18 ottobre 2009

...azzo quanti clandestini!!!

e....Oplà! Eccomi in Italia. Dopo quindici giorni fuori per volontariato internazionalista umanitario , rieccomi a roma con questa bella manifestazione contro il razzismo!!. Quando sarà stato? Un anno fà, circa, quando ci fu l'altra manifestazione contro il razzismo!. Mai visti tante facce e corpi "diversi" tutti insieme. Bruuuuuu!! Che paura!!!! 
Beh sarà come sarà mi preparo col mio casco rosso e la mia scartabellata video camera  e sono là per là per partire. Ma il cielo non promette che solo un'apertura di cateratte. Aspetto u pò per vedere come si mette. Ma la frenesia mi prende e nonostante la dissuasione di mia moglie che non promette nulla di buono,  mi imbacucco di tutto punto e parto!. Arrivo che il corteo si è già avviato, e quindi cerco affannosamente di raggiungere la testa. Già il colpo d'occhio mi conforta. La presenza è oceanica! Beh , non facciamoci prendere dall'entusiasmo, ma sicuramente, sono più di centomila e tutti colorati!!! Le bandiere, prevalgono quelle rosse, naturalmente, della CGIL, e poi quelle delle organizzazioni di sinistra extraparlamentare ( si può riprendere questo appellativo, rimasto nell'archivio della memoria, purtroppo!). Due bimbi attirano la mia attenzione. Sono davanti a me , che cerco sempre di raggiungere la testa del corteo. Portano uno striscione, mi affanno ad alzare il passo per sopra avanzare , mi allontano un pò e poi li inquadro nel mirino della mia macchina. Loro fieri , alzano e distendono di più il loro striscione. Sono isolati e più lontano vi è la mamma che li sorveglia come mamma orsa. Sono bianchi ed italiani, presumo. E vogliono testimoniare che a quella età loro amano i "colori" ,come porta scritto un altro cartello portato da un altro bimbo. Il loro striscione è della scuola DiDonato dell'Esquilino. Quartiere e scuola simbolo della presenza di "clandestini" . Lancio uno sguardo a mamma orsa, sorrido, lei mi sorride orgogliosa. Ci siam capiti!! 
Non è un corteo "normale" questo!. Non si sentono i canti e le musiche "normali" per un corteo di sinistra. Nè "Bandiere Rosse", nè "Bella Ciao", qualche sommesso accenno all'Internazionale. Ma è la musica Raggae, musiche, balli e canti tribali che la fan da padrone. Gli strumenti sono i tamburi, i bongos, i boobams, i balli sono per lo più fatti di movenze ritmiche con un alternarsi di piedi accompagnato dal movimento del corpo curvo alzando le braccia alternativamente con i piedi. I volti scuri, grigi, avorio sono di giovani fieri, di donne di una bellezza , si dice , esotica. Hanno gli occhi sorridenti. Sono felici di essere li tutti insieme di esprimere il loro "pride" il loro orgoglio di essere neri, africani, gialli o grigi , di poter gridare di essere clandestini, criminali del reato di clandestinità. Sono usciti dai loro tuguri, dalla loro clandestinità, per un giorno respirano a pieni polmoni un momento di libertà. Possono tranquillamente avvicinarsi ai caramba ai lati della strada, chiedere non so cosa, parlare loro. Oggi lo possono fare, protetti dalla loro "moltitudine" . Domani, poi, ritorneranno nelle loro oscurità, svieranno lo sguardo dei "civili", e scapperanno all'apparire di una divisa. Oggi no!! Oggi ballamo e cantano e gridano la loro "africanità". Trovo, con un cartello in una mano e con l"altra una sigaretta, dubito di tabacco, ,  il mio amico senegalese Moussa. "Ehilà!" gli grido, "ma cosa ci fai , anche tu quà". Lui  mi guarda , torvo, come a cercar di capire come mai il mio stupore per la sua presenza in quel corteo, poi si rassicura quando sorrido e chiedo il suo cinque! "Vecchio trombone!!" gli grido , io a lui che ha meno di trent'anni!!! E' oltre un mese che non ci si vede, ed allora ci diamo appuntamento per l'indomani, " e mi raccomando", gli dico, "procura da bere e da fumare!!" Così si parla meglio e la lingua scivola più spedita." al Bar di via Ostiense, vicino all'ex mattatoio. Ciao amico mio!" 
Ma guarda quello sul pulmino!!! Ma cosa starà facendo? E' solo uno di nazionalità e dalle fattezze di un cinese che gli si è impigliato la sua bandiera della Cina sul filo della luce e tenta disperatamente su riaverla, la sua bandiera. I suoi amici, tutti della sua stessa nazionalità, lo incitano, grida, gridolini, risate, e urla di far attenzione ( lo intuisco , ma non capisco le loro parole). Alla fine ci riesce. Tutti applaudono , anche quelli che non sono cinesi. Il corteo riprende.
E così si arriva a Piazza della Bocca della Verità. Naturalmente, acora una volta, l'impavia e la miscredenza degli organizzatori ha previsto una piazza troppo piccola per quella fiumaia di gente. O forse è stata imposta dal questore. Insomma la piazza è strapiena e la fiumaia di gente si attarda lungo la strada che giunge fino al Campidoglio. Per quel "popolo" gli interventi sul palco non interessa, si formano capanelli intorno ai pulmini  e si canta e si balla al ritmo bombardato dei woofer e sub-woofer che spara l'aria fin dentro lo stomaco. Le bandiere sono riposte a mo di coperta. Il freddo si fà sentire.  
Una giornata da non dimenticare!! Mi sento anch'io un clandestino!!
P.S.
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