5 agosto 2014

Ma la Storia non ammette immunità!


per i membri del futuro Senato, così come per i deputati, è prevista l'immunità.
Sulle modifica della Costituzione e delle regole del gioco per il futuro, molto si può dire. Da come è stata condotta la battaglia in Parlamento ( perché tale è stata), molto si può dire; sia per l’opposizione che per la maggioranza, del ruolo che hanno svolto quelli a cui era affidato il compito di Super Partes, i quali fuori da ogni ipocrisia, eletti dalla maggioranza, e da sempre dalla parte della maggioranza e nel caso della Boldrini subito allineatasi, di fatto non potevano esserlo e comportarsi da tali.
Poche sono state le personalità che hanno preso sul serio e con scrupolo il ruolo che dovevano svolgere. Potrei citare Pertini, o la Iotti e nessun altro mi viene in mente. I quali pur culturalmente partigiani e schierati politicamente e culturalmente , hanno svolto un ruolo pressoché impeccabile. Riconosciuti da tutti senza eccezione alcuna persino per i fascisti di allora. Ma stiamo parlando di altri Uomini/Donne ( con lettera maiuscola non a caso)  di altra stoffa, di altra storia, di alta cultura e personalità. Nemmeno la Pivetti ( ed è un tutto dire) cosi nana nel rivestire quel ruolo è mai scesa ad un livello cosi basso e sfacciato come i due personaggi attuali.  
Ma non è questo, a mio parere, la cosa peggiore, il lato più infamante.
La storia lo ricorderà e ricorderà soprattutto l’infamia sia di chi ha consentito a che ciò accadesse, indipendentemente dal valore della contro-riforma in senso oligarchico della stessa, sia dei protagonisti. Ma loro scompariranno e di questo saranno ricordati se lo saranno e la contro-riforma resterà.     
E sarà ricordato soprattutto come questo sconvolgimento cosi radicato della Costituzione, la prima e l’unica sostanzialmente in settant’anni circa, è stata messa in pratica da un Parlamento illegittimo, incostituzionale e quindi illegale. E’ facile ricordare come la legge elettorale che ha portato questi signori a sedere su quegli scanni, che ha consentito loro di mettere mani alla Costituzione sia stata dichiarata incostituzionale quindi illegittima non solo a legiferare, figuriamoci a cambiare la base della vita democratica e sociale di un paese.
Basterebbe solo questo dato per dichiararsi e a pronunciarsi sulla legittimità nonché legalità di questa contro-riforma. Eppure la spinta a questo cambiamento cosi reazionario è stato irresistibile. Ci aveva provato Letta a bypassare le misure a protezione del facile cambiamento ( art 138) , non ci era riuscito. Ora ci è riuscito quesa maggioranza poco probabile  a colpi di mano a dir poco indecenti! 
Dopo la sentenza della corte Costituzionale a questo Parlamento, in termini legalitari, doveva spettare il compito di cambiare la stessa legge e tornare alle votazioni. Il massimo che era loro consentito. E ripeto tutto questo indipendentemente dal contenuto, dal valore da attribuire allo sconvolgimento della Costituzione. Si può essere d’accordo o no, le modifiche possono essere considerate ragionevoli o meno, facenti parte della Ragion di Stato ( la governabilità vs la democraticità e rappresentatività) , indipendentemente da tutto ciò , ma non si può negare che siano esse stesse formalmente illegittime e quindi illegali. E in Politica, nonché in termini istituzionali la forma è sostanza, la legge è fatta di atti formali e coerenti.
Ma la deriva è tanta ripida che anche questo principio fondante è andata a farsi benedire. E quando si prende la rincorsa poi è difficile fermarsi.
Ma presto ne pagheremo le conseguenze perché per la Storia gli errori si pagano e pagheremo tutti per la nostra ignavia.