3 ottobre 2014

La provocazione è anche nel capo d'accusa


Si sono inventati addirittura il reato di invasione di edifici pubblici! Ieri a Napoli per giustificare l'arresto del giovane che aveva tentato di entrare nella regia di Capodimonte, circondato da ingenti forze di polizia l'hanno accusato appunto di invasione di edificio pubblico. Ora basta il primo anno di giurisprudenza per capire l'artificiosità dell'accusa.
L'art 633 del codice penale recita "Chiunque invade  arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati , al fine di occuparli a fini abitativi o di trarne altrimenti profitto,...." >>>al fine di occuparli o di trarne profitto>>>>. Ma di quale profitto e di quale fini abitativi era intenzionato il giovane dimostrante? Una accusa e un fermo con arresto sfacciatamente provocatorio.  L’art 633 recita ancora che e si può procede d'ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi  Il dimostrante era solo e non aveva armi , ma solo un cartello che recitava slogan contro la BCE .A meno che questo non possa configurarsi come arma impropria. Ma si è proceduto in ogni caso all’arresto. E non si è nemmeno provveduto a chiedere i documenti, cosa che in caso di rifiuto avrebbe fatto scattare il provvedimento di fermo per accertamenti.
Come provocatorio è stato l'accordo fatto dal dirigente della Digos  con i manifestanti a cui prometteva il rilascio del giovane se i manifestanti si fossero ritirati.


I  Giovani e meno giovani hanno mantenuto i patti, la polizia si è rimangiata la parola data. Evidente la provocazione per far scattare la rabbia dei giovani e cogliere l’occasione per attaccare. Come provocatorio ed inutile, senza motivo è stato il primo attacco. D’altra parte le provocazioni erano cominciate da una settimana. Una campagna mediatica tutta tesa a criminalizzare la manifestazione. Una manifestazione, che era fatta di giovani incazzati , ma anche di giovane donne, mamme di semplici cittadini. I negozi molti erano chiusi, ma molti erano aperti con i dipendenti fuori ad applaudire come plaudente erano i cittadini dai balconi che salutavano gli slogan contro la BCE e l’Austerità.  E’ evidente che l’attacco non era contro i manifestanti, ma contro la rabbia crescente nella popolazione. E la repressione è un atto preventivo, dimostrativo , un mostrare i muscoli, con l’avvicinarsi delle manifestazioni , numerosi, dei prossimi mesi.