13 gennaio 2009

Riva assassino-assolta margherita

Si è concluso il processo contro una compagna coordinatrice del sindacato di base Cobas , Margherita, inquisita come ispiratrice e mandante di scritte apparse alcuni mesi fà sui muri di recinzione dello stabilimneto Riva di Taranto. Le scritte riportavano una verità sancita da migliaia di morti avvenuti nello stabilimento siderurcigo e gridavano quello che è il pensiero non solo dei lavoratori dello stabilimento , ma di tutta una città " Riva assassino". Quello che riporto è il post inviato dal Cobas su rete.
A l termine di una udienza molto interessante, in cui margherita calderazzi ha fatto una dichiarazione spontanea di forte denuncia e rivendicazione della giustezza del contenuto della scritta Riva assssino come sintesi di una critica al sistema Riva che produce morti sul lavoro e morti e malati da malattie professionali e inquinamento in città e una brillante arringa difensiva dell'avvocato Fausto Soggia
il giudice di pace DeVincentis ha assolto margherita calderazzi dall'essere mandante della scritta e dal ritenerla diffamatoria e lesiva della dignità e onore di Padron Riva e dell'azienda che presiede, perchè "il fatto non costituisce reato" ma legittimo e fondato diritto di critica
il giudice ha ritenuto di condannare la compagna per 'concorso in imbrattamento' con 60 euro di risarcimento ! un tocco di humor in una aula sorda e grigia
resa in questa occasione teatro di uno scontro di classe non conciliabile
seguiranno ulteriori comunicati di
slai cobas per il sindacato di classe e rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
un processo scandaloso

45 morti, migliaia di infortuni, primato di tumori e malattie professionali,
diossina anche per i bambini, quartieri inquinati, città dolente e morente,
facendo miliardi di profitti e padron Riva non tollera neanche che sui muri
si scriva RIVA ASSASSINO

13 gennaio ore 10 Tribunale di Pace v.Temenide/Messapia
processo a Margherita Calderazzi

ispettrice del lavoro e coordinatrice dello slai cobas per il sindacato di
classe accusata da Padron Riva di essere mandante della scritta apparsa sui
muri Ilva nell'agosto 06 per la morte dell'operaio Rafanelli.

E Riva pretende pure di chiedere
100.000 euro di risarcimento

Una arrogante intimidazione per mettere a tacere chi denuncia come stanno le
cose e invita a ribellarsi alla situazione esistente.
Riva si presenta in tribunale mentre non si presenta quando lui è imputato
per morti sul lavoro, inquinamento, violenza e persecuzione come per la pal
Laf, truffa/estorsione come per la ex-Nuova siet