico dei lavoratori cassaintegrati e delle loro famiglie perchè la situazione che stiamo vivendo sta avendo effetti negativi di difficile quantificazione».

FIAT http://www.ilmanifesto.it/

Un volantinaggio dei delegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano si è svolto ieri in alcuni centri commerciali della provincia, per portare all'attenzione pubblica la situazione degli operai, in cassa integrazione fino all'8 febbraio: tra condoni di fine anno e ratei bancari, alcuni operai si sono ritrovati in busta paga solo due euro. Un attivo con i segretari nazionali dei sindacati è stato annunciato per il prossimo 20 gennaio. C'è il timore, tra lavoratori e sindacati, che lo stabilimento venga pesantemente ridimensionato.

 

12 gennaio 2009

CARTIERE: CIG http://www.e-gazette.it/

La crisi economica si fa sentire anche nel settore della carta. Dal 2 febbraio scatterà la cassa integrazione straordinaria per 133 dipendenti delle cartiere Pigna di Alzano Lombardo (Bergamo). Il provvedimento è la conseguenza della chiusura dell'intero reparto produzione carta che forniva, ormai, solo il 40 per cento del fabbisogno interno dell'azienda. Stessa sorte era toccata ai 140 lavoratori della cartiera Ahlstrom di Ascoli Piceno, in cassa integrazione da quasi un anno, che nei giorni scorsi hanno manifestato davanti ai cancelli dello stabilimento della multinazionale finlandese, la quale ha annunciato la vendita. I sindacati hanno chiesto l'intervento del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola per sbloccare le trattative che potrebbero portare alla cessione dell'azienda a investitori cinesi o di altra provenienza. Adesso c'è attesa per l'esito dell'incontro convocato per il 14 gennaio a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico, al quale però non è stata confermata la presenza dell'azienda finlandese. Complessa anche la vicenda dell’Industrie cartarie di Canino, per la cui risoluzione il 13 gennaio è stato fissato un incontro a Roma con l’assessore regionale alle Politiche del lavoro Tibaldi a cui parteciperanno anche i sindaci di Canino e di Montalto.

MORTI SUL LAVORO: 4 IN DUE GIORNI http://www.repubblica.it/

Quattro incidenti mortali sul lavoro nelle ultime 48 ore, che aggravano il bilancio, già alto, delle morti bianche nel 2009: 33 i casi dal primo di gennaio a oggi. Da Nord a Sud, in questi due giorni quattro persone hanno perso la vita mentre svolgevano le loro mansioni: in Sicilia, a Trieste e a Torino.

Sicilia. L'ultima vittima si chiama Rosario Cardile, aveva 47 anni, era dipendente del Gruppo ormeggiatori del porto di Augusta, in provincia di Siracusa). E' rimasto ucciso nel tardo pomeriggio di oggi, durante le operazioni di attracco di una nave. Un collega ha cercato di soccorrerlo: non ce l'ha fatta ed è rimasto ferito, in modo non grave. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di 24 ore dei portuali siciliani a partire dalle 6 di domani mattina. La notte scorsa, invece, nel villaggio di Santa Margherita a Messina è morto Giovanni Puglisi, imprenditore di 63 anni. E' rimasto incastrato nella cabina di un escavatore mentre lavorava in una sua proprietà. L'ipotesi è che l'uomo abbia visto il mezzo in bilico e abbia cercato, da solo, di spostarlo, ma sia rimasto bloccato all'interno dell'abitacolo.

Trieste. Stamattina Dusan Poldini, 37 anni, operaio, aveva iniziato il turno alle otto alla ferriera Lucchini-Servestal di Trieste. Alle dieci e mezza un collega lo ha trovato morto: il suo corpo era incastrato sotto alcuni ingranaggi. Aveva ferite profonde. Oggi le rappresentanze sindacali hanno proclamato uno sciopero di otto ore e hanno chiesto un incontro urgente con l'azienda per conoscere la dinamica dell'infortunio e l'attivazione del tavolo di sicurezza per verificare l'applicazione delle procedure.

Torino. Stamattina è morto anche un operaio di 46 anni che lavorava in una cartiera della "Turincarta", a San Maurizio Canavese. L'uomo stava effettuando operazioni di manutenzione e pulizia di un nastro trasportatore, quando, secondo una prima ricostruzione non ancora confermata, un suo collega lo ha messo in azione, senza accorgersi della sua presenza. L'operaio è deceduto sul colpo, schiacciato dal nastro.

I feriti. A Brindisi due operai sono rimasti feriti all'interno di una centrale Enel. Un altro uomo è in condizioni abbastanza gravi dopo l'incidente in un cantiere stradale nel Trevigiano.

SCIOPERO NEI PORTI CONTRO LE MORTI BIANCHE http://www.quotidianodelnord.it/

A seguito degli incidenti mortali avvenuti nei porti di Trieste e di Augusta che hanno coinvolto un dipendente di un'impresa metalmeccanica ed un ormeggiatore, le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno indetto lo stop simbolico delle attivita' in tutti i porti italiani il 16 gennaio dalle 12 alle 12.10. Nella giornata di oggi sono fermi per 24 ore i porti della Sicilia ed iniziative specifiche sulla sicurezza saranno decise a livello locale.

PORTOVESME: SCIOPERO http://www.sardegnaoggi.it/

Si è aperta con un blitz all'alba che ha bloccato per un'ora la stazione ferroviaria di Villamassargia, la settimana di mobilitazione di lavoratori e sindacati del polo industriale di Portovesme. All'azione di protesta che ha provocato ritardi ai treni dei pendolari sulla linea Carbonia-Iglesias-Cagliari, si è sommata la manifestazione di un centinaio di operai delle ditte d'appalto della Euralluminia organizzata davanti ai cancelli della fabbrica. Ad occupare i binari della stazione di Villamassargia sono stati invece gli operai della Otefal Sail, già protagonisti venerdì scorso di un blocco stradale che ha paralizzato per diverse ore il traffico intorno alla zona industriale di Portovesme, compresi i collegamenti marittimi con Carloforte.

La tensione tra i lavoratori continua a crescere: senza stipendio da tre mesi, i dipendenti della Otefal (azienda della ex Ila che produce semilavorati in alluminio) non possono nemmeno contare sull'ombrello della cassa integrazione. La crisi investe tutte le fabbriche della zona. L'Eurallumina, in particolare, ha già fermato due linee dello zinco, tagliando la produzione del 50% e annunciando la riduzione di 150 lavoratori.

 

13 gennaio 2009

APE: LA FABBRICA CHIUDE http://carta.ilgazzettino.it/

Cancelli chiusi, fabbrica vuota. Amara sorpresa ieri mattina per i 90 lavoratori dell'Ape di Refrontolo, in via Crevada, operai ed impiegati dell'ex stabilimento Marmitte Zara, che alla ripresa lavorativa dopo le ferie - erano a casa dal 19 dicembre scorso - hanno trovato gli ingressi bloccati, chiusi a chiave.

All'oscuro ancora del fatto che solo mercoledì della settimana scorsa l'azienda, che dopo la procedura fallimentare avviata circa due anni fa era stata rilevata in affitto dalla Valle di Villorba fino al 31 dicembre 2008 con facoltà di acquisto, aveva dichiarato la procedura di mobilità per oltre 70 dei 90 dipendenti. Allarmati, hanno fatto arrivare in tutta fretta il rappresentante sindacale della Fiom Cgil Loris Scarpa che con le Rsu aziendali ha organizzato immediatamente una manifestazione sulla trafficata provinciale che collega Conegliano a Pieve di Soligo per denunciare il comportamento della proprietà. Un vero fulmine a ciel sereno, considerato che all'Ape non mancavano commesse e lavoro, anzi fino al 19 dicembre si effettuavano pure gli straordinari. Non c'erano avvisaglie di alcun tipo di crisi.

Sul posto è arrivata ieri mattina la dottoressa Vettor, curatore fallimentare, a cui sono state consegnate le chiavi dello stabilimento dopo la scadenza dell'affitto, prendendo di fatto possesso dello stabile miseramente vuoto. Solo qualche ora dopo agli operai è stato concesso di entrare per ritirare dagli spogliatoi gli effetti personali, mentre i sindacalisti hanno effettuato un sopralluogo nell'azienda letteralmente svuotata.

FRIULI: CIG http://carta.ilgazzettino.it/

Negli ultimi mesi hanno dovuto, loro malgrado, ricorrere alla cassa integrazione (perlopiù ordinaria, sull’ordine delle 7-13 settimane) quasi tutte le grandi aziende friulane: da Pittini di Rivoli di Osoppo, a Rino Snaidero di Majano, fino al colosso delle Acciaierie Bertoli Safau. Ed è proprio il quadro di flessione negli ordinativi registrata dall’Abs di Cargnacco di Pozzuolo che ha fatto riflettere i sindacati della Fim-Cisl della provincia di Udine su un’altra grande azienda, la Danieli di Buttrio, che dà lavoro a centinaia di persone. In realtà il sindacato non ha ancora ricevuto alcuna richiesta di cassa integrazione; da settimane, tuttavia, giungono insistenti delle voci riguardo mancati rinnovi del contratto. Non si sa quanto siano fondate e quanto il fenomeno sia esteso. In ogni caso si cerca un confronto con l’azienda che ormai da quindici anni non ha contatti con le organizzazioni sindacali. Danieli è, infatti, una delle poche aziende friulane che al suo interno non conta un corpo Rsu riconosciuto e attivo, nonostante i numeri elevati dell’organico in produzione. È in fase di definizione, peraltro, il procedimento per il riconoscimento di un Rsu per ora di fatto composta da maestranze referenti della Fiom-Cgil. Danieli conta 2.000 dipendenti. E' prevista un’assemblea generale con i lavoratori dei tre turni.