2 ottobre 2014

Ma sarà certamente un caso!


Io ritengo che di questi tempi e per l'80% degli italiani anche un solo euro diventa una manna dal cielo ed è sempre bene accetto. Ma non si può, però far passare merda per cioccolato. 
Non è ricchezza redistribuita, non genera ricchezza. I 180 euro( 80 + 100) sono soldi dei lavoratori riciclati. Un giroconto tra poveri. Dati con una mano e presi con l'altrae  con gli interessi. Gli 80 euro son soldi trafugati ai comuni che li hanno recuperati attraverso la Tasi e la Tari. L’intervento in direzione PD del sindaco di Crema la Bonaldi l’ha chiarito bene. Lei è stata costretta ad aumentare la Tasi per far fronte ai 300 mila euro di tagli che il suo governo gli ha imposto per recuperare il buco di bilancio che quegli 80 euro hanno causato.
E sarebbe bastata una piccola decurtazione a due stipendi di Parlamentari invece che tassare 35mila abitanti. E si badi che la Bonaldi è una iscritta al PD, da sempre elettrice di Renzi, sua sostenitrice alla primarie!. Ma evidentemente ha ancora la capacità mentale di fare due più due, capacità di critica. Per fortuna sua. Quegli 80 euro non è ricchezza aggiuntiva, non è ricchezza prodotta e redistribuita , non è una manovra di equità e di giustizia sociale, come gli imbonitori di regime ci continuano a martellare, ma è solo un togliere dalla tasca destra per metterli nella tasca sinistra e che durante questo passaggio una parte rimane incollata nelle mani del trafugatore. E si badi che la fonte di finanziamento , la Tasi ad esempio, è stata pagata per la maggior parte dal ceto medio basso e basso, se è vero, come è vero, che l’aumento rispetto alla vecchia IMU , pesa per la maggior parte su chi vive in case popolari e su chi con l’IMU aveva la detrazione prevista per l’abitazione principale e detrazione che con la TASI è stata eliminata.
Ora si sono inventati l’eliminazione o decurtazione parziale del TFR. 
Una forma di risparmio coercitivo, introdotto durante il periodo fascista e che rappresentava una forma di fedeltà del dipendente verso la sua azienda. Negli anni però questa motivazione si è persa ed è diventata dapprima, ma ancora adesso soprattutto per le PMI, una forma di autofinanziamento che ha contribuito in parte a far fronte al credit cranch. Poi questo piatto era troppo appetitoso e quindi  con la spinta dei sindacati, è stato distolta la quota TFR dalle aziende verso i Fondi Pensione. Anche qui una partita contabile, un giroconto, ma non a somma zero però. Infatti chi maggiormente beneficia di questa quota di risparmio sono le aziende quotate in Borsa e i comitati di gestione di questi fondi formati, per i fondi comuni, da sindacalisti, ex parlamentari trombati e cosi via. Il lavoratore ci perde due volte. Una volta perché questi risparmi hanno una quota di rischio abbastanza alta, perché si è dimostrato statisticamente che nel tempo ci hanno rimesso in quanto il rendimento è stato in perdita rispetto a quelli lasciati presso le aziende o all’INPS. Ed infine il TFR rappresenta per il lavoratore ( rappresentava) una cassetta di sicurezza per quando andava in pensione (per lui e per i suoi figli e nipoti) ma soprattutto adesso per quando è licenziato. Una boccata d’ossigeno, un attimo di respiro.

Ma ancora non si è contenti. Piu si mangia la carne intono all'osso piu ci si accanisce e si trova gusto! 
Adesso il circuito circense renziano se la prende ancora e sempre con gli stessi. Hanno pensato che non sapendo dove reperire le risorse (non volendo/potendo/sapendo fare altro) hanno fatto la genialata del tipico gioco delle tre carte. Perché non prendiamo i soldi dei lavoratori e facciamo vedere che li stiamo agevolando, sempre per aumentare i consumi, la crescita e bla..bla..bla ? Anche qui una partita contabile un giroconto, ma a somma negativa per i lavoratori.

Vediamo i rischi , anzi le quasi certezza di una operazione del genere
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Il TFR viene tassato all’11% . Se venisse messa in busta paga quella parte di danaro sarebbe tassata alle aliquote normali e progressive. ( dal 23% al 38% calcolando la fascia di reddito dei lavoratori medi) Non solo ma quell’incremento di reddito potrebbe far scattare l’aliquota di tassazione superiore rischiando cosi di far pagare di più di quello che si ha ricevuto. E la restituzione eventuale si avrà a fine anno e tutto insieme quando si opererà il conguaglio! Un vero salasso per i lavoratori. E quello che succederà anche adesso per gli 80 euro!

·       I 100 euro promessi per un lavoratore che guadagna 1300 Euro ( fascia di lavoratori e somma decurtata dal TFR ipotizzata da Renzi) sono una bufala. Da conti fatti un lavoratore che guadagna 1500 euro e prelevando il 50% del TFR accantonato ( percentuale anche questa anticipato da Renzi) si arriverebbe ad una somma di 55 euro. Anche prelevando il 100% del TFR si arriverebbe sempre per la stessa fascia di reddito percepito a circa 95-98 euro.

·       Pagare questi 100 euro ( supponendo per vera la somma ) significherebbe per le imprese al di sopra dei 49 dipendenti( queste sono le aziende che possono avere in proprio conto il TFR) una problema di liquidità secca che in tempi di credit cranch è un vero salasso. Forse le grandi imprese non avrebbero questo problema, ma le piccole si. Ancora una volta piove sul bagnato.

·       Ma per l’INPS questo sarebbe un vero altro colpo di scure! Questa operazione cadrebbe direttamente sul bilancio dell’ente, già aggravato ultimamente dai debiti ereditati dal passaggio dell’INPDAP ( dovuto essenzialmente da contributi versati dai lavoratori e spesi dallo ministero del Tesoroper altri scopi invece di accantonarli) . Naturalmente affogato nel bilancio che tutti si affretteranno ad addebitare alla voce previdenza. L’INPS è in deficit , quindi abbassiamo le pensioni dei lavoratori  Si avrebbe quindi ancora una volta un doppio scacco matto per i lavoratori. Una parvenza di aumento di salario, pagato poi a caro prezzo per risanare il buco dell’INPS e una decurtazione della quota di pensione. Con in più la perdita del proprio tesoretto personale.

·       Ma tutto questo è a fin di bene.  Si ma non per i lavoratori. Uno studio fatto da La voce.info ( che certamente non è filo lavoratori) ha certificato che nella ipotesi minimale ( cioè 55 euro in busta paga e prelievo del 50% del TFR nella casse dello stato entrerebbero 2,8 miliardi di tasse in più, Tutte pagate dai lavoratori !

·        Si ma si avrebbe un incremento dei consumi Questa è un’altra balla come per gli 80 euro. Dal 2013 ad oggi si è avuto un calo dei consumi costanti e una modificazione dello stile di vita. Si è avuto un costante calo dei consumi per frutta e verdura e ortaggi, una diminuzione dei generi di prima necessità e soprattutto si consuma meno carne e pesce ( che già prima del 2013 rappresentava un lusso) . D’altra parte la teoria economica avvalorata dai datiempirici storici sta li a dimostrare che in un contesto attuale fatta da una miscela esplosiva di deflazione e depressione, piccole iniezioni di liquidità servono solo a pagare i debiti pregressi, per far fronte agli aumenti della tassazione per la fascia di cittadini al di sotto o appena al di sopra della soglia di povertà , di lavoratori, pensionati di coloro che vivono da reddito di lavoro

·       Per le fasce di reddito più abbienti ( piccola e media borghesia) le piccole iniezioni di liquidità servono esclusivamente per il risparmio  In un contesto come quello del nostro paese , in cui le speranze per il futuro sono ridotte al lumicino, dove i giovani non trovano lavoro e dove le speranze di una "uscita dal tunnel" si allontanano sempre più e con una velocità sempre più crescente; chi ha una piccola iniezione di liquidità tende a consumare meno e a risparmiare di più . Per la vecchiaia, per i nostri figli e nipoti. Per l’avvenire o per la nostra vecchiaia.
Dal 2013 il risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,8%, registrando un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente con un calo del potere d'acquisto dell'1,1% anche in presenza di una diminuzione dei prezzi che si aggira dallo 0,8% al 1,2%

Ora se il vero obbiettivo del governo fosse quello di incrementare i consumi non è certo questa la strada giusta. Altra storia sarebbe se si volesse raggiungere diversi e altri obbiettivi.
1.        Di fronte agli insuccessi sul piano macroeconomico e dell’andamento dei conti pubblici occorre fare operazioni di marketing politico e di alzare sempre più il tiro in un continuo crescente. Come per le sinfonie di Beethoven.  Continuare a ventilare operazioni da spot pubblicitario per tenere alta l’attenzione di un governo del fare e del rivoluzionare. Ma soprattutto spacciare queste come necessarie per il  raggiungimento di obbiettivi che non hanno nessun nesso, nessun rapporto causa/effetto se non di tipo propagandistico

2.        Tutte le operazione di marketing ,concrete e non solo propagandate e poi non mantenute hanno tutte un ritorno economico a discapito dei lavoratori( anche se apparentemente non appaiono cosi) e per consentire operazioni di incremento per le casse dello Stato . Cosi è stato per l’IMU, cosi è stato per gli 80 euro, cosi sarà per la precompilazione della dichiarazione dei redditi, cosi per la Spending Review, cosi per l’introduzione del contratto a tutele crescenti . In tutte queste operazioni mai, si è sfiorato il toccare interessi "altri". Al centro vi sono solo i lavoratori o ex lavoratori. Sarà un caso o è voluto?. Significa qualcosa o è solo una combinazione?, è capitato?