22 maggio 2013

TARANTO: C'ERA UNA VOLTA...


da senza patria

 quattro nuovi arresti eccellenti riguardanti l'inchiesta per la discarica rifiuti speciali all'interno dell'Ilva. Gianni florido presidente della provincia, Vincenzo Specchia ex direttore generale provincia, mentre Girolamo Alchinà ex "consulente" Ilva e Michele Conserva ex assessore provinciale all'ambiente il mandato di arresto lo hanno ricevuto mentre sono già in detenzione per altre vicende legate all'Ilva.
Naturalmente, almeno su queste pagine non staremo a far distinzioni fra buoni e criminali. In questa vicenda non ci sono buoni, ma solo criminali, perché criminale é il modo di produrre del capitalismo. La vicenda Ilva non nasce di certo ora, il suo carico di morte e devastazione irrecuperabile del territorio lo porta con se dalla sua progettazione e installazione (Italsider). Dei 20.000 occupati iniziali oggi ne son rimasti la metà o poco più gestiti fra cassa integrazione, contratti di solidarietà (una truffa gigantesca orchestrata con i sindacati confederali), nessun rispetto delle "norme sulla sicurezza". Il gruppo Riva la dismissione l'ha preparata da tempo, le casse svuotate, le esposizioni con le banche non risanabili. la concertazione strutturale fra stato, governi locali, sindacati ed azienda oggi appare evidente per la sua drammaticità ma é organica al sistema. Questo non é stato chiaro - e non poteva esserlo vista la loro natura - alle tante associazioni ambientaliste cui va riconosciuto il merito per la tenacia di anni di denunce e mobilitazioni. Non doveva certo esser chiaro alla magistratura che pure gli impianti a caldo li ha posti sotto sequestro giudiziario, anche se non hanno mai smesso di funzionare, e mandato agli arresti o inquisiti la proprietà, amministratori regionali, provinciali e comunali, vertici sindacali. E' stato chiaro invece al comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti (almeno a parte di esso) quando dietro lo striscione "IO NON DELEGO, IO PARTECIPO" il 2 agosto 2012 ha fatto irruzione in piazza e nelle teste dell'intera città. L'unità fra lavoratori e cittadini e' nei loro interessi reciproci; salute, occupazione, reddito non possono essere disgiunti. I sindacati largamente delegittimati, i politici in fuga dalle loro responsabilità, l'azienda arroccata dietro le larghe spalle del ministro Clini, del governo Monti e del parlamento unanime. Oggi la situazione é cambiata: nel Comitato - a mio avviso - si é persa la dinamica della democrazia diretta e con essa inevitabilmente la visione complessiva dei rapporti di classe. Si son creati "gruppi di lavoro": reddito, salute, comunicazione, ecc. che di fatto hanno esautorato l'assemblea di ogni funzione, ammazzando il dibattito. Va dato atto del successo del concertone del 1 maggio (30/40.000 partecipanti), ma anche il titolare soddisfatto della stampa: nessun pugno chiuso fra la folla. Si lavora giustamente per la riqualificazione di parte del territorio, ma della fabbrica ci si é dimenticati lasciando all'USB e qualche SLAI il compito di tener accesa la sempre più tenua fiammella della contrapposizione di classe. Sembrano lontani i tempi in cui (e se i meriti fossero spendibili. me ne prenderei una buona fetta) nelle migliaia di volantini e in tutte le quasi quotidiane assemblee pubbliche si parlava di: esproprio senza indennizzo, confisca internazionale dei beni del gruppo Riva, riqualificazione dei lavoratori, bonifiche del territorio e delle acque, passaggio a tecnologie produttive meno invasive (Corex ecc).
Antonio Ruggiero