13 aprile 2014

#12A Al di la delle cariche e della violenza.


Il corteo è partito là dove si era fermato il 19 ottobre. Questa volta però molti erano stati i segnali che lo rendeva diverso. Nei giorni precedenti vi era stato un attacco preventivo. Gli arresti per quelli che erano stati individuati come artefici delle violenze, lo sgombero violento di famiglie  senza tetto e di sfrattati di caseggiati lasciati abbandonati e persino assurde accuse assurde persino per la magistratura associazione a delinquere” ed estorsione, ma che serviva a rendere il clima pesante. Questo ha costretto a costruire il percorso in “solitudine” «Non c’è stata la stessa spinta” Erano circa ventimila ieri , la dove vi era stata una partecipazione, allora, di ben settantamila. Fin qui il bilancio. Ora si tratta come ha dichiarato Paolo “C’è da capire se il meccanismo dell’assedio convince ancora». Bisogna fare una riflessione su come andare avanti e trovare un linguaggio comune  l’opposizione alle politiche sociali e del lavoro del governo Renzi coinvolge molti soggetti, bisogna ora capire come incontrare il disagio diffuso che queste politiche stanno evidentemente creando». Quello che è mancato è l’aggancio con il mondo del lavoro e il mondo variegato dell’opposizione sociale( ieri mancava il sindacalismo di base e i movimenti presenti invece ad Ottobre)

La giornata di ieri ha visto una citta blindata fino all’inverosimile, ma che d’improvviso a Piazza Barberini , apparentemente e inspiegabilmente, i gipponi e blindati lasciavano aperta la strada su A via Veneto. Un invito a nozze la dove hanno sede i palazzi del potere. Il ministero del welfare e quello dello sviluppo economico. Infatti si è staccato uno spezzone di corteo che ha percorso quella via, fermandosi però la dove vi era lo sbarramento della polizia. Tutto sembrava finire con il lancio di ortaggi, di uova e qualche bottiglia, qualche petardo con annessi fumogeni, quando è partita violenta la carica. Manifestanti seguiti da poliziotti e da giornalisti si sono ritrovati in piazza Barberini, la dove vi era il grosso dei manifestanti e la dove è iniziata la seconda carica che ha travolto tutti e tutte. I feriti più che di manganellate sono feriti per essere stati travolti e calpestati. Si è rischiata la catastrofe. 
Tutto si è ricomposto poi in via Nazionale dove il corteo ha ripreso il cammino verso Porta PIA.