14 dicembre 2010

Una giornata di sfiducia


I gas lacrimogeni bruciano alla gola, gli occhi piangono. Anche i gas
lacrimogeni non pìù quelli di una volta!. Prima con il limone ed un pò
d'acqua avevi un pò di respiro. Oggi non più. Ma andiamo con ordine. Il
corteo lo raggiungo su via Imperiale. E' un fiume di giovani. Sono a
Piazza Venezia e fino al colosseo è tutto un fiume per tutta la
larghezza della strada di giovani. Tutte le traverse che portano al
Parlamento è dichiarata Zona Rossa. E' tutto sbarrato da gippono e
poliziotti in tenuta antisommossa. Ma dopo Piazza Venezia all'angolo
con Via degli Astalli chiuso da gipponi della polizia questi vengono
fatto oggetto di buste della spazzatura, di oggetti e poi bombe carta: I
gipponi vengono presi a sprangate lancio di pietre e presi a bastonati.
I poliziotti riparati dietro gli stessi incominciano a lanciare
lacrimogeni. Ed è già qui che mi accorgo che la giornata non sarà facile
e che assaggiato il gas questo non ha il sapore di una volta. Ma il
corteo si ricompone e prosegue. Gli unici malconci sono i gipponi!.
Davani al corteo si forma un gruppo diciamo di più decisi. I volti
coperti, non gridano slogan, non portano striscioni, ma accelerano il
passo. Io con loro. Tento di fotografare questo spezzone, ma un
pischello, si avvicina e con fare deciso , mi dice che non posso
fotografare. Un piccolo diverbio, l'importante è che non riprendo i
volti. Promessa fatta. Arriviamo a Piazza del Popolo. Al centro vi è
camion con gli altoparlanti che partono a bomba. Il corteo entra nella
piazza. Non può finire così. Mi tengo alla larga. Via del Corso è una
tentazione forte, Infatti dopo un pò vedo il gruppo di prima che si
ricompone, e partono di corsa. Prendono via del Corso, io dietro di
loro, cerco, arrancando, di stare al passo. Ma io ho sessant'anni e loro
venti. E' partita persa!. Però ho il teleobbiettivo. Un drappello di
poliziotti si forma a sbarrare il passo. I due schieramenti si
fronteggiano. Partono le pietre, i bastoni, i lacrimogeni, le bombe
carta. Un gippone della finanza rimane incastrato e viene preso
d'assalto dai manifestanti, Si incendia. Il finanziere viene tirato di
peso fuori, malmenato dai giovani tratto in salvo dai suoi commilitoni.
Via del Corso è tutto un fumo,fiamme dei candelotti fumogeni, occhi che
bruciano, incomincio a vomitare, mi passano del limone, dell'acqua, ma
non mi fanno niente. Sono al riparo con altri fotografi in una via di
traverso, ma le pietre e le manganellate arrivano lo stesso. Siamo tra
due fuochi. I manifestanti non vogliono essere ripresi , i poliziotti
non vogliono che li riprendiamo quando incominciano a prendere alcuni
manifestanti è giù botte senza pietà. L'asfalto si macchia di sangue .
La loro rabbia si scatena su quei pochi giovani che riescono a prendere.
Sono proprio vicino , quando un carabiniere prende una ragazzina, la
trascina per i capelli. Si avvicina un suo camerata e incomincia a
tirare calci al ventre, ed insieme picchiano col manganello. Urlo, grido
e scatto foto. "Lasciatela andare, è una ragazzina!" Ora basta!". Si
avvicina un loro collega e mi strattona la macchina. Io non mollo , una
piccola colluttazione, poi mi invita a dargli la scheda di memoria. Io
acconsento, ma voglio che si verbalizza. L'ufficiale si avvicina, mi
prende la scheda, la schiaccia sotto gli stivaloni e poi mi dice " ora
vai dai tuoi compagni bastardi comunisti e denunciami"! E' fatto di
coca! Me ne accorgo dal suo fare saltellante, energizzante, spiritato.
Lascio perdere. Ho un'altra scheda. Mi allontano Intanto le cariche si
susseguono, I manifestanti hanno fatto una barriera con tutto quello che
hanno trovato, ma i gipponi partono alla grande e sfondano tutto. Ora lo
scontro si sposta nella piazza. I gipponi incominciano a fare carosello
senza tener conto di chi sta davanti. Alcuni giovani si sono rifugiati
sulla salita che porta al Pincio. ma scendono di corsa, accerchiano un
gippone della polizia su via del Babbuino, lanciano candelotti fumogeni
contro il gippone e questo prende fuoco e con lui anche le macchine a
fianco. Gli scoppi degli airbag si susseguono. Le Tv straniere
riprendono increduli. I giovani ora sono rifugiati su Piazzale Flaminio.
I poliziotti sbarrano le porta d'accesso alla piazza con i gipponi, e
ricomincia il lancio di oggetti, gas lacrimogeni . Tutta la zona
circostante e le vie parallele è un blocco di giovani e sono tanti, non
sono solo pochi facinorosi, non sono solo black blok che accendono
falò, fuochi, sbarrano e bloccano le strade adiacenti. I poliziotti sono
asserragliati su Piazza del Popolo. I lacrimoggeni lanciati ritornano
indietro dal vento contrario. I tagli di Tremonti gli si ritorcia loro
contro. Che paradosso! I proiettili dei gas non si aprono. Sono vecchi,
forse bagnati. Occorreva approvvigionarsi , ma non vi sono i soldi. Mi
ritrovo dietro ai poliziotti , sento i loro discorsi. Sono anche loro
incazzati. Li stanno mandando avanti senza coordinamento e con armi
avariate.
Si fa buio, i poliziotti stanno avendo la meglio, i giovani si
sparpagliano. Decido di ritornare. Mi ferma un posto di blocco. Non si
può passare, mi fa il poliziotto, devi fare il giro. Ma io devo prendere
lo scooter, ti faccio vedere i documenti. Sei un giornalista? mi fa lui.
Ed io. No sono un blogger e gli faccio vedere, non so perché, una
tessera avuta da una associazione di camperisti con su scritto Press, ma
che serve solo a certificare che sono abilitato a mandare foto e
articoli di denuncia per gli abusi contro i divieti ingiustificati ai
camper. Ah va bene, puoi passare, mi fa il poliziotto. La strada è lunga
a piedi. I resti della guerriglia sono evidenti. Il Nerone ed i suoi
accoliti sono rifugiati nel loro palazzo d'oro e di privilegi, difesi da
poveri cristi a mille euro al mese che picchiano a sangue i loro figli e
figlie e fratelli , per proteggere che li offende e li umilia, negando
loro il futuro .