15 luglio 2014

La maggiore disponibilità di liquidità del Tesoro. Che vor di?


“  l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (pari a fine maggio a 92,3 miliardi; 62,4 a maggio 2013)"  Cosi recita il rapporto di Bankitalia 
 indica solo che il Tesoro ha in cassa maggiore liquidità dovuto essenzialmente al gettito fiscale, ma non solo. Allora uno si dovrebbe chiedere ma perché nonostante ciò si ricorre alla vendita di Titoli che vuol dire maggiore indebitamento ( e quindi maggiore interessi da pagare) 
La strategia adottata dal Ministero dell’Economia( e non solo da questo Governo, ma da tutti i governi precedenti e questo la dovrebbe dire lunga sul cambio di “manico” da parte dei vari Governi succedutesi)  appare ai più incomprensibile. Si sta aumentando la pressione fiscale  e si sta accumulando un “tesoretto” a debito. Ma al contempo si dice che è il debito ad essere il problema.

Secondo alcuni analisti il Tesoro sta solo mettendo in via cautelativa “fieno in cascina”, approfittando della elevata domanda di titoli pubblici, nonostante lo spread ai minimi. Si tratta di una sorta di scommessa al contrario, contro possibili turbolenze autunnali.
Una cosa è certa. Il Ministero dell’Economia sta venendo meno all’impegno assunto con le Linee guida della gestione del debito pubblico 2014 (  http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/2013/documenti/Linee_Guida_del_Debito_Pubblico_2014.pdf ) di aumentare la vita residua del debito pubblico. Non si può ridurre la vita media del debito pubblico facendo ricorso ad ulteriore debito. Siamo, quindi, in presenza di una gestione straordinaria delle Casse dello Stato, le cui finalità non sono rese note dal Governo, lasciando liberamente circolare le ipotesi più disparate.

Oltre agli interessi sul debito pubblico ( che ricordo è essenzialmente debito privato divenuto o fatto diventare, pubblico) ogni anno l’Italia paga all’incirca 50 miliardi causati dal sostegno ai paesi europei in difficoltà (EFSF, ESM, prestiti bilaterali). Altro assurdo . Siamo un paese in difficoltà, per usare un eufemismo, ma paghiamo una tangente per sostenere paesi “altri” in difficoltà. E fin qua uno potrebbe dire: La solidarietà europeista, ci dobbiamo aiutare l’un l’altro e via di questi mantra da strappalacrime ecumenici. Allora perché non dare direttamente questi Euri a quei paesi in difficoltà che lo richiedono? No! Questi fondi sono affidati a Banche e istituti finanziari i quali li prendono a tassi agevolati per finanziare i paesi che lo richiedono a tassi più alti, naturalmente percependo e intascando il “pizzo” di intermediazione! Il gioco delle tre carte o il gioco del sutazzo ( come dicono dalle mie parti, che è il gioco dell’Oca quando uno dei giocatori  finisce sempre nella casella di partenza)

Oltre i 50 miliardi, dicevo, dal prossimo anno dovremo versare a causa del Fiscal Compact, altri circa 50 miliardi per il mancato raggiungimento della parità di bilancio , messo dal nostro paese ,unico in Europa , in Costituzione e che quindi ogni governo che si succederà dovrà rispettare.
A meno di…, ma questo è un altro film!
Come escono questi 50 Miliardi?
E’ un calcolo complicato, in cui molto è lasciato alla discrezionalità degli esperti europei . In effetti ogni anno, ci raccontano, i deficit pubblici non possono eccedere lo 0,5% del pil e i paesi che hanno un debito superiore al 60% (la percentuale fissata nel trattato di Maastricht) devono ridurre l’eccesso di debito del 5% ogni anno.
Questa è la formula semplificata. In realtà è molto più complicata in quanto ( di qua la famosa flessibilità richiesta da Renzi sempre con voce più flebile fino a ridursi in un lamento) si deve tener conto del tasso di crescita nominale, quello contingente e quello strutturale e della spesa per interessi ecc ecc. La questione , quindi, da “tecnica” come vorrebbero farci credere diventa “politica” Insomma chi decide se la crescita è definibile strutturale o solo nominale? Naturalmente un pool di “tecnici economisti” al di fuori da ogni controllo pubblico e democratico. Insomma sempre più verso una oligarchia o verso una democrazia autoritaria.
Fatto sta che a bocce ferme e senza altri “elementi” dovremo sborsare 100 miliardi di euro ogni anno per almeno vent’anni. E questo a dispetto di quel che va cianciando sul Manifesto non è che mancano i soldi ( come afferma a giustificazione Guido Viale ) e che questi soldi vengono forzatamente fatti mancare per essere destinati ad altri scopi e altri fini.


Se si ragionasse di questi argomenti, se il dibattito politico fosse centrato su questi temi pensate che si perderebbe tempo su come eleggere i senatori, sugli 80 euro “una tantum” o sulla leggenda della generazione di Telemaco, l’inutile figlio di Ulisse che ne sposa l’ex amante Circe, e finisce suicida.? ( che potrebbe essere letta anche nella versione di identificazione con la borghesia ex berlusconiana datasi al renzismo, come ne fa Alessandra Daniele )