2 agosto 2014

Che sia chiaro dove stiamo andando


"Noi siamo disponibili a dialogare con tutti, partendo dal presupposto che l'Italia deve realizzare le riforme per acquisire credibilità all'estero
E poi la politica che riforma se stessa ha l'autorevolezza per chiedere agli altri attori sociali di non chiudersi in una difesa corporativista".

Queste le frasi che mi sono apparse credibili e , in fondo, sincere di tutto lo show mediatico a cui si è prestato il Presidente del Consiglio dei Ministri.( lo chiamo così perché questo è l’incarico che attualmente svolge nella nostra Costituzione per quel che ne rimane, ancora. Presidente del Consiglio dei Ministri che ha il potere di rendere esecutive le leggi fatte ed approvate dal Parlamento)  
Sfrontate dai fronzoli e dalle paiette analizziamo la prima frase.


Il presupposto delle riforme Costituzionali in primis sono quelle, che se realizzate, consentirebbe al Presidente del Consiglio dei Ministri  di potersi presentare in Europa come colui che è riuscito a realizzare ciò per cui tutti i governi precedenti hanno fallito ( Berlusconi, Monti, Letta) . Cioè rendere le nostre istituzioni  sempre più controllabili dal potere esecutivo, affidabili dal punto di vista del potere, e simile alle istituzioni vigenti in Europa. 
Un Parlamento eletto si dal popolo dei paesi membri, ma che non ha nessun potere effettivo, se non quello di rappresentanza e simbolico, assoggettato e succube di un potere esecutivo ( La Commissione Europea e che solo recentemente  agisce da e in qualità di colegislatore in alcuni  i settori del diritto dell'Unione.) E’ la Commissione Europea che fa e dispone, legifera e rende esecutive le leggi che essa stessa emana ed approva. Detta Commissione non è elettiva e quindi espressione dei popoli, bensì è composta da personalità di “spicco” nominati  dai governi dei singoli paesi, non necessariamente politici, ma "tecnici" ill piu delle volte. Un estratto di un potere locale già esso stesso( il Governo)  eletto e composto in maniera indiretta.( Vedi gli ultimi governi Monti, Letta, Renzi, usciti dal capello di Napolitano) . Non a caso la contro-riforma della Costituzione va di pari passo con la legge elettorale l’Italicum. La prima elimina di fatto una delle due camere, rendendola da elettiva a composta da nominati rendendo nullo anche il pur minimo pericolo di avere personaggi scomodi o rompicoglioni. Essendo invece eletti da sindaci e presidenti di regioni questi saranno scelti in base a delle liste di personaggi, magari alla fine della loro carriera politica, carriera sempre improntata da fedeltà verso il partito, il capo manipolo, fidato quindi fedele e che non ha mai fatto di testa sua. Senza Grilli ( ooopsss) per la testa.

La seconda frase rende esplicita le motivazione di questa deriva autoritaria.

Lo smantellamento di quel che rimane di welfare e di diritti dei lavoratori è sempre stata contrastata  da quei poteri “mediatori” fra la popolazione e le istituzioni ( partiti e politici, sindacalisti,, poteri locali ecc ecc ) anche se in maniera inefficace e sempre più debole, ma comunque in maniera da apparire “fastidiosa”, Mediatori di quel che Renzi chiama e, in alcuni casi si tratta proprio di, poteri corporativi. ( vedi le vicende dei tassisti, farmacisti, forcaioli, camionisti , notai, avvocati) Poteri che hanno contrastato il pieno dispiegamento di quel liberismo o neo liberismo asserragliandosi  nei fortini dei privilegi corporativi , retaggio medioevale.
Ma accanto a questo c’è il vero nocciolo della questione. Il residuo del ’69-70 con quel che ha rappresentato e quel che ancora rimane della ideologia residua, quasi ormai, un rumore di fondo che è difficile da eliminare quasi come il residuo del rumore di fondo del big bang. Se non passa quella riforma istituzionale difficilmente passerebbe sia il suo completamento (l’Italicum) che il vero nocciolo che è il Job Act ( punta di diamante e completamento della "rivoluzione" nel sociale . E’ forse un caso che Marchionne in testa e con lui quella parte della borghesia industriale lo appoggia a spada tratta? ( E Renzi ha per lui parole di elogio) O che il suo ambasciatore reale sia  Davide Serra, colui che lo ha presentato nel mondo della finanza internazionale.
Perché è qui che risiede il vero potere reale di Renzi ed è qui quel che sostanzialmente lo differenzia da tutti gli altri premier ( Berlusconi in testa)
Mentre questo traeva il suo “blocco sociale” nella piccola e media borghesia, ( è uno di loro) nella middle class per dirla in inglesismo, ed è stato fregato dai poteri “forti”, quando questi si son accorti che era diventato inefficiente e solo un “puttaniere” ( di nome e di fatto) , Renzi ha dalla sua ( per il momento) e  trae la sua forza come intermediario e diretta mano destra della borghesia alta e del capitalismo europeo. Quello era uno di loro ( seppur in concorrenza e sempre in lotta, La piccola e media borghesia che ha la pretesa di ascendere a livello alto), un compagno di strada si potrebbe dire. 
Questo invece è solo un intermediario, un loro uomo di fiducia, trae la sua forza non di suo, ma per conto di… Un politico tutto tondo.

Non a caso Renzi ha cercato e poi trovato il miglior suo alleato, in questa battaglia nell'uomo che rappresenta (bene o male) ancora quello spaccato di società

La resistenza che sta incontrando in Parlamento, estrema e destinata alla resa, non se l’aspettava, ma dimostra come la sua sia una battaglia decisiva. Se passa questa riforma ( e passerà a meno di incidenti di percorso nell’iter al momento non prevedibili) , la strada poi sarà in discesa.

  Si compirà quella “rivoluzione” che porterà ad una oligarchia democratica. Un cambio e un passaggio di mano epocale per il nostro paese, e che sia chiaro a tutti qualè il gioco a cui stiamo assistendo. Le conseguenze materiali per noi? ….segue