31 ottobre 2013

Concussione. Vendola indagato



Ah se non ci fosse la magistratura! Verrebbe da dire. Ma si sa. Quando la guerra fra bande si  scatena, nessuno( di loro) può sentirsi al sicuro. Ognuno, come si dice, ha gli scheletri negli armadi e prima o poi qualcuno verrà a cercarli.
Nel nostro caso, nella fattispecie, il caso ILVA, tutta la popolazione sapeva ed era certo che vi era stato , nel lontano passato, nel recente e nel presente connivenza fra poteri più o meno forti e l'industria. "U' Siddellurgico" ( inteso come centro siderurgico, come pomposamente veniva classificato)
Era la verità popolana che tutti sapevano e che aspettava solo di essere certificata dalla magistratura. Si sapeva delle mazzette che il parroco della chiesa dei Tamburi, quella benedetta dal papa Paolo VI la chiesa di Gesù Divin Lavoratore prendeva a piene mani, per non profferir parola nelle sue omelie sulla tragedia che si abbatteva sulla sua comunità cristiana. Per non denunciare quello che ascoltava nel suo confessionale, dai suoi "figli" mazziati e martoriati dalla grande industria E che dire dei vari sindaci che si sono succeduti, senza distinzione, nè di colori ne di bandiere. Dai democristiani, Monfredi, Lorusso nei primi anni sessanta, ne quelli che succedettero tutti rigorosamente comunisti da Cannata a Battafarano e che dire del mazziere fascista Cito che durante le sue campagne elettorali gettava fuoco e fiamme come un moderno drago , persino con una delegazione giunse fino alle porte d'ingresso rivendicando il diritto di poter entrare salvo poi ritirarsi di buon ordine quando misteriosi conti si aprirono a suo favore. Socialisti, tutti rigorosamente recenti riformisti dopo aver passato anni di militanza fra le file dei lombardiani e achilliani.Fino alla gioielliera ( per conto del marito) la DI Bello anche lei ex socialista passata arma e bagagli, portandosi dietro anche qualche suggeritore , nelle file di Forza Italia e poi nelle file di una sua lista personale. Tutti hanno gozzovigliato e preso a man bassa dalle borse del padron ILVA sia nella sua versione pubblica ( ex Italsider, poi Nuova Italsider, poi ILVA) sia nella più recente versione bresciana E tutti rigorosamente facevano finta di non sapere. "A mia insaputa" potrebbero dire se non fosse che l'aria puzzolente, i fumi rossi e neri e qualche volta argentei oscuravano il sole e rendeva i tramonti tarentini più rosseggianti che mai. Tutti compresi E i sindacati. Ma ne vogliamo parlare? Alla fine solo la FIOM per decenza e per pudore è stato costretto a fare tabula rasa dei suoi dirigenti e mezze tacche di burocrati, ma solo recentemente. Per il resto tutto immutato. Banchettavano in cambio del silenzio e della pace in fabbrica. Persino lo scandalo della palazzina Laf , primo caso in Italia di mobbing ( ma che altro che mobbing si trattava) loro non se ne sono accorti. Persino il calo in picchiata dei loro iscritti loro non vedevano ( in ILVA chi era iscritto al sindacato veniva mandato in palazzina LAF , chi era tecnico impiegato passava operaio, chi era operaio gli veniva assegnato mansioni le più velenosi e pericolose e alle estreme..... in palazzina LAF! ) "Nulla saccio, nulla vidi" e intanto banchettavano. Un sistema fabbrica , (altro che modello Marchionne!) che ha tenuto fino ad oggi.
Io non so come finirà la storia giudiziaria. Non so e non mi interessa più di tanto. Come finirà finirà resteranno le registrazioni , le intercettazioni, le mazzette passate di mano in mano in un supermarket di autostrada, resteranno i documenti che comprovano una verità da tutti risaputa e dalle istituzioni taciuta
Nel paese della bugia, la verità è una malattia e noi eravamo tutti malati terminali