4 giugno 2014

la italianità dell'Alitalia


Verrebbe da dire che stiamo ancora pagando la sciagurata ,mancata vendita di Alitalia a Air France. E il conto ancora non è terminato! Allora ci si arroccò dietro la fantomatica Italianità della compagnia aerea e che si doveva difendere la Compagnia di Bandiera. Mobilità, Cassa integrazione, nascita della Bad Company , perdita di migliaia di piloti apprezzati e altamente professionalizzati e che sono approdati alla concorrenza, che ci costò milioni di Euro in cambio di una New Company nella quale si riversarono tutti i gioielli di famiglia.
 Comprata da capitani di avventura che di voli e di politica industriale non ci capivano un’acca, ma che furono ricompensati su un altro tavolo. Sintomatico fu l’esempio di Riva e dell’approvazione dell’AIA per l’ILVA che difficilmente sarebbe passata con tutti i dolori di pancia possibile ma  che l’allora  ministra Prestigiacomo fece approvare in quattro e quattr’otto. ( Nemmeno il corrotto Clini riuscì ed arrivo a tanto).
Stiamo ancora pagando quel conto salatissimo, ma tutti strombazzarono che ora la musica sarebbe cambiata. Naturalmente si introdussero turni e orari di lavoro massacranti, clima di intimidazione verso i dipendenti, una campagna pubblicitaria quasi senza precedenti. Ma non si rinunciò al secondo hub di Malpensa. Berlusconi e la Lega non rinunciavano alla più incredibile distorsione del sistema aereoportuale italiano. In nessun paese della dimensione italiana ha due hub entrambi comprimari sia di voli internazionali che nazionali.
E il bello è che allora, la UE ci sgridò gridando all’aiuto di Stato camuffato con la Italianità. Non è che avesse tutti i torti. Ma da quale pulpito arrivava la predica!. Oggi che di italianità non se ne parla nemmeno e che stiamo svendendo la compagnia a paesi arabi, che ci chiedono ancora di pagare conti salati con 2500 lavoratori dichiarati esuberi e il ridimensionamento di Malpensa, la UE questa volta si oppone pensate perché? Perché si perde l’europeità e in nome della libera concorrenza e in nome del liberismo. Un briciolo di coerenza  e di conseguenzialità non è che ci starebbe male.
List but not last che dire delle banche? Furono chiamate a salvare l’italianità dirigendo e imponendo politiche per ritornare dei loro debiti per far piacere alla politica di allora. Ora per far piacere ai politici di oggi, rinunciano a parte dei loro debiti e in parte trasformandoli in opzioni azionarie.
Un bilancio finale ancora non si può trarre, ma di certo uno parziale si. A casa portiamo costi sociali ed economici che l’Economist ha valutato in dieci miliardi di euro e circa 125 euro per ognuno dei 40 milioni di contribuenti italiani, sia per l’operazione italianità che la svendita attuale. Migliaia di personale disoccupata o che andrà a spasso tra poco tempo. E la italianità si è andata a farsi benedire, Invece di parlare “francese” si parlerà arabo.
Ma il costo di tutta l’operazione Alitalia qualcuno lo pagherà che non sia il solito pantalone? Ma ai politici ( con la corresponsabilità dei dirigenti sindacali)  che “sbagliano” scelte, possibile che non viene mai presentato il conto?