11 settembre 2014

La BCE è implacabile


Più che la BCE sono i dati statistici ad essere inesorabili, nonostante l’ottimismo profuso da Renzi e le sue ragazze pon pon. La passerella degli amici europei tutti giovani, simpatici e in maniche di camice di quel che è rimasta della “sinistra” europea è terminata. Il sipario è calato, la musica è finita e gli amici se ne vanno insieme ai toni trionfalistici. Il rapporto deficit/PIL non scenderà e non per colpa del deficit che anzi diminuisce dello 0,2% a causa della contrazione della spesa pubblica soprattutto spesa di investimenti. Ma è il PIL a non crescere.
Fuori dai numeri questo vuol dire che nonostante vi sia stata una diminuzione nell’erogazione dei servizi pubblici, nonostante che scuola, sanità , sistema assistenziale sia diminuiti sia come quantità che come qualità, nonostante che vi sia stata una sottrazione di risorse da parte dei lavoratori e pensionati, la crescita non vi è stata. E’ come vi poteva essere? Le due cose non hanno un effetto bidirezionale. La causa ed effetto è fra l’aumento di povertà che accresce la minore capacità di crescita. Più risorse sottraggo meno capacità di spesa produco, meno crescita e sviluppo ottengo. Non è il contrario.
Il buon vecchio ideologo e super eroe dei nostri Liberal, Adam Smith sulla sua opera summa nel Capitolo III del Libro I, constata come lo sviluppo della ricchezza di una Nazione, sia limitata dall'estensione del mercato: non ha senso produrre di più se nessuno compra; e questo è alla base del motore dello sviluppo. I nostri eroi hanno smarrito anche gli insegnamenti del loro sommo maestro.
Ma Renzi è instancabile è duro come una roccia. Continua a dar di briglia alla sue ragazze pon pon che sono ormai sfrenate. La scuola continuerà a sfornare disoccupati, Anche se annuncia che verranno assunti 1500 precari , ma a fronte di quanti licenziati? Il Bonus degli 80 Euro non solo non varrà per l’anno prossimo, ma non sara nemmeno esteso. Ma questo era una balla fin dall’inizio. Nonostante si sia prodigato a giurare e spergiurare che al rientro dalle ferie( le sue) non vi sarebbe stata nessuna manovra, annuncia per bocca del suo esattore Cottarelli che vi sarà una contrazione di spesa di oltre 20 miliardi ( ma assicura non lineari, il che non fa differenza. I tagli sono tagli) e dalle prime avvisaglie i comuni fra Tasi e Tarsi aumenteranno i prelievi di almeno 20 punti percentuali e soprattutto a carico di famiglie basse e medio basse e con carico familiare. Insomma la lista sarebbe lunga, ma in definitiva nonostante tutto si continua nella politica della riduzione della capacita di spesa, nel tagliare i consumi delle famiglie del ceto basso e medio basso, quelle che spendono maggiormente in consumi e servizi.
 Allora o "non sta a capi niente", o fa quello che gli dicono di fare. L’avete mai sentito fare un discorso serio con motivazioni scientifiche ed analitiche della sua politica economica, a parte la presentazione di slide piene di slogan vaghi, fumosi pirotecnici ,di speranza , di fede?