28 ottobre 2014

Una guerra persa in partenza


Ciò che unisce l’Italia , ciò che rende questa espressione geografica un unico paese è quello che viene descritto come mondo dell’”illegalità”  E’ ancora di oggi la notizia che vi sono stati 13 arresti ben distribuiti fra la Lombardia e la Calabria. E unifica e riunisce anche ciò che apparentemente e anticamente è diviso. Politica e malavita. Per definizione erano due entità , due concetti separati, opposti, In Italia e non solo in Italia per la verità, rappresentano un connubio, un tutt’uno , dove va l’uno va l’altro. Oggi vi può essere malavita senza affari e politica?  Si può pensare a affari senza che il pensiero ricorra a malavita e politica? Ed è una dimensione del pensiero che corrisponde ai fatti che quotidianamente si scoprono (una minima parte naturalmente!) . Ma ciò che si combatte ormai ingenuamente è solo una guerra persa, da ultimo giapponese nell’isola deserta!

Specificatamente al fatto recente di cronaca ( residuale ormai) in questa “attività” erano esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti. In particolare avrebbero avuto rapporti con un agente di polizia penitenziaria, con un funzionario dell'Agenzia delle Entrate, con un imprenditore immobiliare attivo anche nel mondo bancario e con dei consiglieri comunali
Avete bisogno di altro esempio unificante di settori, ceti, professioni? Là dove non è riuscita la Politica c’è riuscita la malavita!
Grillo nella sua parodia comica della mafia come corrotta dalla finanza ha colto, nel suo spettacolo presentato a Palermo, un legame forte fra questa e finanza, affari e politica. Ma non ha capito che nessuno ha corrotto nessuno, ma è stato un avvicinamento lento e graduale, inevitabile quasi. Come quando due o più galassie attratte dalla loro stessa forza di gravità alla fine si scontrano e poi si uniscono per formare un nuovo ammasso stellare. Vengono catapultate fuori le stelle,gas e materia stellare periferiche e rimane un unico ammasso. 
Ecco oggi in Italia, più che altrove, lo scontro è già avvenuto e la formazione di un tutt’uno è già davanti e intorno a noi. Tanto che non si può più parlare di connubio , ma di un nuovo ammasso.
E questo nuovo ammasso è talmente presente nella vita reale che i parametri macroeconomici ne hanno dovuto tener conto. La SEC 2010 infatti contabilizza come ricchezza sociale prodotta anche le attività riguardante quel settore della società bistrattata e respinta e oggi inglobata e rivalutata, che riguarda la malavita e il suo mondo economico. Si parla di attività e di beni e servizi prodotti complessivamente perché complessivamente coinvolge la società.
In realtà cosa distingueva quei due modi di fare “business”?  
CIo che prima distingueva il "legale" dall'"iilegale " è socmparso. Entrambi muovono capitali, creano imprese dove si incontrano capitale e lavoro , distribuisce rendita profitto e salario, sfuggono al fisco e non pagano le tasse al pari delle attività “legali” , creano lavoro nero e sommerso, al pari delle attività “legali” Insomma i due mondi una volta divisi e separate ora ormai non hanno più confini. La border line è scomparsa.
Ma allora perché ancora si pensa residualmente a quell’”ammasso” come all’unione di due e non completamente ad un tutt’uno?
Nel gergo burocratese quelle attività, ancora qualcuno per la verità, le appella ancora come attività illegali. Ma è solo per retaggio del passato e solo come residuato lessicale. Si riferiscono solo al fatto che i normali metri di misura non sono ancora adeguati e quindi non riescono a misurarle scientificamente , ma solo statisticamente. Perché residuati concettuali vorrebbero controllare, regolarizzare, mettere lacci e lacciuoli  E là dove non ci riescono son dette illegali. E si sta combattendo ancora una battaglia residuale fra le vecchie sovrastrutture stataliste del passato, del novecento e il nuovo che avanza e che richiede un nuovo angolo di visuale, di prospettiva, un nuovo modo di essere Stato, di produrre ricchezza .
Come diceva Renzi il posto fisso ormai non c’è più , perché il mondo è andato avanti e ha superato il concetto di posto fisso.

Bene anche qui le attività “illegali” non esistono più perché il mondo lo ha deciso, gli affari lo hanno stabilito. Esistono solo le attività economiche e le distinzioni sono solo per il campo d’intervento e per la natura merceologica delle merci prodotte, per settori d’intervento. Perché dovremmo condannare moralmente e mettere al pubblico ludibrio e quindi chiamare illecite attività e comportamenti che sono in linea con quelle che invece chiamiamo moralmente sane? Cosa dovrebbe ancora distinguere le une dalla altre? Per questo questa guerra è già persa in partenza!