19 agosto 2014

Ma in che mani ci siamo messi?


Renzi e le sue ragazze pon pon , e non , continuano a cinquettare che non vi sarà manovra aggiuntiva, che non si supererà il tetto del 3% ed altre emergenze di spesa di questo genere. Allora basta fare due conti e senza tener conto dell’accordo del Fiscal Compac che ci obbligherà a pagare una cinquantina di miliardi di euro all’anno per vent’anni , dal prossimo anno. Chi sa fare i conti, appunto, dice che ci vorranno oltre venti miliardi solo per mantenere le promesse fatte ai cittadini e sbandierate ai quattro venti.

Ora è vero che le cose dette volano via come il vento ed anche le cose scritte ( vedi il DEF) possono non essere più mantenute. Basta non parlarne più e far finta di essersene dimenticati e gli italiani non se ne ricorderanno più.
Quindi è bene ogni tanto che qualcuno se ne rammenta e rinfresca la memoria. Naturalmente sono quelli che appartiene alla categoria dei “gufi” dei “menagramo” o più semplicemente come ricordava il buon “padre della Patria Silvio Berlusconi“, dei “comunisti”
  
  • ·        L‘allargamento della detrazione Irpef alle famiglie numerose e monoreddito,
  • ·        gli interventi per gli incapienti e i pensionati
  • ·        i fondi per l’edilizia scolastica.
  • ·        gli anticipi ai Comuni che non hanno deliberato sull’aliquota Tasi,
  • ·        le uscite per il servizio civile universale e
  • ·        il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.


E queste cose son tutte scritte, come dicevano gli antichi latini, Non “verba volant” ma scripta manent” Perché se dovessimo tener conto anche dei “verba voant” di Renzi aj voglia a miliardi da cercare. E d’altra parte anche lo stesso Poletti nell’intervista al Corriere della Sera ha detto che è semplicemente una problema di ricerca di risorse, che non ci sono.
Che di per se di fantasiose reperimenti di risorse “non produttive” non è che non ve ne siano di suggerimenti. Tutti , naturalmente, avendo un'unica origine e fonte. Prelevare dal welfare che sia sanità piuttosto che scuola o pensione . Pozzo nero senza fondo dal quale pescare senza limiti o ritegno. E tutti all’insegna dell’equità, della giustizia sociale, e via discorrendo. Più qualcuna che avendo per titolo la ricchezza di rendita finisce poi nell’applicazione a colpire i redditi medio  e medio bassi. Quella che non manca, più che la fantasia, è la fantasiosità delle idee.
Ho raccolto quelle che mi paiono più degne di nota e ne propongo alcune

Un’imposta di successione naturalmente “ben disegnata”,. Non si fanno previsioni di gettito, ma una ipotesi di un’aliquota del 20% sulle eredità, magari con una franchigia fino a 100mila euro, farebbe incassare allo Stato 40 miliardi l’anno. Naturalmente si tiene conto di capitali ereditati tutti dichiarati , fatti alla luce del sole ecc. ecc.( Lucrezia Reichlin, docente alla London Business School, direttore della ricerca Bce dal 2005 al 2008,)

Una deflazione salariale attraverso l’eliminazione dei contratti nazionali e l’eliminazione dell’art 18, meglio di tutta la legge 300 del ’70 detta Statuto dei Lavoratori Queste due azioni combinate e non fatta a spizzichi e bocconi, come da qualche decina d’anni a questa parte, ma con una legge chiara e precisa comporterebbe che ogni datore di lavoro potrà decidere il livello degli stipendi senza vincoli, riducendoli. E licenziare, se necessario. Questo comporterebbe un aumento del PIL , magicamente, quindi una crescita  stimata del 1,5% (Mario Seminerio, gestore e consulente finanziario)

Colpire le pensioni “inique”. Non solamente quelle “d’oro”. Qual è la definizione di “iniquo” in questo caso? E’ la disparità tra i trattamenti calcolati con il vecchio e generoso  sistema retributivo(Il 17% dei pensionati percepisce una pensione sotto i 500 euro, il 35% tra 500 e 1000 euro. Il 24% ha assegni tra 1000 e 1500 euro, il 2,9% oltre i 3000. Le pensioni sotto 1000 euro sono il 77%.) e quelli basati sul metodo contributivo Una tassa progressiva del 20% a partire dalle pensioni di  2 mila euro. Questo non sarebbe incostituzionale e nemmeno illegale anche se il metodo retributivo era sancita da una legge mai stabilita come illegittima o incostituzionale. Se mai è la riforma delle pensioni che dovrebbe esserlo visto che il patto stabilito fra contribuenti e INPS( all’atto dell’assunzione)  prevedeva il metodo retributivo che di colpo è stato modificato ex lege  e Ex post facto. Tant’è che la legge di riforma per evitare che ciò fosse palesemente in contrasto ha previsto il doppio calcolo per coloro che hanno iniziato il rapporto con l’INPS prima dell’entrata in vigore della contro-riforma (Tito Boeri, ordinario di Economia e prorettore alla Ricerca dell’università Bocconi oltre che direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti)

dimezzare i burocrati e dire addio al contante. Secondo questo fantasioso suggerimento basterebbe abbassare i salari, i costi operativi o il numero di persone della PA ( aridaglje!). Dove tagliare, come, e chi  lo deve decidere chi gestisce la macchina. Ciò che conta è aumentare il rapporto tra risultati e costi. Ma non basta insieme , di pari passo deve andare anche l’eliminazione del contante Perché se tutte le transazioni fossero elettroniche, dunque tracciabili, l’evasione fiscale che attualmente è ai livelli più alti d’Europa si ridurrebbe di netto. Questo è meglio delle boutade di Grillo.  Questo suggerimento , naturalmente, non tiene conto che ciò comporterebbe guadagni esagerati da parte delle banche che ci guadagnano due volte. Una volta perché il contante è un costo di personale e di agenzie e il rilascio della moneta elettronica comporta una entrata. (Davide Serra, finanziere, guida il fondo di investimento Algebris, amico e finanziatore di Renzi)

Vi risparmio dopo questa di Serra le altre ipotesi che circolano fra economisti di fama  e studiosi o consulenti vicini al governo come quella del Tagliare le funzioni non prioritarie e colpire la corruzione(economista Fedele De Novellis, partner della società di analisi e consulenza REF Ricerche) o digitalizzazione dei processi, taglio dei mini ospedali, riforma dei ticket e maggiori poteri in capo all’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), o Patto per la Salute (ministro Beatrice Lorenzin in discussioni con le Regioni) o lo spegnimento delle illuminazioni stradali (operazione Cieli bui)  o le sinergie tra i corpi di polizia, la digitalizzazione, le prefetture, i vigili del fuoco, le comunità montane, costi della politica ( eliminazione delle Province, del Senato ma riferiti solo agli organi elettivi e di partecipazione democratica. Quando Cottarelli ha inserito fra questi costi anche il ridimensionamento di quelle riferite alle pensioni dei politici , il presidente del consiglio che non ne ha voluto sapere )


Insomma mettete tutto questo a confronto con il debito pubblico di oltre 2 mila miliardi che cresce con scala logaritmica e con i parametri macroeconomici che ci vedono sempre più vicino all’orizzonte degli eventi del buco nero e che con le previsioni nere come il buio che prima erano solo dei “gufi” , dei “menagramo” insomma dei “comunisti” ma che ora si è incuneato anche fra gli economisti, non dico con onestà intellettuale e professionale, ma anche fra i più “affecionatos” e i più “embedded”  e la conclusione è : Ma in che mani ci siamo messi?