15 giugno 2013

Eccone n'altra!


Da un po di tempo in qua , almeno a mia sensazione, va prendendo piede un nuovo ossimoro. No, non parlo del tanto vituperato convergenze parallele , o fare la guerra per la pace, o altre amenità che da tempo hanno perso la loro divergenza significante per assumere quella di verità praticata. Parlo dell'universalismo selettivo. Si lo so qualcuno mi potrebbe dire " Ma che cazzo dici?"  Ma è solo un momento di comunismo convulsivo. Molti economisti affermano che dare tutto a tutti non si può E fin qui siamo d'accordo. E molti mestieranti della politica seguono con linguaggio politichese che l'universalismo è una utopia da perseguire , ma intanto si deve camminare sulla via della realtà reale. E anche questo , riuscendo a interpretare il significato della frase, ci può stare. Ma , sempre i soliti comunisti semiologi , dicono che o l'universalismo è universale , cioè per tutti, o se è selettivo diventa particolarismo. Giusto. Ma occorre annebbiare le menti con il termine universalismo che inebria e da la sensazione del "per tutti" per poi far arrivare la realtà che appunto selezione per mancanza di risorse. Come tutti i moderni ossimori
Allora una mente razionale potrebbe anche starci, Occorre sapere però qual'è il termine selettivo, la regola che selezione, che separa, che divide. Il metodo che fa dire a te si e a te no! Ma sopratutto da dove prendere le risorse per redistribuire.
Domanda sciocca e semplicistica, al contempo.
Grandi economisti alla stregua della risma dei  Massimo Baldini, Paolo Bosi, Sara Colombini, Daniela Mesini e Emanuele Ranci Ortigosa hanno pensato , soppesato e alla fine hanno trovato la quadra, l'uovo di colombo.

La logica che sostiene il loro pensare è la logica redistributiva. Quante volte l'abbiam sostenuto?. Redistribuire è stato da sempre il cavallo di battaglia di tutti i riformisti. E qui interviene il primo criterio della formula Universalismo selettivo Selettivo sta per selezionare il paniere da dove prelevare le risorse da distribuire. Qual'è il paniere? Ma è chiaro è il paniere delle pensioni! Non sto qui a tediarvi sui dettagli tecnici della proposta. Tutta perfetta, tutta supportata da formule e da teoremi di alta matematica finanziaria ( la stessa verrebbe da pensare che ha prodotto e supportato i derivati finanziari) . E il teorema non dovrà essere applicato da subito, tutto e subito e per tutti, No! Ma gradualmente. E di pensioni si parla non di vitalizi o di rendite, Naturalmente. Prelevare quindi da questo paniere e redistribuire. E qui interviene l'altro termine ormai di moda e utilizzato per tutto. Il reddito minimo. Stabilito il quale, naturalmente al di sopra della soglia di povertà si può procedere alla redistribuzione. Con che logica.
Non certo con "così come quelle più recenti (bonus incapienti, bonus utenze e carta acquisti), sono categoriali, di tipo riparativo-assistenziale perché non connesse a nessuna iniziativa di responsabilizzazione, attivazione, promozione dei soggetti interessati. Risultano così poco efficaci nell’abbattere la povertà.  Difettano anche di equità e di efficacia re-distributiva:

Queste regole difettano di efficacia re-distributiva: Non a ciascuno  secondo le necessità, o bisogni ma secondo regole che stimolano la responsabilizzazione, attivazione, promozione dei soggetti interessati.
E pensare che questi signori son pagati profumatamente da chi poi le loro genialate le subisce.
Cornuti e mazziati!

Per gli aspetti tecnici vedere qui