19 gennaio 2010

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 09-18/01/10



09 gennaio 2010

FIAT TERMINI IMERESE http://opinione.sisteco.it

Il destino della fabbrica Fiat in Sicilia dovrebbe diventare uno dei cavalli di battaglia del sindacato in difesa dell’occupazione e dello sviluppo industriale del Mezzogiorno. Sarà un fine settimana intenso nelle sedi delle organizzazioni sindacali per mettere a punto e decidere le strategie da seguire in difesa del mantenimento dello stabilimento che produce auto ma che non rientra più nei progetti del gruppo torinese. Il piano presentato dall’amministratore delegato Sergio Marchionne prima di Natale a Palazzo Chigi, non convince. Non solo per la cessazione dell’attività a Termini Imerese ma anche per la ristrutturazione annunciata negli altri stabilimenti a partire da Pomigliano d’Arco. I lavoratori italiani e quelli siciliani in particolare vedono una serie di contraddizioni nei progetti della Fiat che stando alle assicurazioni fornite al governo aumenterebbe la produzione in Italia, insistendo sia nel chiedere gli eco-incentivi (che in  verità anche altri paesi come Francia e Germania concedono al settore auto) sia nel riavere i 500 milioni anticipati per i bonus sulle rottamazioni. I sindacati  stanno preparando uno sciopero generale di tutti i 50mila dipendenti Fiat dell’auto entro il mese. 

CRISI NEL SETTORE METALMECCANICO http://opinione.sisteco.it

Il 2010 si è aperto, purtroppo, per le tute blu con una serie di crisi che toccano nomi celebri. Alla Marelli di Sesto San Giovanni in crisi gli operai sperano che l’azienda venga rilevata da altri acquirenti. La società di impianti elettrici e telefonici Sielte ha messo in mobilità 500 dipendenti, anticamera del licenziamento. La causa della crisi è la mancanza di commesse. L’azienda di telecomunicazioni Eutelia è stata commissariata e i suoi 2 mila dipendenti non percepiscono lo stipendio da sei mesi. E’ stata fissata per il 17 febbraio l’udienza in Tribunale per confermare o meno l’operatività dei tre commissari. Alla Fincantieri ben mille dei 9 mila dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria a causa della crisi della cantieristica.. Corrono seri rischi circa 20 mila lavoratori dell’indotto di Genova, Ancona e La Spezia. La crisi del bianco è quella della Merloni il gruppo che produce lavatrici, cucine, scaldabagni. E’ in
 amministrazione straordinaria da circa un anno e la cassa integrazione straordinaria per i tremila dipendenti finisce a maggio. Gli operai e il management del colosso mondiale dell’alluminio, due stabilimenti in Italia a Portovesme in Sardegna e l’altro nel Veneto, attendono decisioni da Bruxelles sulla maxi-multa da 300 milioni di euro che ha messo in crisi la gestione. In ballo ci sono 3 mila posti di lavoro. Secondo gli ultimi dati a disposizione nel 2009 sono stati bruciati circa 470 mila posti ed altri 195 sono a forte rischio. Il tasso di disoccupazione è salito, così, all’8,2 per cento, inferiore ai livelli europei ma sempre allarmante per l’Italia. La percentuale di italiani occupati tra i 15 e i 64 anni è solo del 57,5 per cento. Il governo, lavorando insieme a Confindustria e sindacati, ha finora attenuato l’impatto allargando l’area della cassa integrazione a settori che ne erano sprovvisti, raggiungendo quasi 900 milioni di ore. Le risorse per gli armonizzatori sociali sono garantiti. L’Inps ha accelerato i tempi di pagamento, un sms avviserà gli interessati del versamento. Ma occorrono misure adeguate per superare la crisi e riavviare lo sviluppo. A Termini Imerese sono tornati i giorni della paura. Per ora la Fiom-Cgil non vuole neppure prendere in considerazione l’ipotesi di realizzare nell’impianto in riva al Tirreno automobili a propulsione alternativa come avanzata a nome di una cordata dall’imprenditore Simone Cimino, d’origine siciliana, gestore e presidente del Fondo di privaty equità Cape Natixis. I sindacati considerano ancora aperta la partita con Marchionne e con il ministro dello Sviluppo Scajola..


11 gennaio 2010

ALCOA: SCIOPERO CONTRO LA CHIUSURA http://www.e-gazette.it/
 
Si fermano gli stabilimenti Alcoa in Italia. Il colosso dell’alluminio ha chiesto dieci giorni per verificare l'accordo per la fornitura di energia elettrica da parte dell'Enel ma, nel frattempo, ha avviato la procedura di cassa integrazione a partire dell’11 gennaio per gli operai degli stabilimenti di Portovesme e Fusina. La decisione è stata comunicata al termine dell'incontro avvenuto al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati, azienda e rappresentanti del dicastero. "Ai prezzi correnti dell'elettricità - si legge in una nota Alcoa - gli impianti italiani perdono tra i 5 e gli 8 milioni di euro al mese. Con tali perdite la società non può continuare ad operare, in attesa di trovare una soluzione di lungo termine". Immediata la mobilitazione da parte sindacale. "Tutte le autorità competenti - scrivono i sindacati - hanno riconosciuto che l'applicazione delle misure predisposte dal governo portano, a partire dal primo gennaio 2010, ad
 un costo dell'energia compreso in una forbice tra i 28 e i 32 euro/MWh, quindi completamente allineato con quello medio europeo". Nello stabilimento di Portovesme lavorano 600 operai, oltre a circa 500 delle ditte che operano in appalto, mentre si calcolano altri mille posti di lavoro dell'indotto. 
 
EQUIPOLYMERS: CESSIONE A INDORAMA http://www.sardegnaoggi.it/
 
Giorni decisivi per la vendita dello stabilimento Equipolymers dal Gruppo Clivati ai thailandesi di Indorama. Nel primo sopralluogo, gli impianti sono stati giudicati all'altezza dei prossimi impegni; i tecnici continueranno la verifica sulla capacità dello stabilimento, la cui produzione tocca oggi il 50% delle potenzialità; confermato il numero attuale degli occupati (circa 120 lavoratori) ma possibile crescita dell'indotto; sensibile sviluppo sul fronte della tutela ambientale del sito con impegni sulla depurazione e il trattamento. Adesso toccherà alla Regione Sardegna e al Governo confermare gli impegni sottoscritti lo scorso 14 dicembre a Roma. Venerdì prossimo ci sarà la verifica finale al ministero. E tra gli impegni c'é il ripristino della linea merci di Trenitalia Golfo Aranci-Civitavecchia. Ma sarà sul fronte energetico che si dovrà poi giocare la partita, forse la più delicata, in attesa dell'arrivo del metano. 


13 gennaio 2010

STREGLIO: CASSA INTEGRAZIONE http://www.ecodelchisone.it/

Tempi bui per la Streglio di None del Gruppo Borsci di Taranto. Venerdì, nel corso di un incontro in Regione tra la proprietà, il sindacato Flai-Cgil, l'assessore al Lavoro del Comune di None, l'amministratore unico della Streglio Antonio Borsci ha chiesto per i dipendenti l'attivazione della cassa integrazione in deroga, una forma di cassa nata in questi ultimi anni che serve ad evitare i licenziamenti. Secondo Vincenzo Bertalmio (Flai-Cgil di Pinerolo) "è preferibile invece utilizzare le altre 29 settimane di cassa integrazione ordinaria che ancora rimangono alla Streglio, perché sono più utili per i lavoratori". Tra le due ipotesi deciderà l'assessorato al Lavoro della Regione. La Streglio è al limite del collasso e continua a perdere progressivamente fatturato. Attualmente lavorano 14 dipendenti e una trentina sono in cassa da mesi.
 
SMAC: 40 SENZA LAVORO http://www.ecodelchisone.it/

Da Natale davanti ai cancelli della Smac di via Aosta a Beinasco è sparito il presidio. E con lui anche l’accampamento dei lavoratori che si sono battuti per mesi in difesa di un posto di lavoro che ora non c’è più. La ditta di stampaggio è stata dichiarata fallita il 23 dicembre e come curatore fallimentare è stato nominato Alessandro Gallone. Già a metà settembre la situazione sembrava compromessa, senza vie d’uscita per i lavoratori. I lavoratori decidono di dormire davanti ai cancelli per non permettere a nessuno di entrare in fabbrica. Da giugno senza stipendio, mesi di lotta, freddo, incontri con la proprietà e con l’Amministrazione locale per non ottenere nessun risultato concreto sul futuro. Acconti sugli stipendi arretrati con il contagocce, cassa integrazione ordinaria mai partita e situazioni familiari oltre ai limiti della disperazione.
Il fallimento della Smac, chiesto oltre che dal titolare Fabrizio Rausa, che non ha commesse e non può più pagare i debiti, anche dai lavoratori per ottenere gli stipendi degli ultimi sei mesi non riscossi e dai sindacati paradossalmente, è quasi una bella notizia. Adesso potranno partire le pratiche per avere nel 2010 la cassa integrazione straordinaria, ci saranno da recuperare i soldi delle liquidazioni, ma per i 40 lavoratori che hanno difeso così strenuamente il proprio posto di lavoro è come ricominciare da zero. È arrivata la cassa integrazione ordinaria per i mesi di settembre, ottobre e novembre, poi partirà quella straordinaria. 
 
OMSA: CONTRO LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO DI FAENZA http://www.quotidianodelnord.it/

L’assessore regionale alle Attività produttive, il sindaco di Faenza e l’assessore per la Provincia di Ravenna hanno incontrato lunedì scorso nella sede della Regione a Bologna le rappresentanze delle lavoratrici dell’Omsa di Faenza e le organizzazioni sindacali territoriali e regionali del settore. Regione, Comune e Provincia condividono tutte le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali circa il futuro dello stabilimento di Faenza, e denunciano una situazione nella quale la proprietà e la direzione del Gruppo non hanno consentito alcun confronto con le organizzazioni sindacali sul piano industriale e sulle scelte per le prospettive dei diversi stabilimenti. Istituzioni e organizzazioni sindacali considerano quindi sin d’ora inaccettabile una decisione di cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento faentino. Una tale scelta deriverebbe soltanto dalla volontà di puntare su una strategia di delocalizzazione delle attività in altri Paesi e colpirebbe in modo altrettanto inaccettabile un’occupazione interamente femminile, preziosa per l’Emilia-Romagna. 

ITALTEL: 400 LICENZIAMENTI, SCIOPERO http://www3.varesenews.it/

Sciopero di due ore, giovedì 14 gennaio, alla Italtel di Castelletto di Settimo Milanese contro l’annuncio di 400 esuberi. 
La vertenza tra lavoratori è azienda è aperta da mesi: il primo annuncio di tagli risale infatti al marzo del 2009, quando Italtel presentando il piano industriale 2009-2010 indicò la necessità di procedere con 450 licenziamenti. Dopo due mesi di scioperi e mobilitazioni, l’azienda è stata costretta a fare marcia indietro: contratto di solidarietà  e mobilità volontaria di accompagnamento alla pensione al posto dei licenziamenti. L’8 gennaio scorso l’azienda presenta un nuovo piano: 400 esuberi e il taglio di una delle sedi italiane, probabilmente Roma o Palermo.  Le motivazioni addotte dall’impresa per giustificare l’annunciato, pesante taglio occupazionale nel nostro Paese sono principalmente la diminuzione del fatturato proveniente da Telecom e il fatto che banche e azionisti non hanno ancora deciso il rifinanziamento del debito della società. Giovedì 14 gennaio in tutte le sedi del gruppo sono previste le prime due delle otto ore
 di sciopero proclamate contro il piano industriale e i tagli.


14 gennaio 2010

ENIA: SCIOPERO http://www.quotidianodelnord.i

E' una presa di posizione netta e decisa quella dei sindacati piacentini a difesa dei lavoratori del gruppo Enìa e dei servizi pubblici che la multiutility riversa sul territorio. L'allarme per un managment "“non all'altezza", per degli enti proprietari (i Comuni di Piacenza, Parma, Reggio) che "stanno a guardare nonostante le troppe incognite sul gruppo" è stato lanciato in Camera del Lavoro. Il punto sulla situazione di Enìa è emerso durante la presentazione del primo sciopero dei dipendenti del gruppo (2mila 500 dipendenti, 500 circa dei quali a Piacenza) previsto per lunedì 18 gennaio, cha a Piacenza partirà da un sit-in alle ore 4,00 davanti ai cancelli di Enìa a Borgoforte per poi passare di fronte a palazzo Mercanti, sede del Comune di Piacenza alle ore 10,00. I sindacati nell'occasione chiederanno un incontro con il vicesindaco Anna Maria Fellegara.


15 gennaio 2010

FIAT: SCIOPERO IL 3 FEBBRAIO http://www.quotidianodelnord.it/

Sciopero di quattro ore per tutti i lavoratori del Gruppo Fiat il 3 febbraio prossimo. La protesta è stata indetta da Fiom, Fim, Uim e Fismic contro la decisione, annunciata nei giorni scorsi dall'amministratore delegato Sergio Marchionne, di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. 

GRUPPO CERAMICHE RICCHETTI http://www.quotidianodelnord.it/

Chiusura dello stabilimento di Gorzano e dimezzamento della produzione negli altri due siti di Maranello. È questo l'esito dell'incontro di mercoledì scorso 13 gennaio sulla ristrutturazione del Gruppo Ceramiche Ricchetti. Si tratta di gestire la chiusura dello stabilimento produttivo di Gorzano, che cessa a fine gennaio e, dal 1° febbraio, una riduzione media del 50 per cento dell'attività nelle altre due fabbriche di Maranello. È una frenata molto brusca e, per non lasciare solo nessun lavoratore, vanno messi in campo tutti gli ammortizzatori sociali e strumenti di sostegno possibili. La Ricchetti si è impegnata, in vista della cassa integrazione guadagni straordinaria per tutti i 230 dipendenti del gruppo, a utilizzare criteri di rotazione che tengano conto delle problematiche sociali e familiari dei lavoratori. Ci si aspetta inoltre che l'azienda dia una risposta positiva alla richiesta di integrare il reddito delle persone che dovranno
 sopportare maggiormente il peso della cigs e di incentivare l'esodo per coloro che andranno in mobilità volontaria. I sindacati vogliono discutere gli assetti organizzativi e orari in modo da recuperare più persone possibili al lavoro. 

ALCOA: MANIFESTAZIONE DAVANTI L'AMBASCIATA USA http://www.sardegnaoggi.it

Presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Alcoa di Portovesme (Sardegna), in contemporanea con il sit-in a Roma, davanti all'ambasciata statunitense con le delegazioni sindacali, i sindaci del Sulcis Iglesiente ed i presidenti della Regione Autonoma della Sardegna e del Consiglio regionale. Per la manifestazione nella Capitale, hanno sottolineato i sindacalisti rimasti a Portovesme, si tratta di una piccola vittoria degli operai della Sardegna. E' infatti la prima volta, dopo l'11 settembre 2001, che viene concesso uno spazio di fronte all'ambasciata Usa per una manifestazione pacifica di lavoratori. Intanto davanti ai cancelli dello stabilimento sardo i lavoratori hanno incrociato le braccia e stanno bloccando l'accesso ai cancelli degli impianti, effettuando un volantinaggio nelle strade di accesso alla zona industriale.


16 gennaio 2010

SCM: AL VOTO L'ACCORDO http://www.romagnaoggi.it/

Alla Scm di Rimini l'ipotesi di accordo c'e', ora i sindacati dovranno sottoporla ai lavoratori. E' Gianni Scaltriti, segretario generale di Fiom-Cgil Emilia-Romagna a rendere noti i particolari. Il documento firmato un paio di giorni fa prevede dunque la cassa integrazione straordinaria per due anni senza rotazione e su base volontaria per un massimo di 350 addetti, la rotazione mensile per altri 360 e la riduzione d'orario a 16 ore per tutti gli altri.
L'accordo fissa anche i criteri per l'individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalita' di utilizzo della cassa con un "rispetto importante delle esigenze personali" spiega Scaltriti per la cassa integrazione introducendo obblighi di informazione preventiva nel caso di cambiamenti dei programmi aziendali. Tra i punti fermi voluti dal sindacato,  forme di confronto periodico sullosviluppo del piano industriale, sul consolidamento di tutti i siti produttivi, sui processi di riqualificazione professionale, sulle misure di sostegno al reddito (110 euro mensili a coloroche non ruotano) aggiuntive alla cassa.


18 gennaio 2010

CONSORZI BACINO SMALTIMENTO RIFIUTI: PROTESTA E SCONTRI www.salernonotizie.it
 
Gli operai dei consorzi di bacino per lo smaltimento dei rifiuti che da oggi sono in sciopero a Salerno hanno bloccato il traffico in via Roma, all'altezza della sede della Provincia di Salerno, con alcuni autocompattatori. 
Per far rimuovere i mezzi e far riprendere la circolazione, è intervenuta la polizia. Un operaio, come si apprende da fonti della Questura, è caduto a terra senza gravi conseguenze: ha rifiutato di essere accompagnato in ospedale. 
I manifestanti, circa un centinaio, hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, per avere garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. 
Col decreto delle dicembre scorso, dopo la chiusura della gestione emergenziale del ciclo dei rifiuti, la maggior parte delle competenze, infatti, sono state assegnate alle province.
Ieri notte momenti di tensione tra le forze di polizia e i dipendenti dei consorzi stando a quanto riferiscono alcuni esponenti sindacali. Le forze dell'ordine sono intervenute per consentire l'apertura di un cancello dell'impianto.