1 ottobre 2014

Da un lato la realtà dall'altra la pirotecnica dialettica renziana


E mentre noi giochiamo al gioco dell’oca Art 18 si Art 18 no e intorno ad un fantasma evocato, o mistificato, l’aggiornamento al Def, recependo il nuovo quadro macroeconomico tendenziale, è di gran lunga peggiore di quanto era stato previsto ad aprile. Come oggi ha messo nero su bianco anche l’Istat, certificando che «l'attuale fase di debolezza del ciclo economico» proseguirà per tutto il 2017. Salvo poi nel 2017 ripetere quello che è ormai diventato un tormentone allungando ancora la luce nel tunnel. Ma non si rende conto che questa si è passati al ridicolo e alla perdita di credibilità?
No evidentemente no visto che le cose si ripetono sistematicamente ad ogni pubblicazione di dati empirici e ad ogni dichiarazione di tecnici economici e politici. Nel documento DEF sono ritoccati al ribasso tutti gli indicatori, a partire dal Pil, indicato in calo dello 0,3% (contro il +0,8% stimato ad aprile) per poi risalire a +0,6% nel 2015. Parallelamente il deficit sale al fatidico 3%, senza superarlo, per poi scendere di nuovo al 2,9% nel 2015. «I vincoli chiesti dall'Europa vengono pienamente rispettati», ha sottolineato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla fine del Cdm, aggiungendo che con Bruxelles «ci sarà normale dialogo, sia con commissione uscente sia con quella entrante». Il pareggio di bilancio slitta al 2017, dal 2016 previsto ad aprile. E il debito si attesterà al 131,6% del Pil nel 2014 e al 133,4 nel 2015. La disoccupazione è stimata al 12,6% quest’anno e ancora al 12,5% per il 2015.
Quante volte abbiamo sentito sciorinare queste cifre e queste ottimistica previsione per il futuro immancabilmente da loro stessi smentito a consuntivo?
Ma si è vero che questo è solo un dicumento preparatorio del DEF e quindi solo un documento di previsione, ma per far girare la ruota al contrario, per raddrizzare la barra del timone qualcuno ha fatto balenare una pur contestata ipotesi di strumento economico finanziario che si pensa di mettere in campo? Uno strumento all’altezza della grave situazione da loro stessi denunciata? Ma che dico non all’altezza ma che possa intervenire anche minimamente sugli effetti? E non pretendo nemmeno sulle cause, che sarebbe enorme per la cultura economica politica dei nostri tecnici e politicanti al potere. 
A quanto ci viene anticipato gli strumenti messi in campo sono i 100 euro presi dalle tasche dei lavoratori come TFR e tenute come deposito presso le casse delle  delle PMI. Questo come tutti sanno avranno come unico effetto quello di far aumentare le aliquote della tassazione mese per mese ai lavoratori , mentre se presi come TFR l’aliquota sarebbe dell 11% contro la media in busta paga che andra dal 33% al 43% dati mensilmente. Che metteranno in crisi le PMI che in tempo di credit cranch dovranno trovare queste liquidità utilizzata come fonte di finanziamento. E sarà un aggravio per l’INPS che dovrà togliere dal bilancio la quota di TFR accantonato rendendo fittiziamente ancora in passivo il suo bilancio facendolo ricadere come passività del fondo pensionistico.
Oppure l’altro strumento che ci viene anticipato, per risolvere la sempre piu gravosa situazione finanziaria ed economica sono le risorse reperite attraverso la  Spendig Review. Questa attraverso la maggiore efficienza della illuminazione stradale o attraverso tagli alle spese degli enti locali a stento riuscirebbe a coprire le  previsto, ma non ancora contabilizzato, taglio al cuneo fiscale, o attraverso la lotta all’evasione fiscale diventato ormai da decenni un’araba fenicia ( ma il falso in bilancio ancora non si decidono ad approvarlo o il recupero dei patrimoni dei paradisi fiscali )

Insomma di fronte a dei dati oggettivi, concreti che misurano l’abisso della situazione economica finanziaria ( oltre che sociale) si contrappone solo speranze, fiducia e enunciazione di buona volontà.