13 agosto 2012

L'album delle figurine è già completo. A Taranto!


Mai si era visto tanta unanimità, tanto accorato appello e interesse per il lavoro e i lavoratori. Anni e anni di complicità, di colpevole silenzio se non di attiva partecipazione e responsabilità ai disastri ambientali , tutto d'un colpo spariti  che diventano assertori dell'ambiente. Paladini del lavoro e del sacrosanto diritto dei lavoratori, dei cittadini. E mai si era visto un fronte cosi vasto e compatto. Tutti uniti, senza divisioni, senza distinzione. Governo, partiti di centro di sinistra e di destra , sindacati , Capo dello Stato, e corpi dello Stato. Un fronte compatto nella difesa di ambiente e lavoro. E mai mobilitazione fu tanto vasta persino da ricorrere alla Corte Costituzionale di fronte al pericolo di una chiusura di una fabbrica. Sottolineiamo ipotetica e fantasiosa, ipotesi, ventilata strumentalmente ipotesi, non dimostrato ne dimostrabile rischio. La chiusura dell'area a caldo, non determina la chiusura di tutti gli impianti! Ne tantomeno quelli di Novi o Cornigliano. Balle!


Eppure di eventi simili nel nostro paese, sopratutto in questi ultimi tempi, si!, che se ne sono verificati. Chiusura di fabbriche, imprenditori che son scappati all'estero, imprese che hanno chiuso lasciando sul lastrico interi paesi e intere isole. Mai si era vista la stessa mobilitazione delle forze sindacali e partitiche. Ma cos'è che rende diverso il caso dell'ILVA di Taranto rispetto agli altri casi?
Ma intanto è evidente un fatto.
Che a decidere della chiusura non è stato il padrone, ma la magistratura. E che le motivazioni non sono il mancato profitto o la mancanza di competitività produttiva dell'impresa , ma semplicemente e banalmente la difesa della salute di una intera città e provincia. La perpetuazione di un reato e di un continuato massacro ai danno di un intero paese. Qualche generazione di uomini e donne condannate alla morte per inquinamento. Una natura irrimediabilmente destinata alla morte per intere generazioni future. Una Cernobyl in versione non nucleare.
Una differenza, questa , banale? Un piccolo particolare.
E tutti si scoprono , dopo decine di anni, di appelli inascoltati, di favoreggiamento, di complicità nel procurato disastro, tutti oggi si scoprono paladini del lavoro e dell'ambiente della sostenibilità fra ambiente e lavoro. Si ma in concreto cosa si fa al di la delle parole e delle intenzioni?
Intanto una campagna diffamatoria, accusatoria verso la magistratura e verso un Gip , certamente anche loro non innocenti in questi anni. Come se la colpa dell'inquinamento non fosse causa non tanto di incuria e di memoria corta da parte delle forze politiche e sindacali , se non  di attiva e fattiva complicità con gli inquinatori. Ma di coloro che finalmente si son svegliati e hanno messo alla luce il reato. Fin che il reato è sottaciuto o perpetuato nel silenzio va tutto bene. Quando questo viene messo in luce allora il mancato silenzio diventa reato e crimine!
Come se la accuse provate di connivenza, di ricatti, di corruzione e concussione, fra affari e politica, con silenzi stampa, campagna giornalistiche tesi a minimizzare se non a nascondere e coprire , anche in questo caso, non fossero vere,
In questa accompagnate da menzogne, allarmismo, falsità intorno alla vicenda e sopratutto ingannando tutti circa la possibilità di una convivenza fra questi impianti, questo sistema produttivo, questo modello di produzione e l'ambiente e la salute , magari accompagnato da qualche decina di milioni di euro , destinati non al risanamento di ciò che produce inquinamento , non sulle cause, ma solo sugli effetti apparenti e marginali. E non è nemmeno vero questo! Intanto diciamo che i 336 milioni sono bruscolini se paragonati ai 5 miliardi destinate per il risanamento  e parziale di Porto Marghera! E questo già la si dice tutta!

I famosi 336 milioni di cui 329 pubblici e 7 li dovrebbe mettere Riva sono prelevati da:

  • 110 milioni che provengono dal Fondo Sviluppo e Coesione della Regione Puglia,
  • 20 milioni del Ministero dell’Ambiente, stanziati per il “federalismo amministrativo”
  • 90 milioni che provengono dal Programma di Ricerca e Competitività.
  • 50 milioni di euro per la bonifica del quartiere Tamburi stanziati nel 2006 e mai spesi perché mai arrivati
  • 25 milioni già destinati per quella del Mar Piccolo. Come sopra
Come si vede soldi finti. Giroconto . Come il gioco delle tre carte . In questo Tremonti ha fatto scuola , ma i suoi epigoni han superato il maestro.

Ma la cosa che colpisce è che questi  sono tutti soldi destinati alla bonifica degli effetti sul territorio. Ma se non si interviene sulla causa( gli impianti del ciclo a caldo)  questi soldi sono soldi buttati al vento. E' come dare una tachipirina a chi ha la febbre. Si abbassa la temperatura ( ammesso che si riesca con qualche goccia di tachipirina come sono questi 336 milioni) , ma l'infezione rimane. E tutta! E' solo una presa per i fondelli. Come si è sempre fatto a Taranto. Ne vogliamo aggiungerne un'altra di presa per il c........al già riempito album delle figurine?