12 agosto 2014

Italia: doccia fredda da Moody's ...


Questo il succo degli articoli dei maggiori e minori mass media italiani. Sbalorditi dalla sorpresa per una notizia risaputa, annunciata, anzi prevista da tutti gli occhi buoni. Era mai possibile che la contro riforma della ministra pon pon potesse avere un effetto sul PIL? E veramente qualcuno, nel suo intimo, a meno che non fosse un economista alla Giannino, poteva pensare che gli 80 euro a 10 milioni di italiani oltre all’effetto elettoralistico potesse avere una ricaduta sui consumi e quindi sul PIL?
Andiamo, siamo seri!  

Ora si lo so qualcuno dirà che Moody’s rema contro, che fa parte dei “gufi” , si , può anche essere. Ognuno fa il suo mestiere. Moody’s che fa parte di quei poteri forti e finanziari fa il suo , ma il Governo? Ora Renzi è avvertito. Altro che le riforme le decide lui. Qui o si fa come dice Moody’s&company oppure vi ricordate Berlusconi? Oh si , qui la tattica sarà diversa. Renzi non ha “roba” su cui intervenire , ma nell’arsenale della finanza internazionale altro che armi di distruzioni di massa vi sono. Basta solo ricordare che un siffatto annuncio porterà ad un rialzo dello Spread , quindi dei tassi di interessi per il titoli e un innalzamento del debito. Del l 136,4% dal precedente 135,8%, è il rapporto fra Debito/PIL ipotizzato da Moody’s che non è lontano dalla realtà. Perché Moody’s sarà anche di parte, ma non trucca i dati. Li annuncia o no a secondo della sua convenienza e dei suoi interessi, ma quando lo fa , i suoi numeri son numeri.

Ma la situazione è tutta da addebitare a Renzi? O meglio è stata qualche mossa avventata di Renzi o la sua strategia che è fallimentare?
La sua strategia era inevitabile dal suo punto di vista, ma è stato fregato dal rallentamento che ha subito il suo piano di contro riforme entro 100 giorni ( aveva annunciato e promesso alla Troika) diventate poi 1000.
Il piano era perfetto. Far passare prime le controriforme che avrebbero dovuto essere il viatico, il veicolo per far passare poi la sostanza , il vero nocciolo delle riforme in ambito sociale, del lavoro e del rapporto fra le forze produttive, Capitale e Lavoro. Senza le prime le seconde non potevano essere fatte. E Renzi lo ha detto più volte anche se per metafora. Mentre la Troika spingeva e parlava di riforme intendendo le seconde, Renzi diceva che fatte le riforme istituzionali poi sarebbe andato come un treno ( A questo intendeva dire “le Riforme le decido io” rispondendo al monito di Draghi)

Accettato con cautela  da tutti gli operatori finanziari nonché dalla Troika. Appena insediatosi Renzi ha avuto fiducia e plauso da parte di tutti. I suoi predecessori da Berlusconi a Monti a Letta avevano fallito perché impantanatosi sia per la guerra per bande di settori corporativi, assistenziali del ceto politico, sia per propria incapacità, per legami, lacci e laccioli che li legavano a vecchie logiche, alleanze, interessi comuni ecc. ecc. Le loro tattiche erano diverse fra loro. Più fiducioso Berlusconi nella forza del suo popolo e nel suo carisma, più deciso e “tecnico” il secondo puntando direttamente alla sostanza delle riforme “corpose” , più mellifluo, compromissorio, un colpo al cerchio ed una alla botta Letta, da vero democristiano della prima repubblica. Renzi era “diverso” dai suoi predecessori.

Renzi è arrivato con un bagaglio che metteva( avrebbe messo) fine a tutto ciò ( a parole, la “rottamazione”) e quindi vergine (per modo di dire visto che sono vent’anni che fa politica e cresciuto in quel pantano che era la DC avanti secolo)  per poter spezzare quei legami ( giovane, bello, piacente a mamme e nonne, con sex appeal e sempre sorridente, anche quando gli pestavano l’alluce )

Non ha fatto i conti però, con quel ceto politico e con la loro forza che ancora possiedono, dovuto prima di tutto a interessi di parte di una gran parte della società italiana ancora fondamentalmente corporativa, egoista e pronta a difendere i propri interessi di parte.
Una società che ancora ha quasi una metà di PIL prodotto in nero, che ha la più alta tassazione per i lavoratori dipendenti e la più alta evasione fiscale per i restanti settori della società. Che ha la più alta concentrazione di legami fra malaffare e politica, fra associazioni mafiosi e politici , la più alta percentuale di condannati per mafia che siedono pacificamente in Parlamento. Persino il Presidente della Repubblica si è rifiutato di rispondere per persona a conoscenza dei fatti per i fatti rapportati alla trattativa fra Mafia e Stato. Che ha un ceto imprenditoriale fatto di accattoni, magliari, dediti più alla rapina del prendi e fuggi, dediti tranquillamente alla corruzione e concussione vissuti questi non per emergenza o per costrizione, ma per normalità  ( a detta di coloro presi con le mani nel sacco).
Il ceto politico che siede in Parlamento è lo specchio di questo spaccato della società. La restante parte della società è sfiduciata, demoralizzata, scoraggiata e impotente.

Eppure Renzi e le sue ragazze pon pon e suoi alleati le han tentato di tutto, Con mezzi e strumenti leciti e illeciti, per tentare di scalfire le resistenze.  Dal Canguro, alla Tagliola, dalla Ghigliottina e tutto quello che il diavolo li porti!  Hanno vinto si alla fine, ma ne come si voleva, ne quando volevano lasciando nel Paese, come sentimento generalizzato un che di sapore di amarezza e delusione. Infatti puntuale il giorno dopo è arrivato il monito della BCE e a seguire il deprezzamento di Moody’s . Quella fiducia accordata e il piano ( prima le riforme istituzionali e poi quelle sul lavoro e sul sociale ) ha raggiunto la sua scadenza. Big Ben ha detto stop.


Io mi sono già espresso prima sia del monito della BCE sia di Moody’s Ero stato ottimista e li avevo dato tre mesi di tempo ancora. Oggi forse saranno meno!