24 agosto 2014

Renzi, bene Draghi, flessibilita' per chi fa le riforme


Come al solito se ci si mantiene sulle generali si è comunque tutti d’accordo. A meno che non si dicano delle boiate colossali. Chi non è d’accordo quando si dice che vogliamo la libertà , il lavoro, la giustizia?
Intanto mi corre l’obbligo col ricordare che quello che viene definito dai mass media “embedded” come una considerazione post ferie da parte di Draghi è in effetti un altro ultimatum inviato dalla Troika e questa volta definitivo. La minaccia non è neppure velata, ma aperta ed esplicita. Basta con le ciance e con le riforme infrastrutturali, ( eliminazione del Senato elettivo, delle Province, eliminazione delle elezioni rappresentative per un sistema nominativo ecc. ecc. che è una tattica tutta renziana per raggiungere lo stesso obbiettivo) e veniamo alla ciccia. La reazione di Renzi non poteva che essere quella di dimostrarsi d’accordo con il Capo. E come non si può non esserlo?

Anche io, per paradossale che possa sembrare, sono d’accordo. Sono necessarie le riforme ( qualcosa in più della semplice riforma) , ma occorre andare oltre la semplice enunciazione e andare all’osso, alla ciccia. Di quali riforme si parla?
Riforma del lavoro
Beh! Io riformerei anzi rivoluzionerei il mondo del lavoro. Altro che rottamatore!. Visto che tutte le riforme del mondo del Lavoro che da vent’anni a questa parte, sono state fatte non hanno fatto altro che peggiorare le cose, dal punto di cista dell’occupazione e del precarizzazione, allora invece di intestardirmi a ripetere sempre la stessa via, cambierei strada. Lavorare meno, lavorate tutti, per esempio a parità di salario. Pensionamento anticipato per far posto alle nuove leve e magari con un periodo di addestramento da parte degli anziani esperti che lasciano il lavoro a favore dei più giovani. Lasciare in eredità la propria esperienza e professionalità.
Sgravi dei contributi per le piccole e medie imprese , per gli artigiani a carico dello Stato. Il lavoratore dovrà avere gli stessi diritti e lo stesso salario differito, le stese garanzie in termini di malattia, maternità, infortuni , contributi INPS ecc. ecc. , ma sempre più a carico dello Stato.  Fine dei contratti “flessibili” ( precari) ed assunzione a tempo indeterminato. Part time solo per i lavoratori , studenti, con carico familiare gravoso (figli disabili, genitori a carico, studenti lavoratori ecc. ecc. ) e solo su richiesta motivata da parte del lavoratore stesso.
Riforma del fisco
Ritorno alla progressività del carico fiscale. Chi più ha più deve contribuire, secondo un principio basilare di giustizia ed equità. Applicando , contemporaneamente, il conflitto di interessi fra il fornitore di servizi e beni e l’utilizzatore. Se non vi è convenienza perché mai si dovrebbe richiedere la ricevuta fiscale? Scarico totale e rimborso senza franchigia  completo delle spese sostenute e comprovate dalla presentazione delle ricevute fiscali . Chi emette ricevuta fiscale è obbligato a farlo perché imposto dal suo cliente il quale ne riceve in cambio il rimborso da parte del fisco. Vi possono essere brogli e vi sarà sempre chi ci speculerà? Certamente. Come succede per chi oggi, evade l’IVA. Ma questi comunque rappresenterebbero una minoranza rispetto alla quasi totalità di oggi! Un bel passo in avanti. Certo all’inizio, prima che il sistema ingrana, ci saranno resistenza, vi saranno minore entrate nelle casse dello Stato, ma nel breve e medio periodo le cose si mettono a posto.  
Riforma della giustizia
Oh su questo ci sarebbe da far cambiare l’orbita terrestre! Sia nel campo della giustizia civile, che non ne parliamo di quella penale. Intanto senza fare nessuna rivoluzione del proletariato, basterebbe togliere la depenalizzazione al falso in bilancio, imporre come reato le doppie triple contabilità, penalizzare come reato gravissimo chi evade le tasse, chi ruba alla collettività , ( reato di corruzione, concussione, ecc. ecc.) Si risolve il problema inasprendo le pene? Assolutamente no! Occorre anche di pari passo, la certezza della pena. E per far si che il giudizio arrivi ed arrivi nei tempi coerenti, occorrerebbe introdurre strumenti e tecnologie informatiche ed automatizzate nei tribunali, il riordino delle carriere e l’aumento del personale sia in termini numerici che di retribuzioni. Aumento della autonomia dei giudici ( sia giudicanti che inquirenti) , della obbligatorietà dell’azione penale reintroducendo l’azione  da parte della persona offesa dal reato, che agisce nel proprio interesse e di chiunque, nell'interesse della collettività cui appartiene (azione popolare).
Riforma del sistema pensionistico
Anche qui altro che rivoltamento! Basterebbe fare il contrario di quel che si è fatto negli ultimi vent’anni. Intanto si parte dal principio che è il lavoro che procura ricchezza e quindi risorse al Paese. Se non c’è lavoro è tutto il sistema che cade, come si vede dalla crisi che stiamo attraversando, ormai la più lunga di tutto l’epoca capitalistica. Partendo da questo assioma che fu introdotto il concetto di mutuo soccorso fra i lavoratori. Quelli più anziani , che non potevano più sostenere i ritmi lavoratori gli si doveva garantire un tenore di vita adeguato a quello tenuto fin allora. E come loro, quando erano giovani e forti, avevano contribuito a sostenere i loro compagni più anziani cosi ora spettava loro essere garantiti dai più giovani. Chi aveva contribuito doveva essere garantito.
Un principio di solidarietà e di ricomposizione fra vecchia e nuova generazione legati da un patto di mutuo soccorso. Ma chi va in pensione non percepisce secondo quando ha versato! E’ certo è mica il sistema pensionistico è una assicurazione sulla vita. E’ un patto solidaristico la cui sostenibilità economica è basato sul lavoro; mancante il quale non è solo il sistema pensionistico che cade, ma tutto il sistema!.  Infatti ancora oggi , nonostante le rapine effettuate sui bilanci dell’INPS, la parte previdenziale è in forte attivo e lo sarebbe stato , dati OCSE, fino al 2050.  Per questo sono solo caricature quello che ci vengono a dire sulla sostenibilità e sul furto perpetuato da chi riceve la pensione in base al calcolo retributivo. E’ solo un diverso modo di vedere le cose. Da un lato il principio che è il lavoro che produce ricchezza e del principio di solidarietà insito in qualunque società che vuole essere civile( altrimenti vige il principio naturalistico della sopravvivenza del più forte. La legge della giungla) Se c’è lavoro c’è ricchezza che va redistribuita in base al principio che qualunque essere umano ha diritto alla vita e ad una esistenze dignitosa. Non è il lavoro che da diritto alla vita e all’esistenza, ma è il lavoro un dovere per i cittadini verso la società che ricambia garantendo loro una dignitosa esistenza.

E si potrebbe prendere ad esempio tutte le altre “riforme” che Renzi&company ci propinano da mane a sera. Chi più dei lavoratori non vorrebbe  “riformare” il sistema, chi più di noi che viviamo le sofferenze e paghiamo le conseguenze di un siffatto marcio ed iniquo sistema?. Forse coloro che da una andazzo di questo genere ne riceve in cambio ricchezza ed agi?

Non si tratta , quindi, di distinzione fra chi le riforme le vuole e chi non le vuole. Ma di chi  vuole “queste” riforme e chi vorrebbe un altro tipo , un’altra direzione per riformare il sistema.