22 luglio 2014

La debole difesa della ministra pon pon


«Qualcuno parla di svolta autoritaria: questa è un'allucinazione e come tutte le allucinazioni non può essere smentita con la forza della ragione», ha affermato la ministra per le riforme. «Parlare di svolta illiberale è una bugia e le bugie in politica non servono».
Cosi ha tentato di difendersi la ministra renziana.
Ora è necessario che alle parole si passi all’analisi dei fatti e meglio delle regole che si vogliono introdurre. Prima però occorre chiarire un concetto base. Cosa si intende per democrazia e oligarchia , democrazia liberale e cosa per il suo contrario. Cosa si intende per rappresentatività e partecipazione e cosa per governabilità. Copiosi sono stati negli anni i trattati,  volumi che studiosi politologi hanno dettagliato e sottolineato sia la struttura dello Stato sia cosa sottintende un disegno istituzionale.

E’ indubbio e nessuno può negarlo, che una  “contro-rivoluzione” o meglio una “contro-riforma” è in atto da qualche decennio, preceduta da una campagna mistificatoria massmediatica a partire dalla sconfitta di mani pulite e dell’ascesa del populismo berlusconiano, adesso concretizzatosi con la declinazione renziana.
Che questa contro-riforma sia illiberale ( nel senso che arretra e va contro i principi più moderni della democrazia partecipata e liberale ) è nei fatti . Basta leggere i trattati dei maggiori politologi  liberali e borghesi del secolo precedente, ma anche moderni). Quindi illiberale non nel senso o non solo nel senso morale del termine, ingiuroso o offensivo, ma nel senso politico e storico.
E la difesa debole e istintiva della ministra lo conferma. Ai fatti e alle argomentazioni dell’accusa si contrappone solo una affermazione di principio, di difesa d’ufficio, senza nessuna struttura argomentativa. L’affermazione che l’argomentazione dell’accusa è “una bugia” non è un argomento o una controdeduzione, ma è solo una affermazione di principio . Io affermo che la tua verità è una bugia e non porto nessun argomentazione a sostegno di ciò. Così è punto e basta. Come quando in mancanza di argomenti si afferma che l’accusa è risibile e non merita di essere contraddetta.

E’ una bugia che sostituendo un Senato elettivo a rappresentatività diretta uno a rappresentatività “indiretta” per nomina diminuisce il potere di scelta e di volontà dei cittadini?

E’ forse una allucinazione che se le regole per l’elezione assegna un premio del 51% dei seggi a quella parte politica che raggiunge il 37% dei consensi dei votanti aumenta o diminuisce il potere rappresentativo ( e nel caso di ballottaggio quella maggioranza potrà essere raggiunta da qualunque formazione politica, arrivata seconda ,anche quella che nel primo turno abbia preso solo il 15 o il 20 o il 25% dei votanti che è cosa diversa dei consensi)

E’ una bugia che l “assenza di vincolo di mandato sia applicabile solo nei confronti dei cittadini elettori e non nei confronti del partito nominatore sia una sottrazione di autonomia dei rappresentanti del popolo e quindi di libertà di giudizio nei confronti del potere?  

Sarebbe stato più argomentativo , anche se non condivisibile , ma avrebbe opposto ad una ragione un’altra se la ministra avesse affermato che da una democrazia liberale e rappresentativa si vuol passare ad un sistema maggioritario o meglio ad una oligarchia che più che garantire la rappresentatività del popolo e quindi garantire che sia il popolo sovrano, garantisce la governabilità e che il principio sia non che il popolo sia sovrano ma che si governi in nome del popolo.  
Cioè che a una democrazia liberale ci si incammini ormai verso una democrazia autoritaria o quindi verso un autoritarismo democratico.
Questo saranno gli storici a giudicare e a storicizzarlo, per adesso ci limitiamo solo a vederne i segni premonitori, Naturalmente per chi ha occhi per vedere senza occhiali di sorta.