10 novembre 2013

Terrorismo e anti terrorismo. Oggi



Che le lotte territoriali sarà il terreno di scontro nei prossimi anni , anche in assenza di una organizzazione politica di classe, è ormai una strada intrapresa e si continuerà a percorrerla. Lo è, a dimostrazione, la pratica e gli eventi che abbiamo di fronte. A partire dalla lotta per la casa che da Roma si sta estendendo in altre città italiane, come un virus, perseguendo sul successo della manifestazione del 19 ottobre, a seguire dalla partecipazione e dall'intenso dibattito che si sta svolgendo a Roma in queste giornate, proprio sul bilancio e sulle prospettive politiche proprio a partire da quella giornata di lotta.
Ma se ancora ce ne fosse bisogno è la controffensiva che il potere sta attuando per fronteggiare quello che è ormai diventato un pericolo, per loro. La campagna ideologica e militare che si sta scatenando a fronte di questi movimenti territoriali che se assume pur nella loro frammentarietà, aspetti di collegamenti e di integrazione, ne è la riprova.
Il potere ha scoperto il fronte debole e sta cercando di porvi rimedio..

La campagna ideologica è incerniata sull'associazione che mass media e pezzi di poteri fanno in termini ideologici fra queste rivendicazioni con il terrorismo. Chiunque che si soffermi solo per un attimo si accorge che questa associazione di concetti e di termini non sta né in terra né in cielo , almeno se si da al termine "terrorismo" il significato che storicamente si da a questo termine. Ma la campagna ideologica sta operando una trasmutazione del significato portandolo, dal suo significato originale, verso tutte le forme di opposizione e di contrapposizione al potere costituito, qualsiasi potere , anche il più antidemocratico secondo i canoni e i principi della stessa ideologia di democrazia borghese.( chi può dire in tutta l'onestà intellettuale che il  potere politico costituito oggi in Italia si può definire democratico? Cioè eletto e voluto dalla maggioranza dei cittadini?) E a seguito del potere politico vengono asserviti anche gli altri poteri, mediatico, e giudiziario ( vedi Caselli, e la sua pratica giudiziaria, ma non solo. La sua uscita da MD per il casus belli dall'articolo pubblicato di Erri De Luca. In realtà, come ha fatto rilevare De Luca, è Caselli a non essere più "democratico", o meglio che è cambiato in lui il concetto di "democratico")

Come altrimenti si può considerare lo schieramento di forze armate, esercito e polizia schierato in Val di Susa?  Lo spiegamento di leggi ad hoc emanate a protezione di quel cantiere, là dove dovrà passare la Tav( forse)? I soprusi, gli illegittimi espropri, ecc ecc ,e tutto in nome dell'antiterrorismo.
Sono stato poche settimane fa in quei territori( scusate il riferimento personale) e solo per il passare dalla stazione ferroviaria con la borsa della macchina fotografica, ha causato il fermo, il trasporto in un furgone attrezzato, la consegna di documenti , della sim con visione delle foto scattate, e dopo il rilascio( naturalmente la cancellazione delle foto della Sim con la scusa che per errore l'avevano formattata) ,  la promessa che dovevo allontanarmi da quei luoghi considerati di particolare interesse per la sicurezza dello Stato! Un luogo che da un giorno all'altro viene considerato come luogo di sicurezza nazionale! E il pericolo era un rappresentato da un cittadino in possesso di una macchina fotografica! Il solo riprendere un luogo pubblico ( la Stazione ferroviaria) relativamente distante dal cantiere  diventa un rischio e un pericolo per la sicurezza dello Stato. 

Questo da la dimensione della realtà!
Ma non finisce qua! Oltre alla Val di Susa ora il pericolo terrorismo si annida nei movimento per la lotta della casa. Quel che hanno fatto per la Val di Susa lo si sta ripetendo anche per la lotta per la casa. 
Sul Corriere della Sera , nella cronaca di Roma,  ( e stiamo parlando di un giornale che di certo eversivo non lo è, o perlomeno eversivo si, ma in senso contrario al significato che si associa a questo termine), su queste pagine, dicevo, è comparso un articolo( di venerdi 8 novembre a firma di Ilaria Sacchettoni)  in cui si dichiarava che il pool antiterrorismo della procura di Roma, sta mettendo in essere una serie di provvedimenti repressivi contro i movimento di lotta per la casa a Roma. Anche qui l'associazione, lotta per i diritti è uguale a terrorismo!
E forse non hanno tutti i torti. Dipende da che angolo della visuale si guarda. Se per terrorismo si intende , al netto degli atti di terrore attraverso attentati, uccisioni di persone, di semplici cittadini ma anche atti tendenti al sovvertimento del potere costituito (indipendentemente se democraticamente costituito o meno) che sono considerati solo un dettaglio ,ma la volontà di perseguire con atti di protesta e di massa, manifestare e rivendicare i diritti inviolabili dell'uomo, ( come l'abitare, il potere di poter decidere del proprio territorio e delle opere e dei guasti che si operano nel proprio territorio, da parte di un potere non rappresentativo e antidemocratico) , allora si questi movimenti sono movimenti terroristici.
Una nuova caccia alle streghe e ai tribunali dell'Inquisizione e ai frati domenicani e francescani vengono sostituiti i PM( "democratici") e l'esercito e poliziotti. Alle donne, agli erranti, mendicanti, i senza casa e lavoro , i poveri diseredati del nascente capitalismo e quindi fondamentalmente "miscredenti" , vengono sostituiti gli stessi ceti, miscredenti anch'essi , (di un'altra religione, di un altro dio),ma questa volta organizzati in movimenti e associazioni per i diritti. Allora con l'accusa di streghe o negromanzia oggi come terroristi! 
Ed ha ragione il potere "non democraticamente costituito" ad aver paura di questi movimenti. E devono aver paura perché se questi movimenti si potessero costituire e unificarsi, come lo è stato in embrione per la manifestazione del 19 a Roma, allora si che questo potere sarebbe travolto come uno Tsunami. 
Perché è sul terreno dei diritti negati, che questo potere rimarrà soffocato