7 settembre 2011

Prove di autunno caldo


Ieri è stato impossibile , per me, andare alla manifestazione contro il governo. I trasporto pubblico era completamente assente , a Roma. E le strade erano intasate dal trasporto privato. Sciopero non riuscito dicono le fonti governative e padronali. Ma nel pomeriggio a piazza Navona al presidio , si che ci sono andato! E ancor prima che si allestisse il palco ufficiale della Fiom, la piazza era diventato un luogo di assemblee di giovani e anziani, il conflitto generazionale, padri e figli , professori e studenti, garantiti e precari a confronto, ma d'accordo tutti quanti sulla iniqua manovra padronale. In una di queste ho ascoltata la testimonianza di un pensionato che avvertiva che  la sua pensione di 800 euro l'avevano già tagliata. Perché oltre alla sua famiglia quella pensione serviva anche a far campare la famiglia di suo figlio. Precario lui, precario sua moglie e precario precoce anche suo nipote di cinque anni. Con l'esperienza di un dotto economista ricordava che la pensione ai giovani si assicurava non togliendola agli anziani, ma dando lavoro ai giovani. Che se un problema v'era di pensione ai giovani questa stava nella mancanza di lavoro. Così si sarebbe costruita la pensione ai giovani.

Una verità disarmante.

E gli operai di Pomigliano, giunti in Piazza dopo aver partecipato al corteo della mattina testimoniavano che avevano raccontato balle , quando hanno fatto credere che con l'accordo Sacconi-Marchionne, CISL/UIL/UGL-Fiat, si sarebbe avuto in cambio di sacrifici , più investimenti, più lavoro , più sicurezza. Balle, raccontavano. Hanno ricevuto solo sacrifici, ed ancora sacrifici. Venduti dignità ed umanità in cambio di nulla. Non un posto di lavoro in più, ma solo cassa integrazione e nessun investimento, nessun nuovo modello e calo vertiginoso di vendite Fiat. Avevano raccontato che la Fiat si sarebbe risollevata, se solo loro avessero lavorato di più,, con più sacrifici, con meno pause, con più metrica di lavoro. Hanno creduto e l'hanno preso nel c....

La frase più sentita era che con i diritti non si può fare cassa!

E intanto gironzolo con la mia macchina fotografica alla ricerca di volti che possano testimoniare lo stato d'animo, l'anima di questa Piazza. Una macchia nera si staglia sullo sfondo della chiesa di Sant'Agnese in Agone fra tante bandiere rosse. Sono i notabile dell'IdV schierati in completo blu scuro davanti al loro gazebo per la raccolta delle firme. Fanno la loro figura, presenza di testimonianza, mentre nel vicino emiciclo di consuma l'ultima farsa di una ennesima manovra quater in cui ancora vengono bastonati i consumi a man bassa ( l'iva al 21%) con relativo aumento dell'inflazione( per via degli inevitabili arrotondamenti dei commercianti) e recessione.
Intanto sul palco si ascoltano le prime testimonianze. Con musiche e canti si starà fino a notte fonda.