8 luglio 2013

Il prete violento


Non sono un credente ne tantomeno cristiano ne cattolico. Ma qualche contraddizione tra quel che ha esternato Bonanni e quel che dice la pastorale cattolica io l'ho intravista. Si lo so, sono reminiscenze di quando andavo in chiesa, ero boy scout, e anche servivo messa. (era un obbligo se volevo andare in escursione per montagne e boschi)
Bonanni a proposito del vescovo ribelle o violento come definito dalla Fiat , ha detto che era in disaccordo con lo stesso , in quanto la chiesa era di tutti e il vescovo doveva essere di tutti. Intanto mi pare strano che un leader sindacale abbia l'ardire di dire quel che un vescovo deve o non deve fare o dire. Lo è per un non credente, per un laico, figuriamoci per un sedicente cattolico . Ma è la sua non conoscenza , o voluta dimenticanza della pastorale che preoccupa, ( si fa per dire) La chiesa , dice il Cristo, è dei poveri , dei diseredati, il paradiso è per loro. Là dove c'è povertà, ingiustizia,  sopraffazione, là c'è il Salvatore. Cosi mi pare di ricordare. Cosi dice , finalmente, il nuovo Capo della Chiesa . Ma i suoi discepoli, i suoi fedeli, pare, non gli danno ascolto e vanno là dove li porta il padrone, il loro vero padrone , non quello spirituale, quello a cui dicono di far riferimento, ma quello terreno. Eppure su questo terreno la missione del sindacalismo cattolico e la pastorale cristiana dovrebbero  avere un punto di incontro!
Sarà che Bonanni sia una eccezione, come fedele e come cristiano.
O sono io che ricordo male la pastorale cristiana.