29 gennaio 2013

Bisogno di denaro fresco 'ndo cojo cojo.


Non importa come, non importa a che titolo l'importante che il suddito paghi!  Sembra , sempre più, il motto dei governi succedutesi e che verranno.
Interrompere il rapporto con un dipendente dal 1 gennaio 2013 costerà al datore di lavoro, fino a circa 1.450,00 euro di contributo (483,80 euro per ogni anno di servizio (o frazione di anno) per un massimo, comunque, di 3 anni) da versare all'INPS. (comma 31 della riforma Fornero)
E' già questa è un accaparramento , meglio furto. Chi ne subirà le maggiori conseguenze sono le piccole aziende artigiani le quali non saranno esentati da questo tributo. E sopratutto in momenti come questi in cui vi sono oltre mille aziende piccole e medie che chiudono al giorno ( dati Unioncamere, Sono 364.972 le chiusure nel 2012). Ma la cosa vessatoria è che questo tributo lo dovranno anche versare le famiglie che hanno assunto una badante o colf.  Si applica ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, in ogni caso.
- Anche se il collaboratore domestico non vorrà godere della disoccupazione prevista dalla riforma Fornero, il datore dovrà pagare il contributo.  Uniche eccezioni: l'interruzione del rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale. (nel qual caso ci si mette d'accordo con la badante e si fa fifty- fifty)
Questo balzello è dovuto non solo per tutti i licenziamenti e quindi anche per quelli intervenuti perché è finita la necessità che aveva comportato l'assunzione di una colf o di una badante, ma anche in tutte le altre ipotesi di risoluzione del contratto che sono appunto diverse dalle dimissioni del lavoratore, fra le quali qualche esempio:
- Decesso del datore di lavoro;
- recesso durante il periodo di prova.

Ora questa norma , a parte che ha l'aspetto, la forma e la sostanza di un pizzo usurpato dal sovrano al suddito, come inciderà sulle assunzione dichiarate e quanto all'incremento del lavoro in nero? A parte , ripeto, l'aspetto odioso, ma concretamente questa norma va nella direzione del favorire il lavoro precario e del lavoro in nero, di un rapporto corretto e trasparente o di questo problema ce ne fottiamo, l'importante che raccartocciamo qualche soldo dai poveri fessi che vogliono essere onesti e cittadini corretti?