9 agosto 2014

Adesso andremo come un treno....nel precipizio.


Renzi e le sue ragazze pon pon se la cantano e se la suonano a gogo. Passata per il rotto della cuffia, per un soffio la contro-riforma Costituzionale in senso oligarchico( 183 si di fronte ai 315 senatori)  e grazie al trucchetto del “canguro” . Nonostante “la schifezza della schifezza” di questa norma regolamentare fatta approvare da Mancino ( si quello della telefonata a Napolitano invischiato nella trattativa Stato-Mafia) ed applicata più volte da Calderoli, (“ lo svezzata io questa norma” a detto dello stesso , pensate un po’ la provenienza e giudicate la sua democraticità) la sua applicazione questa volta ad opera di Grasso è stato definito dallo stesso Calderoli “una amenità”. In un sol colpo eliminati ben oltre 1400 emendamenti avendo tutti almeno una frase in comune e per questo definiti “ simili”. La norma applicata da Grasso su suggerimento della maggioranza e definita “applicabile e corretta la sua interpretazione” dalla stessa maggioranza. ( sic) Chi giudica il reato è lo stesso di chi lo ha commesso.


Ora andremo avanti come un treno è stato il sospiro di sollievo del premier Si ma per andare dove ? Non ci è dato da sapere, o meglio lui non ha specificato. Io lo capisco il premier. Questa risicata votazione è giunta poche ore prima del secondo monito da parte della BCE. O fate le riforme e quelle che “vogliamo” noi, e non certo queste, o le “facciamo” noi.
Si!, è il secondo monito. Perché ad agosto del 2011 esattamente tre anni fa ci fu un secondo monito e le conseguenze furono che Berlusconi ( allora primo ministro) fu costretto ( calo vertiginoso delle sue azioni Mediaset e impennata dello Spread) a dare le dimissioni e cedere lo scettro direttamente ad un emissario della BCE e del FMI: Monti.
L’attuale primo ministro si è sentito una strizza nel posteriore e lo sa che o fa in fretta o il suo destino è tracciato ( e anche il nostro, ormai)
Ora sarà un po’ più difficile per lui non dire “ C’è lo chiede l’Europa” potrà forse ancora dire che lo vogliamo noi ( lui) , ma su ordine dell’Europa.

Intanto i dati statistici continuano a sciorinare dati macroeconomici sempre peggiori, sempre più in depressione economica, la deflazione imperversa con tutto quel che ne consegue sul piano occupazionale e sociale. E qui non si tratta di Gufare” , ma di guardare la realtà!

Tutto questo quando un altro dato è giunto attraverso i coreografici fuochi d’artificio dei mass media , tutti, all’unisono.

Spending review: piano partecipate, ridurle in 3 anni da 8.000 a 1.000  (i possibili risparmi a regime sono stimati in almeno 2-3 miliardi) e per la qualità dei servizi offerti".
Ora mentre i tagli sono certi  e anche quel che vogliono dire ( privatizzazioni dei servizi pubblici) meno certo è l’affermazione della maggiore qualità dei servizi offerti. Avete mai saputo o accertato che i servizi offerti dai privati siano migliori di quelli pubblici e soprattutto il rapporto qualità /costo? Basta solo vedere quel che succede in Lazio in quei comuni che hanno privatizzato l’acqua pubblica , quel che pagano di tariffa e che acqua bevono. O i servizi offerti dalle Poste Italiane, sempre più istituto finanziario sempre meno  servizio per il recapito della corrispondenza postale.  
Ma non è nemmeno questo il nocciolo della questione.
La Spending Review è stata venduta come un metodo per ridurre il rapporto debito/PIL., intervenendo sul numeratore col presupposto che il denominatore aumenti o quantomeno resti invariato.
Il concetto potrebbe ancora in linea di principio essere valido ma a patto che il numeratore diminuisce a fronte di un denominatore in crescita o almeno stabile! Oggi invece si tagliano i servizi a fronte di un PIl in decrescita anch’esso. Una fatica di Sisifo !

Queste privatizzazioni selvagge sui servizi pubblici ( quasi 7000 nuove privatizzazioni) certe,  porterà a risparmi ipotizzati di circa 2-3 miliardi in tre anni ( e questo indica anche l’accuratezza dei calcoli. Sbagliare di un miliardo su un totale di 3 vuol dire un tasso d’errore del 33% Una enormità!
Quasi un risparmio di un miliardo all’anno. Ipotizzato
Quanto paghiamo per gli interessi sul debito pubblico? Che è la maggiore voce se non l’unica a far aumentare il numeratore di quel rapporto
Si sa che, stimato oggi, pagheremo circa 100 miliardi , ripeto 100 miliardi, nel 2015 .Pagavamo 78 miliardi nel 2011, 89 nel 2012 , 95 nel 2013 e 99,808 nel 2015.

Ora si può essere partigiani quanto si vuole, l’uomo Renzi può risultare simpatico, allegrotto anzi che no, si può essere abbagliati e ammaliati dalle sue ragazze pon pon e dal suo fascino(sic) giovanile , ma due conti occorre che prima o poi li si facciano.

Si è vero quella delle partecipate è solo un campo di intervento della Spending Review ( l’altro e lo spegnimento della illuminazione stradale!!!! Per esempio) ma si tratta di 2-3 miliardi( stimate) rispetto alle solo spese per interessi di 100 miliardi.! E tutti gli interventi di spesa ( dagli 80 euro ,ai rimborsi per i crediti delle PMI , al pensionamento dei burocrati dello Stato, sono tutti ipoteticamente finanziati con la Spending Review. Tanto che si calcola che questa deve fruttare , ad oggi, circa 20 miliardi all’anno , ogni anno. Uno scrigno dal fondo infinito. Un po’ come il recupero delle evasioni fiscali. )  

Ma di che stiamo a parlà?