28 ottobre 2014

Non saper far di conto o far finta di non tenerne conto?


Renzi alla notizia della bocciatura del Decreto Stabilità annuncio: E che ce vò?. Due miliardi li troviamo e cosi la facciamo finita!" Ora di miliardi che ce ne vogliono, 4,5 e quindi la manovra sale a 40,5 miliardi. Ma non avevano detto sul finire dell'estate entrambi, i compagni di merenda ( Renzi e Padoan) che manovre al rientro non ce ne sarebbero state?
 E prima ancora incalzanti erano le voci di una necessaria manovra sempre smentita dagli stessi adducendoli a miscredenti, gufi, comunisti?. 

Senza che ci fosse detto dall’Europa, nel nostro piccolo e da economisti non certo bolscevichi ( Boeri su la voce.info) calcolavano che la manovra avrebbe portato a  maggiori spese per circa 20 miliardi e tagli di tasse per circa 11,4, la spending review si attesterebbe a 15,4 miliardi, mentre le maggiori tasse varrebbero 9,4 miliardi. E che non sarebbe bastato perché anche se ci saremmo attestati al rapporto deficit nominale /PIL al 3% non saremmo riusciti a scendere al 0,3% con il debito strutturale che il Fiscal compact ci obbliga.


Eppure Padoan è stimato come economista che ne capisce e qualche calcolo lo dovrebbe saper fare. Ma allora come mai ha presentato un decreto con cosi tanti errori? Pensava che l’Europa non se ne sarebbe accorta? Che sono tutti fessi?
E’ veramente incomprensibile.
Negli ultimi 8 mesi, da quando c’è questa compagine governativa i conti pubblici non sono mai stati cosi precipitosamente indirizzati verso il basso. Eppure negli altri paesi i conti non sono così pessimi. Colpa della sfortuna? Oppure, come io penso ,che l’accoppiata populismo di Renzi e rigorismo di Padoan ha creato una miscela esplosiva che peggiora ancora di più la peggiore politica di austerity espansiva. Dare 80 euro ( che sono certo una goccia ben accetta d’acqua in un deserto) per poi per compensare il buco di bilancio, inasprire il taglio alle regioni e ai servizi non giova certo! Per fare un solo esempio.  

Ma stiamo al gioco e ragioniamo con i numeri farlocchi del DEF.
Da dove li prenderanno questi altri 4,5 miliardi? Vi è qualche dubbio? Padoan ha detto che 3,3 miliardi saranno presi dal fondo per la riduzione delle tasse. Non si capisce bene cosa voglia dire. Io capisco che invece di una riduzione di 18 miliardi ( dal DEF stimato, in realtà 11,4)  ve ne saranno 14,7.( 6,9 reali) Ovvero i tagli ai servizi che dovevano servire per ridurre le tasse andranno per la riduzione del deficit strutturale dallo 0,5 calcolato pre DEF allo 0,3%.  

E giusto per rivoluzionare le politiche fin qui seguite dai politici rottamati da Renzi scatterà un aumento del costo della benzina entro il 30 giugno prossimo. Ma dicono all’unisono i tecnici dl Ministero delle finanza solo se Reverse charge e split payement , non saranno autorizzati dall’Ue SI tratta di un diverso modo di pagare l’IVA. Non più da parte dell’acquirente , ma da parte del venditore di beni e servizi. Insomma un gioco alla scommessa che certamente finirà sul pesare sul prezzo della benzina.

E basta fare un piccolo escursus sui provvedimenti del DEF per capire in che mani siamo:

non c’è solo il taglio da 100 milioni al fondo per i non autosufficienti ma anche il ministero dello Sviluppo perde 5 milioni per la lotta alla contraffazione, quello dell’Interno che si vede tagliati 42 milioni per il contrasto al crimine, quello dei Beni culturali che ne perde 13 per la tutela del patrimonio artistico, quello degli Esteri che cede 467 mila euro alla voce promozione della pace e sicurezza internazionale. Nel grande capitolo della spesa non ministeriale dieci milioni verranno risparmiati dagli organi a rilevanza costituzionale, come la Corte dei conti o il Csm. Altri 25 milioni arriveranno dal taglio dei contributi ad organismi internazionali: 20 milioni in meno all’Onu, 150 mila all’Unesco, ma ci risparmieremo pure i 60 mila euro che giravamo all’Istituto internazionale del freddo e i 7.500 per il comitato consultivo del cotone, dai quali abbiamo deciso di uscire. Tagliato (di poco) anche il cofinanziamento nazionale ai progetti realizzati con i fondi europei: 50 milioni su un fondo da 5 miliardi, l’1%. I patronati perderanno 150 milioni l’anno. Altri 22 milioni vengono dalla riduzione dei trasferimenti a vari enti pubblici: 3 milioni in meno per l’Agea, l’agenzia per i contributi in agricoltura, che però ha sempre in mano un portafoglio da 100 milioni, 200 mila euro di taglio per la Consob, l’organismo di controllo sulla Borsa. Taglietto, 100 mila euro su un contributo di quasi 3 milioni, anche per l’Anac, la nuova Autorità anticorruzione.


Siamo ad una manovra da 90 mila miliardi di vecchie lire. Si pensi cha la maggiore di tutte le manovre quella di Amato, ( anche lui proveniente dalle file dell’area socialista riformista)  ammontava a 93 mila miliardi. E meno male che non ci sarebbe stata nessuna manovra!