19 settembre 2014

L'oracolo ha sentenziato!


Il Fondo Monetario Internazionale ricorda e impone, ancora una volta, a Renzi qual è la sua agenda. E’ importante estendere le riforme ad altri ambiti fondamentali oltre a quelli già pianificati riguardanti la precarietà del lavoro stabilmente definita e l’eliminazione sia della rappresentatività dei lavoratori in ambito sindacale che della contrattazione nazionale oltre che aziendale. Visto che è di moda ricordare i precedenti storici, una situazione di tal genere la si può ritrovare alla fine dell’ottocento inizio del novecento. Agli arbori del capitalismo e della classe dei lavoratori.  Ma questa la chiamano “modernità e progresso”
Occorre continuare nelle “riforme” in campo sociale e politico, ribadisce il FMI. Le indicazioni suggeriscono infatti di affrontare adesso la “spesa elevata per le pensioni”, di razionalizzare le spese riguardanti la sanità e di varare una nuova Legge Elettorale che sia in grado di garantire, a chi vince le elezioni, la governabilità del Paese.


Gli obbiettivi dichiarati, non hanno nulla a che vedere , con il tipo di “riforme” proposte. Cosi come non vi era nessun legame causa/effetto fra la lotta alla disoccupazione e l’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro e le “riforme” del mondo del lavoro conclusasi con il Jobs Act che pone definitivamente la parola fine a quella avanzata civile e di  dignità dei lavoratori.

Lo stesso si vuole fare , ancora , con le pensioni. Si dichiara la spesa elevata per le pensioni e questo mantra viene ripetuto tante volte senza entrare mai nel merito che alla fine veramente ci si crede alla spesa elevata. E non serve mostrare lo stesso bilancio dell’INPS in cui si evidenzia come i contributi pensionistici dei lavoratori dipendenti è di molto superiore non solo rispetto alle pensione pagate agli stessi, ma che queste finanziano per buona parte anche la parte assistenziale, che dovrebbe essere a carico della fiscalità generale e per buona parte anche le pensioni per quei lavoratori e non, i cui contributi negli anni passati o non sono stati versati ( leggi INPDAP) o le cui casse previdenziali avevano  bilanci creativi ( leggi giornalisti, dirigenti pubblici e privati, edicolanti,artigiani, ecc ecc). Non serve, perché non vi è un vero dibattito, una discussione su questi temi.

Se si volesse veramente fare una razionalizzazione della Sanità basterebbe solo una piccola riforma. Un piccolo passo per l’a razionalizzazione, ma un grande passo per la lotta ai politicanti. Quanta parte del bilancio della Sanità si può far risalire agli sprechi e alle mazzette per la commistione fra politica e malavita ,malaffare e imprenditoria locale e nazionale? Quanta parte dell’inefficienza della Sanità è necessitata dalla commistione fra privato e pubblico?  Rendere inefficace e inefficiente, tagliare le spese necessarie e fondamentali per rendere sempre meno conveniente ricorrere al pubblico e rivolgersi al privato. Il personale della Sanità , è demotivato, sfiduciato, mal pagato, stressato da orari di lavoro massacranti, e sempre sotto ricatto del licenziamento. SI chiudono ospedali, anche d’eccellenza, si riducono i centri di pronto intervento ormai ridotti a campi profughi dopo un bombardamento, in cui l’inumanità è permanentemente di casa, malati ed infermi che giacciono su sedie , lettini di fortuna, uomini e donne, infermi doloranti insieme a quelli meno gravi. La percentuale di mortalità nei pronti soccorsi è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, nonostante  siano stati fatti passi da gigante sia tecnologivamente che strumentalmente. Qualcuno dovrebbe prorsi una domanda del genere? 
E tutto questo ancora non basta occorre ancora ridurre i budgets. Si parla ancora di inefficienza e non si riesce ( naturalmente non si vuole) porvi rimedio. Tutto questo è frutto di incapacità , o di mancanza di volontà a risolvere quello che per noi è un problema ma che per il FMI è un mezzo per raggiungere lo scopo?

E per finire, ma non certo è la fine , la legge elettorale. Lo scopo non è la rappresentatività del “corpo elettorale”. Un sistema elettorale, hanno insegnato i sacri testi della democrazia liberale e borghese quella che partendo dalla rivoluzione francese passando per quella inglese ed americana, è tale e quindi “democratico” se porta ad un Parlamento che sia un quadro in sintesi della società “Un voto, una testa” era lo slogan che per anni ci hanno tormentato sui sacri testi. Per il FMI tutto questo non vale più.  Oggi, la “modernità” il “progresso” ha reinterpretato il concetto di praticare la “democrazia” Oggi la legge elettorale deve garantire la governabilità del Paese non più la rappresentatività della società, mistificando uno strumento( la legge elettorale) con un compito della politica. Ma è proprio questo la scorciatoia presa. Nel momento che la Politica non è più in grado di fare da sintesi fra le istanze, spinte e interessi diversificate e composite della società , allora queste diversità le si eliminano, le si mettono da parte, le si ignorano per operare una scrematura e portare nelle stanze della pratica politica istituzionale solo una ristretta oligarchia selezionata e scelta.

La chiamano “esigenza della modernità” , “necessità del mondo moderno” in realtà , questa è da sempre stata presente nelle esigenze del potere costituito, qualunque esso fosse, comunque esso fosse composto. Da ancor prima dei tempi di Macchiavelli fino ai giorni nostri. E questa esigenza da sempre è stata contrastata e qualche volta si è anche riusciti, ma solo quando vi era un potere diffuso nella società, una convinzione ed una coscienza diffuse in grado di esprimere una rappresentanza politica e di contrapporre a quella esigenza, l’esigenza di reale rappresentanza delle diverse istanze sociali. Marxisticamente si potrebbe definire questa come lotta di classe e quella esigenza come coscienza di classe.

Ma fare di questi discorsi , affrontare dialetticamente questi temi ormai non si può più. Non si hanno più i tempi, gli spazi,  i luoghi , gli  interlocutori. Di fronte o sia hanno ragazze pon pon, personaggi talmente piccoli che anche se vengono smentiti un giorno si ed uno no , clamorosamente e pubblicamente, e dagli stessi rappresentanti governativi, loro colleghi,  non hanno un minimo di ritegno e pudicizia; o attori istrionici tutti presi dalla furia di apparire , di mostrarsi, di esternare il proprio egocentrismo istrionico, come appunto un attore da avanspettacolo. Non si hanno più i luoghi, gli spazi politici, dove fare politica dialogante , non si ha più cultura politica diffusa in grado di poter distinguere l’esigenza generalizzata e socialmente unificante, con quella di piccoli settori e gruppi sociali imperanti e dominanti. Interessi corporotavi da esigenze sociali diffuse e generalizzate


Ed allora è chiaro di come possa passare il messaggio che per risolvere il problema della giustizia, per esempio,  che dura decenni, per i poveri cristi, basta diminuire la ferie dei magistrati e metterli sotto il ricatto dei politici. L'interesse sociale della giustizia sana e giusta svenduta con il Patto del Nazareno per l'interessi di pochi.